Sottoattraversamento Tav a Firenze: i binari del Pd si separano davanti al tunnel

Stamani intervista radiofonica di Rossi: "Sì, vanno separate le linee". Amato replica: “Non speculi sulle tragedie. Alla Toscana manca un governatore”. Stella (Forza Italia): "Investire i soldi risparmiati sui treni pendolari"


Firenze, 13 luglio 2016- Nonostante il fiume di denaro pubblico speso in questi ultimi 20 anni per ammodernare la rete ferroviaria italiana si continua a morire tra i binari, perché nell’era delle applicazioni tecnologiche abbiamo migliaia di km di rete non coperta da sistemi di sicurezza adeguati. Monzuno, Firenze Castello, Crevalcore, Viareggio, sono alcuni dei precedenti più emblematici nella storia recente, ma una lunga catena di incidenti ha imperversato in questi anni, talvolta per incuria, talvolta per errori, talvolta per malfunzionamenti tecnici, causando centinaia di vittime.

"Dovranno passare sul mio corpo, non si può ripartire da capo tutte le volte. I treni ad Alta velocità vanno separati da quelli regionali. Per questo si faccia il sottoattraversamento di Firenze. Non darò nessun assenso a soluzioni diverse fino a quando sarò presidente di questa Regione, soprattutto alla luce di quanto è avvenuto in Puglia". Lo ha dichiarato stamane a Controradio il presidente della Regione Enrico Rossi intervistato da Raffaele Palumbo. Partendo dalla strage avvenuta ieri tra Andria e Corato, Rossi ha chiarito il suo pensiero sul trasporto pubblico ferroviario in Toscana: "Si investono troppi miliardi nell'Alta velocità tra Milano e Napoli e si abbandonano le reti regionali destinate ai pendolari. Ciò è scandaloso. Il governo si dia da fare di più su questo tema. La Toscana è l'unica regione che ha investito, ad esempio, ben 250 milioni per il raddoppio della Pistoia-Viareggio e altre risorse sono state destinate al raddoppio della Granaiolo-Empoli in attesa che Ferrovie tiri fuori i soldi per compleatare il raddoppio fino a Siena. Inoltre chiederemo una verifica coinvolgendo anche l'Agenzia per la sicurezza ferroviaria per capire bene come sta la questione del binario in concessione sulla Arezzo-Stia. Dobbiamo capire se si è cercato di risparmiare a svantaggio della sicurezza, considerato che le deroghe alla sicurezza valide fino al 2019 per le tratte in concessione sono una cosa pazzesca". Tornando alla questione Av Rossi ha detto che "Va superato il tappo di Firenze. Nel 2010 Moretti mi rassicurò che entro il 2014 il tunnel avrebbe diviso i treni regionali da quelli ad Alta velocità. Ad oggi siamo ad un buco, nulla è stato fatto. La differenziazione tra Av e regionali va fatta, non basta la velocizzazione prospettata recentemente da Ferrovie. Si liberi quindi la stazione di Firenze dall'affollamento Av, si trovino le soluzioni per le terre di scavo come si sono trovate altrove e si superino le difficoltà legate alle inchieste della magistratura. Invito Fs a ripensarci, e anche il governo. Capisco la project review portata avanti dal ministro, ma serve una riflessione seria e a Firenze ciò vuol dire separare le linee Av da quelle regionali. Non vorrei che tra qualche anno si passasse da bischeri se la velocizzazione tecnologica per aumentare la capacità dei binari si dimostrasse inadeguata", ha concluso Rossi.

“Collegare la tragedia pugliese alla richiesta del tunnel tav a Firenze è un’operazione umanamente e politicamente inaccettabile. E’grave che un presidente di Regione invece di riflettere e rispettare il dolore del Paese, usi la vicenda per bassi fini politici e meri interessi economici”. Così Miriam Amato interviene dopo le dichiarazioni rilasciate da Enrico Rossi a poche ore di distanza dal tragico incidente che si è verificato in Puglia. “Le dichiarazioni di Rossi - sottolinea la consigliera - si basano su presupposti in cui regna la completa ignoranza dell’impatto che ad oggi ha avuto il progetto della Tav sulla nostra città. Un’operazione di basso profilo istituzionale, mentre il Partito Democratico si sta confermando come interlocutore poco credibile , dicendo il tutto ed il contrario di tutto nel giro di poche ore. Lo stesso gruppo consiliare del Pd invece di fare proprie le parole del sindaco Nardella, boccia tutte le proposte concrete per promuovere delle alternative al tunnel tav: anche quella di investire le risorse per il treno metropolitano e regionale, che devono avere la priorità”. “Dalle prime dichiarazioni condivisibili del primo cittadino sembrano passati anni, invece si tratta solo di qualche giorno. Adesso infatti – prosegue la consigliera - il presidente Rossi entra a gamba tesa, speculando su una tragedia. Eppure, quanto accaduto, rende ancora più evidente la schizofrenia di un Italia a due velocità: così mentre a Firenze si buttano via palate di soldi pubblici per un progetto, che nonostante sia solo alle fasi iniziali ha già creato numerosi impatti sul territorio vedi falda o zona Ottone Rosai, ecc), in altre parti d’Italia i treni continuano a viaggiare su linee antiquate”. “Eppure – fa presente Miriam Amato - anche a Firenze ed in Toscana non è tutto rose e fiori: ad oggi i pendolari Toscani vivono il disservizio, e non certo per la mancanza del tunnel Tav, ma probabilmente perché i soldi si sprecano verso opere inutili e, come nel caso dell’aeroporto, si preferisce investire in altro piuttosto che potenziare la linea ferroviaria di superficie, a supporto dei pendolari stessi. A mancare quindi non sono né le soluzioni né il tunnel, ma una politica seria e autorevole, che sappia anche tacere quando c’è da rispettare il dolore di una comunità”.

"Il Presidente Rossi è rimasto da solo, attaccato ad un progetto faronico da 1,5 miliardi di euro che nemmeno il suo partito intende difendere più. E lo fa enunciando una solenne sciocchezza, mettendo insieme la sicurezza e il sottoattraversamento TAV".Lo afferma la senatrice di Sinistra Italiana Alessia Petraglia commentando le affermazioni del presidente della Regione Toscana Enrico Rossi. "Se Rossi volesse affrontare seriamente la questione, parlerebbe dei ritardi cronici della nostra rete, soprattutto al sud - dice ancora la senatrice - Parlerebbe della scarsa qualità del materiale rotabile, spesso obsoleto, parlerebbe dell'endemica carenza di personale e dello stato in cui versano le nostre infrastrutture". "Il problema non è tanto il binario unico, quanto l'assenza di investimenti in sistemi di sicurezza. E qui si palesa il collegamento tra la TAV e l'incidente di ieri, ma nella direzione opposta a quella indicata da Rossi - prosegue - i tecnici e persino il sindaco di Firenze si sono convinti che non le tecnologie attuali il nodo fiorentino potrebbe sopportare un carico maggiore di traffico ferroviario, anche senza il tunnel TAV. E allora liberiamo le risorse previste per il sottoattraversamento e indirizziamole tutte in sistemi di sicurezza, rinnovo del materiale rotabile, raddoppio dei binari laddove necessario per garantire sicurezza e alta capacità. Non farlo significa condannare la rete ferroviaria reale, quella dei pendolari, all'abbandono e al rischio di altre tragedie". "Abbiamo chiesto al Governo di riferire in aula su quanto accaduto, ma anche di aprire una discussione seria davanti al Paese su come impiegare le risorse che potrebbero esserci a condizione di fare un passo indietro dettato dal buon senso".

Il Comitato Pendolari Valdarno Direttissima si sente particolarmente coinvolto nel dibattito in corso sull'Alta Velocità di Firenze, proprio perchè i pendolari del Valdarno sono fra le principali "vittime" delle Frecce e degli Italo sulla linea Direttissima. Vista anche la dichiarazione odierna del Presidente a favore del sottoattraversamento di Firenze e i prossimi incontri con Ferrovie, il Comitato vuole ricordare i punti ritenuti più rilevanti, ma in larga parte ignorati o contraddetti dal dibattito in corso che si legge sui giornali.

Lunedì il Consiglio comunale ha approvato con 22 sì e due astensioni l'Ordine del Giorno del gruppo PD presentato dai consiglieri Bassi, Bieber, Ceccarelli, Nannelli, Paolieri e Ricci, a seguito della comunicazione dell'assessore alla mobilità Giorgetti, che impegna il sindaco a chiedere, nel prossimo incontro annunciato, una verifica del progetto TAV nella città di Firenze che garantisca il servizio di collegamento dell'Alta Velocità di Firenze con l'attestazione prevalente in area centrale e in accordo con la Regione Toscana, il raggiungimento degli obiettivi di efficientamento per il trasporto pendolari, l'implementazione del numero dei treni, l'aumento del numero delle fermate garantendo la puntualità e la qualità del servizio. Chiede altresì al sindaco di impegnare il gruppo Ferrovie italiane dello Stato a dare risposte nei tempi più brevi possibili ed a mantenere le risorse economiche, previste negli accordi sottoscritti, per la città di Firenze.

La constatazione che il progetto di sottoattraversamento TAV sia insostenibile e che sia le FS che il governo (a nome del quale parla Nardella) cerchino una via d'uscita dal vicolo cieco in cui si sono cacciati sta scatenando la psicosi nel PD. Certamente arrivano in superficie rancori forti che covano da sempre sotto la cenere.

"Come sull'aeroporto, anche sul tunnel di Firenze della Tav il Pd si ritrova spaccato in due, con il governatore Rossi favorevole al sottoattraversamento, il sindaco Dario Nardella contrario e il governo su posizioni attendiste. Manca la chiarezza, e questo è un problema per la nostra città e per tutta la Toscana". Lo afferma il coordinatore fiorentino di Forza Italia e vicepresidente del Consiglio regionale della Toscana, Marco Stella. "Noi - ricorda Stella - non abbiamo dubbi e da tempo sosteniamo che occorre abbandonare il progetto della stazione sotterranea e pensare a sviluppare l'attraversamento cittadino in superficie, con gli opportuni aggiustamenti, considerati anche i problemi di smaltimento delle terre di scavo, i costi lievitati, i rischi di stabilità per gli edifici. Evitiamo di sprecare i soldi per la stazione Foster nell'area ex Macelli, e adeguiamo lo scalo di Campo di Marte, che ha il vantaggio di essere ampia a sufficienza, e bidirezionale rispetto a Santa Maria Novella. I soldi risparmiati, circa 500 milioni di euro, vanno reinvestiti per potenziare il servizio ferroviario per i pendolari e per portare a compimento una rete metropolitana di superficie su rotaia degna di questo nome".

“Mentre a Firenze, dopo venti anni di slogan e soldi pubblici buttati, finalmente si riapre il dibattito sull’utilità del Passante Alta Velocità e sulla stazione Foster, apprendiamo i contenuti di una sconcertante intervista del Presidente Rossi che sfrutta la tragedia pugliese per comunicarci che bisogna andare avanti col tunnel in ogni modo, anche a costo di “passare sul suo corpo”. “Questa non è una dichiarazione politica, ha il sapore di una cinica propaganda e di vergognosa strumentalizzazione, senza alcun rispetto per i morti” dichiarano i Consiglieri comunali Tommaso Grassi, Donella Verdi, Giacomo Trombi (Firenze Riparte a Sinistra) e i Consiglieri Regionali Tommaso Fattori e Paolo Sarti (Sì - Toscana a Sinistra). “Oggi è il giorno del lutto e il nostro pensiero è per le vittime e i loro familiari, è il giorno in cui chiedere piena verità e giustizia per quanto accaduto, a differenza di quanto lo Stato non ha fatto per strage di Viareggio, senza scordarsi quanto si è tagliato in questi anni sulla sicurezza e l’efficienza del trasporto ferroviario locale”. “Sul sottoattraversamento di Firenze interverremo con forza nei prossimi giorni, e chiederemo alla Giunta regionale una comunicazione speciale al prossimo consiglio regionale, ma intanto ci domandiamo a quali interessi risponda il Presidente Rossi, certamente non a quello dei cittadini”. “Un’ennesima riprova che il suo volersi presentare come l’alternativa per la sinistra in Italia è ridicola, e da noi troverà un’opposizione ancora più decisa. Dice Rossi che la sinistra in questi ha scordato i suoi compiti: noi, la sinistra, non abbiamo scordato nulla, è lui che si è scordato cosa sia la sinistra".

Le opere di raddoppio ferroviario sulla linea Pistoia-Lucca porteranno con sé una serie di altri interventi collaterali al lavoro sui binari o inerenti infrastrutture collegate. Ben lo sanno in Valdinievole dove, a Pieve a Nievole in particolare, la nuova viabilità progettata a corredo del raddoppio fa temere alla comunità locale un’impennata di rischio idrogeologico. I motivi perché e per come li espone alla giunta regionale il Capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale Stefano Mugnai con un’interrogazione che è la seconda sulla questione del raddoppio ferroviario. La prima, che riguardava solo l’opera in sé e il passaggio da Montecatini, non ha ancora ricevuto risposta. Mugnai dunque rilancia, ampliando gli orizzonti d’incertezza: «Preso atto del progetto definitivo di RFI nel comune di Pieve a Nievole sulla nuova viabilità», Mugnai «constata l’eliminazione di due passaggi a livello e la creazione di un sottovia carrabile e di un passaggio pedonale con la conseguente previsione di scavi in luoghi sottoposti a noto rischio idraulico», con «la possibile deviazione del fosso Bellintona e di un parziale intervento sul torrente Nievole». A questo punto il capogruppo azzurro, richiamata l’interrogazione depositata alcune settimane fa su Montecatini – «ovvero che la costruzione della ferrovia nel tratto di Montecatini non risolverebbe il problema di congestione urbana ma aggraverebbe la situazione con una divisione netta della città con muri alti e con l'abbattimento di edifici privati» e «che i piani urbanistici attualmente vigenti si sono adeguati alla soluzione di interramento» – ricorda «che era stata prevista la possibilità di interventi dell'imprenditoria privata che attraverso un progetto di finanza avrebbe contribuito alla costruzione dell'opera con la possibilità di cedere al privato le aree dismesse a seguito dell'interramento». A questo punto scattano i quesiti. Per Pieve a Nievole Mugnai domanda «quali siano le possibili conseguenze per il traffico veicolare e le criticità, legate al rischio idraulico, cui sarebbe sottoposta la popolazione», «se per evitare la viabilità interrata a rischio alluvione sia possibile prevedere la linea ferroviaria in sopraelevata nell’attraversamento del centro urbano di Pieve a Nievole, così come proposto dalla mozione del Gruppo Consiliare Comunale del PD di Montecatini Terme, mozione protocollata in data 06/07/2016 Prot. n. 26867» e quali «siano i pareri del Genio Civile di Pistoia e dell’Autorità del Bacino dell’Arno relativamente al progetto». Per quanto concerne invece Montecatini, il capogruppo di Forza Italia chiede di sapere «che fine abbia fatto il progetto dell'interramento a suo tempo approvato dalla RFI, dalla Regione Toscana, dal Ministero competente e dal comune di Montecatini».

Redazione Nove da Firenze