Leonardo da Vinci e la musica, conferenza al Relais Santa Croce

Leonardo da Vinci

Lo studioso Riccardo Magnani svela questo nuovo aspetto del Genio giovedì 2 maggio alle ore 19. Ingresso libero


Le conoscenze musicali di Leonardo erano notevoli, certamente non relegate a ruolo secondario e ludico con cui intratteneva la corte di Ludovico il Moro, creava indovinelli, rebus goliardici o macchinari fantasiosi come il ‘cannone musicale’.

Riccardo Magnani, tra i massimi studiosi del Genio, in un incontro al Relais Santa Croce di Firenze (via Ghibellina 87) il 2 maggio alle 19 mostra come le conoscenze musicali costituirono il fulcro delle sue opere e filosofia. La data non è casuale: il 2, Magnani intende celebrare la morte di Leonardo, nel mese che Firenze dedica storicamente proprio alla musica, presentandoci il punto più alto della sua opera: l'Armonia dell'Universo intero.

“Per Leonardo, se la pittura era "figurazione delle cose visibili", la musica rappresentava la "figurazione delle cose invisibili", alludendo proprio a quel compendio di onde che oggi vengono studiate dalla fisica quantistica e che sono la base di quelle regole geometriche e matematiche imprescindibili che determinano la legge naturale: "A le stesse leggi obbediscono sia le onde del suono, sia della luce e dell'acqua"”.

Nei codici e nelle sue opere, Leonardo richiama spesso concetti alla base della fisica, filosofia, geometria e astronomia, tra vibrazioni e musica. “Se consideriamo la Vergine delle Rocce per esempio – dice Magnani - sotto il profilo iconografico nasce come una Vergine dei Fusi, con chiaro riferimento a Platone; con la mano esprime un tetracordo, allo stesso modo di alcuni disegni o in cui la mano del Ritratto di Musico che sostiene il foglietto di un Canone Angelico (un contrappunto) e di Raffaele e Tobiolo, esprimono accordi precisi”.
In quest’ultimo dipinto, “il concetto della dualità di Eraclito si esplicita nelle mani: in accordi speculari, avvitandosi uno attorno all'altro, realizzano il cosiddetto matrimonio alchemico (o spirituale) rappresentato dalla Gioconda”.
Numerosi i riferimenti alla cultura egiziana, “come la presenza contemporanea dell'Ankh al collo e ai piedi dell'Arcangelo Raffaele, l'ossirinco e il cilindro nella mano di Tobiolo, il cane etereo che richiama Anubi, le ali multicolore di Raffaele che richiamano la dea Egizia Nekhbet, anteriore a quell'orfismo in cui la musica è uno degli elementi portanti per attingere al mondo superiore delle energie sottili”.

Ovunque nelle opere ci sono riferimenti a profonde conoscenze musicali di Leonardo, alla base anche di tutta la pittura rinascimentale. “La sublimazione – dice Magnani - è in una partitura musicale nascosta in uno straordinario volo di uccelli, conservato in forma anonima in un palazzo rinascimentale del Nord Italia. Ma del rapporto profondo tra Leonardo e la musica se ne trovano esempi ovunque nella sua opera”.

Riccardo Magnani parlerà di questo importante connubio nel terzo appuntamento di “Senza maschera”, il ciclo di conferenze ospitato nella sala della musica del Relais Santa Croce, che svelano la vera identità di Leonardo e ne rivoluzionano la conoscenza. L’incontro è a ingresso libero.

Redazione Nove da Firenze