Treno della memoria: 550 studenti in partenza per la Polonia

Domattina il Pegaso agli ultimi testimoni. L’assessore Funaro: “È un dovere civico rivivere con i ragazzi uno dei momenti più drammatici del secolo scorso”. In Consiglio comunale lunedì 28 lettura di testi di Liliana Segre e Margherita Hack col gruppo di lettura della Biblioteca Buonarroti. Domenica 27 alle Murate va in scena lo spettacolo ‘Bent’


FIRENZE – Parte domani, domenica 20 gennaio, per l'undicesima volta, il Treno del memoria. Porterà oltre 550 studenti delle scuole toscane nel luogo più tragicamente simbolico di una delle pagine più buie della storia umana: Auschwitz. La giornata inizierà in Palazzo Strozzi Sacrati con la consegna del Pegaso d'oro, la massima onorificenza della Regione Toscana, ai testimoni Andra Bucci, Tatiana Bucci, Marcello Martini, Vera Michelin Salomon, Kitty Braun, Vera Vigevani Jarach, Gilberto Salmoni e ad Antonio Ceseri (alla memoria), scampati agli orrori della Shoah o delle persecuzioni nazifasciste e che negli anni si sono assunti il compito di essere testimoni vivi di quello che è stato. La cerimonia si svolgerà alle 9,30 e sarà il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi a consegnare il riconoscimento. Seguirà, alle 11.30, nella Palazzina reale della stazione di S. M. Novella, il saluto del presidente Rossi ai 550 ragazze e ragazzi in partenza alle 12.30.

Il treno della memoria è realizzato dalla Regione Toscana in collaborazione con il Museo della deportazione di Prato, sotto l’Alto Patronato del presidente della Repubblica.

Sul treno viaggeranno i rappresentanti delle associazioni delle Comunità ebraiche di Firenze e Pisa, le associazioni rom e sinti, Aned (di Firenze, Prato, Pisa, Empoli), Anei, Anpi, Arcigay e durante il viaggio incontreranno gli studenti, per i quali sono previsti workshop di discussione. Come nelle passate edizioni del viaggio, si parlerà di antisemitismo e antiziganismo, delle deportazioni degli omosessuali e degli oppositori politici, di ieri ma anche dei segnali che arrivano dalla società di oggi e per questa edizione è previsto un seminario specifico sui neofascismi. Numerosi gli appuntamenti in calendario nei quattro giorni del viaggio che si concluderà giovedì: oltre alle visite ai campi di concentramento e al museo storico di Auschwitz, martedì sono previsti l’incontro con i testimoni e lo spettacolo di parole e musica di Enrico Fink, considerato tra i principali interpreti della tradizione ebraica italiana, che proporrà con un ensemble di musicisti un percorso intorno a una delle pagine oscure della nostra storia, uno degli episodi emblematici delle responsabilità italiane durante il fascismo e del tentativo di dimenticarle. Mercoledì, invece, all’Università Jagellonica di Cracovia si terrà l’incontro ‘Citizen Dialogue’ sui temi della memoria europea per un’ampia discussione interculturale alla presenza del presidente della Regione Toscana Enrico Rossi e del vicepresidente della Commissione europea Frans Timmermans. L’incontro sarà preceduto dal dialogo tra studenti italiani e polacchi e i testimoni sopravvissuti ad Auschwitz.

“È la prima volta che vado con il treno della memoria ad Auschwitz e provo una grande emozione - ha detto l’assessore ad Accoglienza e Integrazione Sara Funaro -. Ho deciso di partecipare a questa importante iniziativa che coinvolge tanti ragazzi perché rivivere con loro uno dei momenti più drammatici del secolo scorso è un dovere civico fondamentale. Sarà per tutti noi e soprattutto per i giovani l’occasione per riflettere sull’Olocausto direttamente nei luoghi in cui fu praticato il ‘male assoluto’ e per tenere alta la memoria per non dimenticare il genocidio che ha sconvolto la storia del mondo”. “Il racconto toccante della senatrice a vita Liliana Segre a Palazzo Vecchio, in occasione del convegno a ottanta anni di distanza dalla promulgazione delle leggi razziali, ci ha fatto rivivere come un incubo il ricordo di cosa può arrivare a fare l’odio umano nei confronti dei diversi e dei più deboli - ha continuato Funaro -. La sua è stata una lezione ancora attuale visto il momento che stiamo vivendo ed è fondamentale tenere alta la memoria affinché certi tragici episodi non si ripetano mai più”.

In occasione delle celebrazioni in Consiglio Comunale della Giornata della Memoria, nel pomeriggio di lunedì 28 gennaio sarà data lettura in aula di alcuni testi di autori tra i quali Liliana Segre e Margherita Hack, da parte del gruppo di lettura della Biblioteca Buonarroti. La scelta, su iniziativa del Presidente del Consiglio comunale Andrea Ceccarelli condivisa con i capigruppo, è legata all'evento "Letture per la Memoria" che si svolgerà il 23 gennaio presso la biblioteca comunale. Nella seduta dei capigruppo di giovedì scorso è stato anche deciso che, dopo la lettura, prenderanno la parola le ragazze e i ragazzi che hanno partecipato al "Viaggio della Memoria" organizzato dalla Città Metropolitana lo scorso maggio, per raccontare la propria esperienza. Infine, ogni gruppo consiliare potrà intervenire a chiusura delle celebrazioni dell'assemblea cittadina.

Domenica 27 gennaio, in occasione del Giorno della Memoria,all’interno dell’ex carcere delle Murate andrà in scena la performance itinerante ‘Bent’ tratto dall’opera teatrale di Martin Sherman con la regia Lorenzo Tarocchi, voluta dall’assessorato al Welfare guidato da Sara Funaro. Lo spettacolo, messo in scena dall’associazione culturale Masaccio, inizierà alle 17.30. La performance ‘Bent’ parte raccontando una scena ambientata nella Berlino del 1934 e ha come protagonista Max, che frequenta i cabaret della capitale del Reich e convive con il ballerino Rudy. Dopo l’assassinio brutale da parte delle SS di un componente delle SA, che aveva trascorso la notte nella loro casa, Max tenta una tragica fuga insieme al compagno. Il tema dello sterminio subito da migliaia di persone solo in ragione del proprio orientamento sessuale è ancora oggi poco affrontato. ‘Bent’ porta alla ribalta questa pagina di storia, ponendo interrogativi sulla realtà di oggi. Attraverso la storia del giovane Max, il testo racconta l’improvviso e traumatico passaggio da una Berlino relativamente aperta nei confronti dei gay, all’inizio di una durissima repressione e persecuzione (in seguito alla ‘Notte dei lunghi coltelli’ del 1934), che costrinse molti di loro alla fuga o alla detenzione nei campi di concentramento. La forza di questo spettacolo sta nel porre l’accento, a tratti anche ironico, sulla capacità di prendere coscienza della propria dignità e sul valore dell’amore in una situazione di completa disumanizzazione. Lo spettacolo sarà di natura esperienziale e il pubblico verrà coinvolto nel percorso fino a raggiungere la scena del campo di concentramento. Spari, voci fuori campo, carcere duro, suoni, scomodità saranno la chiave di lettura della pièce. La regia di Lorenzo Tarocchi porterà gradualmente in quella atmosfera di suoni e rumori che disturberanno volutamente la meccanizzazione dell’individuo, creando situazioni scomode e costringendovi, per mano di chi è responsabilmente colpevole, ad attraversare angusti passaggi e ad un certo punto gli spettatori si ritroveranno a Dachau in una situazione disorientante senza punti di riferimento. L’ingresso è libero, ma è obbligatoria la prenotazione. Per info e prenotazioni telefonare al numero 055-2476873 oppure inviare una e-mail all’indirizzo info.pac@muse.comune.fi.it.

Redazione Nove da Firenze