Fiorentina disattenta e poco lucida punita dalle riserve del Napoli

Incredibili distrazioni sui gol di Vergara e Gutierrez, prima rete in viola per Solomon. Non serve un finale all'assalto

Paolo
Paolo Pellegrini
31 Gennaio 2026 21:38
Fiorentina disattenta e poco lucida punita dalle riserve del Napoli
Foto Acf Fiorentina

Dice: meritavamo di pareggiare. Sì, ma intanto il pareggio non è arrivato, nemmeno contro un Napoli rabberciato ai limiti del credibile e con appena sette giocatori in panchina, di cui il solo Lukaku di un certo livello (però è entrato ma non ha combinato gran che). E intanto il baratro si allarga, la situazione di classifica si fa sempre più drammatica anche perché alla fine del campionato ne manca un’altra in meno. E i punti non arrivano. Su Dazn – dove imperversa una tal Federica boh, pseudocommentatrice ma soprattutto tanto tifosa del Ciuccio – dice Pardo “se uno si mette al televisore ora, non crede che questa squadra sia terz’ultima”.

Però lo dice a partita ormai finita, quando tuttavia Piccoli e Kean si sono mangiati le ultime ghiotte chance di riacciuffare il risultato. Perché uno dei mali più gravi, severi, tangibili, urlanti e urticanti di questa squadra è ormai una cancrena: chi di mestiere dovrebbe fare i gol, non li fa.

Vero è che Roberto Piccoli s’è dannato per lunghi minuti da solo laggiù in mezzo, a fare a sportellate con Buongiorno e comunque a cercare di fare reparto da solo, a muoversi qua e là per togliere da una parte e dare dall’altra possibili punti di riferimento. E quella incredibile sospensione in cielo con zuccata che Meret ha sfiorato con un dito per sbatterla sul palo certo meritava maggior successo. Vero è che Moise Kean, al rientro dopo tanto stop ha costretto anche lui Meret a un lavorone su quella frustata deviata in corner proprio nell’angolino basso. Ma l’uno e l’altro devono convincersi che certi gol non si sbagliano, anche perché di palle golose non gliene arrivano a centinaia.

foto Acf Fiorentina

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Come l’ha persa la Fiorentina questa partita contro le riserve delle riserve del Napoli? Semplice: con scarsissima lucidità nel leggere l’atteggiamento avversario, anche da parte di Vanoli che ci ha messo un bel po', e intanto si era già sotto, a capire che c'era da aggiustare qualcosa. E poi con la solita cronica scarsissima precisione nel passaggio e nel rilancio, spesso confusionari e con scarsa possibilità di riuscita. Che poi, intendiamoci: dice “avrebbe meritato il pari”, ma in base a che cosa? A una sfuriata di pochi minuti nel primo tempo, con le due palle-gol consecutive per Piccoli e Gudmundsson, e a un avanzamento del baricentro nel secondo tempo, ma senza portare quasi mai – a parte le occasioni citate per Piccoli e Kean – una massiccia sensazione di pericolo nella difesa avversa. E invece guardiamo a quanto ha subito, a quanto ha lasciato arrivare il Napoli dove voleva senza raddoppi o senza contrasti o senza uscire a tamponare in maniera decisa, anzi lasciando corridoi e buchi in cui tutti si sono infilati come e quando hanno voluto, fino a salvarsi in maniera rocambolesca come nel caso dell’autopalo di Comuzzo o di qualche “murata” alla disperata per evitare guai a De Gea, Il quale “poteva fare poco o nulla”, dicono quelli bravi, sui due gol: ma se avesse letto per tempo il lancione di Meret forse uscendo alla disperata poteva arrivarci prima di Vergara, e sul tiro di Gutierrez con un passo in avanti si sarebbe trovato in traiettoria.

Senza contare poi l’eterna difficoltà a uscire sui palloni alti.

No, non voglio crocifiggere De Gea. Nemmeno Gudmundsson, come viene naturale a tanti, perché l’islandese si è trovato a fare il factotum in campo, e in ogni caso non si è tirato mai indietro, e quando Vanoli l’ha spostato un po’ più in mezzo ha fatto sentire il peso della qualità. Non così Fagioli, pur ammirevole per qualche giocata ma detestabile per certe palle perse per leziosismi troppo graziosi contro un avversario sempre aggressivo, e comunque pure lui sacrificato da quella cronica assenza di rapidità.

Quella che invece mostra Manor Solomon, autore del tap in che sembrava rimettere in discussione il risultato: la catena destra con Dodo sembra ingranare, l’israeliano pecca qualche volta di personalismo, altre volte pare non crederci troppo, specie nell’uno contro uno; ma è elemento sui cui si può contare, e lo stesso si vorrebbe dire di Jack Harrison, se solo Vanoli ce lo facesse vedere all’opera nei suoi cenci e nel suo ruolo. Più deludente a Napoli invece Brescianini, anche lui tuttavia non impiegato per quello che sa fare.

Per non parlare di Fabbian, irriconoscibile rispetto a Bolgna: chissà da che cosa dipenderà…

E allora? E allora è bigia. Perché le carenze in campo sono evidenti, e c’era tempo un mese intero di mercato di riparazione per provare a coprirle, ma la sessione chiude lunedì prima di cena, e allora la risposta sarà la solita, “è mancato il tempo”, o magari è mancato altro, chissà. Intanto, fuori dalla Coppa Italia al primo schianto, e con la classifica sempre più buia, aspettando il Torino e poi mammamia la trasferta di Como contro quel Baturina che non hanno voluto portare in riva d’Arno, e poi la Coppetta prima di ricevere visita dal Pisa, messo ancora peggio. Spes ultima dea, dicevano i latini, speranza l’ultima a morire. Già, ma chi visse sperando…

NAPOLI (3-4-2-1): Meret; Di Lorenzo (30' Olivera), Buongiorno, Juan Jesus; Gutierrez, Lobotka, McTominay, Spinazzola; Vergara (84' Giovane), Elmas; Hojlund (90' +1 Lukaku). A disp.: Contini, Ferrante, Beukema, De Chiara. All. Conte

FIORENTINA (4-3-3): De Gea; Dodò, Pongracic, Comuzzo, Gosens (70' Ranieri); Brescianini (70' Parisi), Fagioli, Fabbian; Solomon (70' Kean); Gudmundsson (79' Fazzini); Piccoli. A disp.: Lezzerini, Harrison, Ndour, Fortini, Christensen, Kouadio, Balbo. All. Vanoli

ARBITRO: La Penna di Roma; assistenti Lo Cicero – Bianchini; quarto ufficiale Marcenaro; Var Nasca- Aureliano

MARCATORI: 11' Vergara (N), 49' Gutierrez (N), 57' Solomon (F)

NOTE: ammoniti Fabbian (F), Buongiorno (N); angoli 4-4; spettatori 35mila

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