Storia a Empoli: l’umanità vista di profilo

Allenare lo sguardo critico

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
09 Settembre 2026 06:44
Storia a Empoli: l’umanità vista di profilo

Siamo abituati a concepire la Storia come un maestoso arazzo tessuto da grandi date, conflitti bellici e decisioni monumentali prese nelle stanze del potere. È la cosiddetta "Storia con la S maiuscola", una narrazione che spesso però dimentica il battito cardiaco dei singoli individui. A Empoli, dal 18 al 20 settembre 2026, la seconda edizione del festival contè.sto si propone di ribaltare questa prospettiva con il tema "La Storia di profilo". Curata dallo storico Carlo Greppi, la rassegna invita a guardare il passato dritto negli occhi, prediligendo le biografie e le soggettività come lenti per comprendere le grandi trasformazioni globali.

Attraverso un mosaico di voci che animeranno il centro storico, l'evento ci insegna che approfondire i vissuti di chi ci ha preceduto è l'unico modo per abitare consapevolmente il presente. Ecco cinque rivelazioni storiche che emergono dal programma e che cambieranno il vostro modo di percepire il passato.

Nell’immaginario collettivo, l'atleta è spesso una figura sospesa in una bolla di perfezione fisica e neutralità politica. Tuttavia, la ricerca di Nicola Sbetti sui "Calciatori partigiani" — presentata nel giardino dell’Istituto della Santissima Annunziata — squarcia questo velo. Durante la Resistenza, il rettangolo di gioco non fu un rifugio, ma un palcoscenico di scelte radicali.

Approfondimenti

L'analisi di questo "profilo" storico è potente proprio per la sua natura: il contrasto tra la fama dei campioni e la realtà viscerale e sporca della guerra clandestina. Sbetti solleva un interrogativo che tocca le corde del coraggio civile: "E se un calciatore dovesse scegliere tra pallone e libertà?". Scegliere la Resistenza significava, per molti, passare dalla luce dei riflettori all'ombra della clandestinità, rischiando non solo la carriera, ma la vita stessa. Riscoprire questi uomini significa capire che la dignità umana non va mai in vacanza, nemmeno per i divi del pallone.

Se la "Storia di profilo" si occupa di chi osserva il mondo da angolazioni inaspettate, allora Maura Tombelli ne è l’icona assoluta. Cittadina di questo territorio, Tombelli non appartiene all'accademia tradizionale, eppure è riconosciuta come la più prolifica scopritrice di asteroidi a livello mondiale.

Direttrice dell'osservatorio "Beppe Forti" a Montelupo Fiorentino e autrice del volume “Per caso... un osservatorio ‘Il Beppe Forti’”, la sua figura incarna la vittoria della passione sulla professione. In dialogo con Alex Mazzanti, la sua storia dimostra come la curiosità individuale possa trasformarsi in un contributo scientifico di portata universale. Il suo profilo ci ricorda che la mappatura dell'universo non è solo appannaggio di grandi agenzie spaziali, ma può nascere dalla dedizione di chi, con i piedi ben piantati nel suolo toscano, decide di non smettere mai di guardare verso l'alto.

L’emancipazione civile non è un concetto astratto nato nei salotti letterari, ma un processo maturato tra le mani consumate dal lavoro. Durante l’iniziativa itinerante guidata da Stefano Romagnoli, che si snoderà tra piazza Madonna della Quiete e nel Vicolo della Gendarmeria, emergeranno le figure cardine dell'identità produttiva empolese: Fiascaie, le operaie addette al rivestimento dei fiaschi; Confezioniste: protagoniste del settore dell'abbigliamento; Trecciaiole: sapienti lavoratrici della paglia.

Questi profili non raccontano solo una storia di fatica, ma l'evoluzione di una soggettività politica. Il lavoro quotidiano in questi settori ha creato reti di solidarietà che hanno trasformato la micro-storia del lavoro locale nella macro-storia dei diritti civili. La consapevolezza di classe e la lotta per l'emancipazione femminile a Empoli sono passate attraverso questi vicoli, dimostrando come la politica sia, prima di tutto, una questione di vissuto condiviso.

La liberazione di Empoli, i cui momenti cruciali risalgono alle battaglie del 14 agosto 1944, assume nel festival una dimensione internazionale sorprendente. Il 23 settembre, presso la Casa della Memoria, un incontro specifico approfondirà il contributo fondamentale dei soldati neozelandesi e degli Alleati.

È un "profilo" storico di rara potenza narrativa: giovani militari Maori e neozelandesi che, partiti dall'altra parte del globo, si ritrovarono a combattere per la libertà di una città toscana. Questa intersezione di destini ci obbliga a riflettere sulla Resistenza come un mosaico globale, dove vite nate in contesti geografici lontanissimi si sono unite in un sacrificio comune. Ricordare il loro passaggio nelle strade empolesi significa riconoscere che la nostra libertà ha radici profonde e internazionali, nutrite dal coraggio di chi non ci conosceva, ma ha scelto di combattere per noi.

Il moderno concetto di volontariato e protezione civile ha un certificato di nascita preciso: il 1883. In una fase storica post-unificazione segnata da profondi vuoti istituzionali e falle nel tessuto assistenziale, l’iniziativa privata divenne l’unica risposta possibile alle piaghe sociali dell'epoca. Il merito va a quattro cosiddetti "bravi empolesi" che fondarono l’Assistenza Pubblica. Questa storia locale è esemplare per comprendere l'evoluzione dell'impegno civile. Questa iniziativa non fu solo carità, ma la creazione di un'istituzione strutturata che ancora oggi definisce il carattere resiliente e solidale della comunità.

Il festival contè.sto non è una semplice operazione nostalgia, ma un invito collettivo ad "allenare lo sguardo critico verso la contemporaneità". Dal 18 al 20 settembre 2026, Empoli si trasformerà in un laboratorio a cielo aperto dove le biografie di pedagogisti come Enzo Catarsi, maestre come Liliana Lensi o musicisti come Ferruccio Busoni, ci aiuteranno a ricomporre la nostra identità. Questi profili ci insegnano che la Storia non è un destino ineluttabile, ma la somma di innumerevoli scelte individuali.

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