Toscana: sequestrato cibo proveniente dalla Cina

1.191 controlli nel 2015, 242 su etichettatura e tracciabilità tra Firenze e Prato


E' di stamani l’operazione dei Carabinieri del Nas che ha portato alla scoperta di un meccanismo costruito ad arte per nascondere la presenza di materie prime di origine animale provenienti dalla Repubblica Popolare Cinese (carne di maiale, uova di anatra, zampe di pollo, bevande a base di latte, granulato per brodo a base di pollo ed uova) tutte soggette, per motivi sanitari, a divieto assoluto di importazione nell’Ue. Il sequestro ha interessato commercianti operativi tra le province di Firenze e Prato. Nelle oltre 1.500 confezioni di alimenti sequestrati, per un totale di 570 chili, le società importatrici indicavano in etichetta la presenza delle materie prime vietate mediante l'apposizione di ideogrammi cinesi, riportando in lingua italiana esclusivamente le indicazioni relative agli ingredienti leciti.

“E’ positivo il sequestro di cibo illegalmente proveniente dalla Cina che nel 2015 ha conquistato il primato nel numero di notifiche per prodotti alimentari irregolari perché contaminati dalla presenza di micotossine, additivi e coloranti al di fuori dalle norme di legge, da parte dell’Unione Europea”. E’ quanto afferma Coldiretti Toscana “Il blitz – analizza Tulio Marcelli, Presidente Coldiretti Toscana - conferma il trend che vede dal gigante asiatico provenire il 13% di tutti gli allarmi per irregolarità sul cibo segnalati in Europa, ben 386 sui 2967 complessivi. Gli ottimi risultati dell'attività dei Nas confermano l'efficacia del sistema di controlli in Italia contro un crimine particolarmente odioso perché – prosegue - si fonda sull'inganno e colpisce soprattutto quanti dispongono di una ridotta capacità di spesa a causa della crisi e sono costretti a rivolgersi ad alimenti a basso costo dietro i quali spesso si nascondono infatti ricette modificate, l’uso di ingredienti di minore qualità o metodi di produzione alternativi sui quali è importante garantire maggiore trasparenza”. Nel 2015 gli illeciti agroalimentari in Toscana hanno portato a 400mila euro di sequestri, 1.191 controlli di cui 242 su tracciabilità ed etichettatura, 189 sanzioni e 20 persone denunciate nel corso dell’attività del Corpo Forestale dello Stato nel 2014. “Per chi commette reati nell’agroalimentare con frodi e sofisticazioni producendo quindi un danno anche alla salute dei consumatori – conclude Antonio De Concilio, Direttore Coldiretti Toscana – servono pene più severe. Dovrebbe essere prevista la confisca degli opifici nei quale si effettuano le attività di trasformazioni”:

Redazione Nove da Firenze