La Toscana 'nascosta' si prende il centro della scena

La misurazione del "ben vivere": non solo PIL, ma impatto sociale

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
08 Settembre 2026 23:55
La Toscana 'nascosta' si prende il centro della scena

È la regione delle aree interne, dei borghi montani e dei territori insulari che lottano contro lo spopolamento e la rarefazione dei servizi essenziali. Se per anni queste zone sono state considerate marginali, oggi emerge una consapevolezza nuova: la stabilità dell’intero sistema regionale, dalla tutela idrogeologica alla coesione sociale, dipende proprio dalla tenuta di questi "margini". Non si tratta più di una questione periferica, ma del cuore stesso della sostenibilità del modello toscano.

La valorizzazione delle aree interne non deve essere interpretata come un atto di carità istituzionale, bensì come una necessità strategica. Questi territori rappresentano un presidio fondamentale per l’equilibrio ambientale, culturale e produttivo della regione. La sfida non riguarda solo la conservazione del paesaggio, ma la creazione di opportunità per chi vive e fa impresa in contesti difficili, garantendo quei "servizi di prossimità" che sono l’unico vero antidoto all’abbandono.

Come sottolineato da Alberto Grilli, Presidente di Confcooperative Toscana, l’attenzione della politica deve ora tradursi in interventi strutturali capaci di riconoscere il valore di chi resta: “Il futuro della Toscana passa in larga parte dalla capacità di valorizzare le sue aree interne. Sono territori che custodiscono comunità, imprese, produzioni, patrimonio ambientale e culturale e che rappresentano un presidio fondamentale per l’equilibrio della regione”.

In questo contesto di mutamento, la Toscana si attesta come territorio pilota a livello nazionale con la nascita dell’Osservatorio Toscano sulla Nuova Economia Sociale e Civile. Si tratta della prima articolazione regionale dell'Osservatorio Nazionale sulla Nuova Economia Sociale e Civile promosso da NeXt Nuova Economia per Tutti, un progetto che introduce un innovativo "modello bidirezionale": i dati raccolti localmente alimentano la lettura nazionale, mentre il livello centrale garantisce rigore scientifico e metodologie comuni.

Ciò che rende questo strumento una svolta rispetto alla gestione politica tradizionale è la sua governance multidisciplinare. Nella "cabina di regia" siedono infatti l’Università di Firenze, Anci Toscana, la Città Metropolitana di Firenze, la Federazione Toscana delle Banche di Credito Cooperativo, Confcooperative Toscana e NeXt Economia, supportate da un Comitato Scientifico Regionale. L’attività dell'Osservatorio si articola su quattro pilastri fondamentali:

  • Qualità della vita e benVivere: Monitoraggio del benessere e della "generatività delle organizzazioni" operanti sul territorio, con un’analisi GIS dedicata ai divari geografici.
  • Mappatura ESG: Valutazione della sostenibilità integrale per imprese ed enti del Terzo Settore.
  • Reti e comunità di pratica: Supporto all'amministrazione condivisa, allo sviluppo sociale e alle Comunità Energetiche Rinnovabili a Impatto Sociale.
  • Analisi, impatto e policy learning: Produzione di Action Plan e valutazioni dell'efficacia delle politiche regionali per orientare le scelte amministrative.

Il segnale di un’urgenza percepita come strutturale è arrivato dal Consiglio Regionale, che ha approvato con 31 voti favorevoli l’istituzione di una Commissione speciale dedicata proprio alla valorizzazione della Toscana diffusa e al sostegno alle aree interne, montane e insulari.

L'organismo non avrà un mandato generico, ma dovrà analizzare scientificamente fenomeni come la vulnerabilità ambientale legata ai cambiamenti climatici, la fragilità dei servizi essenziali e i problemi di mobilità. Matteo Zoppini (FdI) ha invocato una "collaborazione fattiva" oltre le appartenenze, segnale che la crisi dei territori fragili è ormai un tema di interesse pubblico trasversale. A garanzia dell'operatività della commissione è stato fissato un cronoprogramma stringente: entro 30 mesi dall’insediamento dovrà essere presentata una relazione intermedia sull’avanzamento dei lavori.

Nonostante l'ampio sostegno, il dibattito politico ha registrato una nota critica significativa. Marco Stella e Jacopo Ferri (Forza Italia) hanno espresso voto contrario, definendo l'istituzione di questo organismo (e di una concomitante commissione sulla deindustrializzazione) un "errore" politico.

La critica non riguarda il merito dei problemi, di cui riconoscono l'importanza, ma il metodo istituzionale. Secondo Forza Italia, la creazione di "nuove poltrone" e l'aumento dei costi della politica sono segnali negativi per i cittadini, specialmente quando le cinque commissioni permanenti già esistenti possiedono, a loro avviso, tutte le competenze necessarie per affrontare tali tematiche. Questo contrasto mette in luce un dilemma classico della governance: è meglio ottimizzare le strutture esistenti o creare strumenti verticali e specializzati per rispondere a emergenze territoriali che, storicamente, non hanno trovato risposte efficaci nelle sedi ordinarie?

La strada verso una nuova coesione regionale ha trovato una sintesi simbolica nell'atto di indirizzo approvato a San Godenzo. Qui, la Città Metropolitana di Firenze insieme a sedici Comuni montani ha siglato un impegno formale per il riconoscimento del Capitale Naturale e dei Servizi Ecosistemici della Montagna Fiorentina. È la prova plastica che il benessere della "piana" urbana non può prescindere dalla cura della montagna. 

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