Rubrica — Editoria Toscana

"Montanelli, sorvegliare la tomba nel cimitero di Fucecchio"

Torselli, Draghi e Gemelli (Fdi): "Prevenire prima che qualcuno imiti gli pseudo studenti d Milano". Giani: "Vernice sulla statua è gesto esecrabile". Le Case della Memoria: «Rimuoverla significherebbe tradire la nostra memoria storica»


“Senza scomodare il vecchio detto per il quale le madri degli stolti sarebbero sempre in stato interessante, crediamo sia assolutamente da prendere in considerazione l’ipotesi di intensificare un servizio di sorveglianza presso la tomba di Indro Montanelli, nel cimitero di Fucecchio, prima che a qualche ‘fenomeno’ baleni in testa l’idea di emulare gli pseudo studenti milanesi che hanno vandalizzato la statua del giornalista”. A chiederlo sono il Portavoce Regionale di Fratelli d’Italia, Francesco Torselli, assieme ai capigruppo del partito di Giorgia Meloni, rispettivamente, in consiglio metropolitano ed in consiglio comunale a Firenze, Claudio Gemelli ed Alessandro Draghi.

“Soltanto a dei vandali perdigiorno - concludono Torselli, Gemelli e Draghi - può venire in mente di strumentalizzare le manifestazioni che si svolgono dall’altra parte del mondo per accanirsi contro una statua, ma dopo quello che abbiamo visto sabato scorso a Milano, iniziamo a temere anche per la tomba del giornalista. Del resto, l’estrema sinistra di casa nostra ci ha abituato a gesti anche peggiori”.

“Ognuno può pensarla come vuole, ma quando si passa dalla cronaca alla storia è necessario mantenere un giusto approccio ed essere oggettivi sui valori della persona. Indro Montanelli è stato forse il più autorevole giornalista che l'Italia ha avuto nel ventesimo secolo. La Toscana penserà ad azioni per valorizzarlo”. Il presidente del Consiglio regionale, Eugenio Giani, commenta l'atto vandalico ai danni della statua dedicata a Montanelli e ricorda il suo “orgoglio di essere toscano”.

“È stata una figura di grande spessore. Aver gettato vernice sulla sua statua è atto assolutamente esecrabile”, dichiara Giani.

Sulla questione della statua di Montanelli a Milano, di cui l’associazione dei Sentinelli ha chiesto la rimozione sull’onda delle manifestazioni seguite all’uccisione di George Floyd e che è stata poi imbrattata di vernice, si pronuncia anche l’Associazione Nazionale Case della Memoria. La realtà, che abbraccia 78 case museo in 12 regioni italiane, nella sua rete accoglie anche le “Stanze” di Montanelli ospitate all’interno del Palazzo della Volta di Fucecchio (Firenze), sede della Fondazione Montanelli Bassi. Si tratta dei due studi del giornalista, quello di Milano e quello di Roma, trasferiti nel suo paese natale, che conservano numerose e testimonianze legate alla vita e alla carriera del giornalista.

«Crediamo che anche solo ventilare l’idea di rimuovere la statua di Indro Montanelli significhi non solo offendere la memoria di un grande giornalista ma anche tradire la memoria storica del nostro Paese, quella che la nostra associazione, attraverso la valorizzazione delle case-museo dei grandi personaggi si impegna a tutelare - afferma Adriano Rigoli, presidente dell’Associazione Nazionale Case della Memoria -. Siamo quindi d’accordo con quanto già espresso dalla Fondazione Montanelli Bassi nel condannare questa polemica paradossale».

«L’eredità che ci hanno lasciato i grandi del nostro passato rappresenta il patrimonio genetico della collettività – prosegue Marco Capaccioli vicepresidente dell’Associazione Nazionale Case della Memoria -. Cancellarne un simbolo significa cercare di cancellare una parte di questo patrimonio, di quel background culturale che alimenta la nostra Memoria. Occorre, a nostro avviso, fare distinzione fra ciò che è necessario condannare e ciò che è invece un pretesto strumentale che non giova né al presente né alla costruzione del nostro futuro».

Associazione Nazionale Case della Memoria

L’Associazione Nazionale Case della Memoria mette in rete 78 case museo in 12 regioni italiane (Piemonte, Veneto, Lombardia, Emilia Romagna, Toscana, Umbria, Marche, Lazio, Basilicata, Puglia, Sicilia e Sardegna) che hanno deciso di lavorare insieme a progetti comuni e per promuovere questa forma museale in maniera più incisiva anche in Italia. Abitazioni legate a tanti personaggi della cultura italiana: Giotto, Giovanni Boccaccio, Francesco Datini, Leonardo da Vinci, Niccolò Machiavelli, Francesco Cavassa e Emanuele Tapparelli d’Azeglio, Agnolo Firenzuola, Pontormo, Benvenuto Cellini, Filippo Sassetti, Lorenzo Bartolini, Silvio Pellico, John Keats e Percy Bysshe Shelley, Francesco Guerrazzi, Giuseppe Verdi, Elizabeth Barrett e Robert Browning, Pellegrino Artusi, Corrado Arezzo de Spucches e Gaetan Combes de Lestrade, Giosuè Carducci, Sidney Sonnino, Giovanni Pascoli, Giacomo Puccini, Ferruccio Busoni, Maria Montessori, Enrico Caruso, Giorgio e Isa de Chirico, Antonio Gramsci, Raffaele Bendandi, Piero Bargellini, Enzo Ferrari, Primo Conti, Leonetto Tintori e Elena Berruti, Indro Montanelli, Italo Zetti, Ivan Bruschi, Ilario Fioravanti, Goffredo Parise, Barbara Marini Clarelli e Francesco Santi, Loris Jacopo Bononi, Giorgio Morandi, Sigfrido Bartolini, Venturino Venturi, Luciano Pavarotti, Robert Hawthorn Kitson con Frank William Brangwyn e Daphne Phelps, Elémire Zolla, Toti Scialoja e Gabriella Drudi, Gabriele D’Annunzio (il Vittoriale degli Italiani), Papa Clemente XII, Giacinto Scelsi e Giulio Turci, Filadelfo e Nera Simi, Secondo Casadei, Carlo Levi, Domenico Aiello e Michele Tedesco, Marino Moretti, Augusto e Anna Maria Radicati, Mauro Giuliani, Carlo Mattioli, Michelangelo Buonarroti, Sofia ed Emanuele Cacherano, Michele De Napoli, Aurelio Saffi, Antonio Boschi e Marieda Di Stefano, Francesco Messina, Giuseppe Garibaldi, Francesco Baracca, Giovanni Verità, Ugo Tognazzi, Salvatore Quasimodo, Cosimo Della Ducata, Tullio Vietri e con il Cimitero di Porta a Pinti (cosiddetto Cimitero degli Inglesi), il Cimitero degli Allori a Firenze e la Casa della Memoria di Milano.

Redazione Nove da Firenze