Rubrica — In cucina

Terracotta e vino

Manifestazione e cena all'Impruneta


Finalmente una kermesse enologica diversa dalle altre! L’Antica Fornace Agresti di Impruneta, capitale italiana della terracotta, ospita la terza edizione della più importante raccolta a livello mondiale di produttori dediti all’uso delle anfore durante i processi produttivi. L’associazione culturale LA TERRACOTTA E IL VINO supportata dal BANCO FIORENTINO MUGELLO, IMPRUNETA, SIGNA, main sponsor dell’evento, e da ARTENOVA, azienda artigianale locale produttrice di anfore per uso enologico, oltre che dal comune di IMPRUNETA e dalla REGIONE TOSCANA ha dato vita 6 anni fa a questa manifestazione che, con cadenza biennale, fa il punto sullo sviluppo del crescente rapporto fra questi due elementi, uniti da un antichissimo legame che si era nel tempo allentato.

Che l’inizio del legame fra il vino e le anfore sia da ricercare agli albori della storia della vinificazione questo è ormai un dato di fatto, confortato fra l’altro dai recenti ritrovamenti avvenuti in ARMENIA della più antica cantina del mondo, datata col carbonio 14 a ben 6000 anni fa. Il bello è che esattamente di fronte agli scavi di quella archeologica cantina, nominata ARENI 1, sorge la moderna cantina di ZORAH WINES, presente fra i banchi d’assaggio dell’Impruneta, che continua l’antichissima ed ininterrotta tradizione armena della vinificazione in anfora usando per di più solo vitigni autoctoni fra i quali l’ARENI, discendente diretto delle uve usate 6000 anni fa, come dimostrato dalle analisi genetiche svolte sui semi di uva ritrovati nelle ancestrali anfore.

Oggi si assiste in tutto il mondo uno splendido rinascimento di questo antico legame vino/terracotta e i produttori che fino a pochi anni fa erano in numero molto limitato e sperimentavano ognuno per proprio conto la validità o meno di certi processi, oggi riescono, anche grazie a manifestazioni come questa, a creare un network di scambio di informazioni, il che porta ad una crescita qualitativa esponenziale oltre che ad un allargamento della base produttiva.

E bisogna dire che l’ANTICA FORNACE AGRESTI è davvero la location migliore dove tenere un simposio di questo livello; la scenografia offerta dalle antiche mura, dalle volte, dai passaggi sospesi, dalle nicchie è qualcosa che già di per se mozza il fiato. Alla bellezza storica si sovrappone un allestimento quanto mai in sintonia con l’ambiente ma al contempo confortevole per i visitatori e per gli espositori. Passerelle in legno, affacci sui piani sottostanti, balconi in vetro, tutto converge a rendere la vostra degustazione un momento davvero unico.

Ma il vino nel bicchiere, pur essendo al centro del nostro interesse, non è l’unico motivo per accorrere all’Impruneta in questo Week End. I convegni, le tavole rotonde, le degustazioni guidate sono le più interessanti possibili, alternando sapientemente enologia, archeologia, aspetti tecnici e ludici in un tripudio di emozioni.

Per il gran finale della manifestazione è previsto il concerto del gruppo musicale HANDLOGIC che suoneranno musiche usando strumenti in terracotta ed anche anfore appositamente preparate. Il gruppo, vincitore dello scorso ROCK CONTEST di CONTRORADIO e del premio MUSICAFUTURA – CITTA’ DI AREZZO, si pone come punta di diamante nella produzione musicale sperimentale italiana, fondendo influenze dalla world music al jazz al R&B.

Ovviamente noi andiamo all’Impruneta per incontrare i 42 espositori provenienti da ben 4 continenti, ed assaggiare gli oltre 100 vini proposti, molti dei quali prodotti usando anfore in terracotta ma ogni singolo appuntamento proposto è davvero un evento nell’evento, un ottimo motivo per vivere fino in fondo questa due giorni così piena di significati.

Alla fine della mia giornata alla manifestazione, oltre l’indiscussa qualità dei vini assaggiati non paragonabile a quella proposta fino a pochi anni fa negli stessi consessi, rimane l’immagine della luce vivida che risplende negli occhi dei produttori che ho incontrato. Lo sguardo di persone che stanno raggiungendo il loro sogno dopo averlo lungamente rincorso ed aver duramente combattuto per raggiungerlo. Un sogno con una storia così profonda ed un radioso e lungo futuro davanti.

In cucina — rubrica a cura di Fabrizio Fiaschi

Fabrizio Fiaschi

Fabrizio Fiaschi — Sommelier da circa 30 anni, ha lavorato per enoteche, ristoranti, winebar e case vinicole a Firenze e dintorni entrando in contatto con i più importarti produttori di vino in Toscana. Mette la sua esperienza a disposizione dei lettori anche su www.iovinoperte.it

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