Il vino e la Cina: culture, tendenze dei costumi e prospettive di mercato

Martedì 15 aprile 2014, dalle 9.30, convegno internazionale al Teatro Poliziano di Montepulciano


Con 155 milioni di casse da 9 litri (pari a 1,865 miliardi di bottiglie) consumate lo scorso anno, in crescita del 136% rispetto al 2008, la Cina ha “scippato” alla Francia il primato del consumo nel mondo di vino rossoDunque la Cina si afferma, con una presenza importante, sullo scenario vinicolo mondiale anzitutto come mercato ma anche come protagonista di una rivoluzione (l’ennesima, per quel paese) di consolidate abitudini alimentari di cui il vino è addirittura il simbolo.

IL CONVEGNO

E proprio seguendo questi due filoni, quello che pone attenzione al prodotto-vino, anche sotto l’aspetto commerciale, e quello che ne evidenzia le caratteristiche di bene culturale, che si svilupperà il convegno internazionale “Il vino e la Cina: culture, tendenze dei costumi e prospettive di mercato” in programma martedì 15 aprile, dalle 9.30, al Teatro Poliziano di Montepulciano. Vi prenderanno parte esperti cinesi ed italiani, in un dialogo che si sta facendo sempre più frequente e serrato. Ad aprire i lavori saranno il Sindaco di Montepulciano, Andrea Rossi, ed il Presidente del Consorzio del Vino Nobile, Andrea Natalini. Un saluto ai convegnisti giunge dallo scrittore Mo Yan, Premio Nobel per la letteratura, che augura il successo, raccomandando di alternare le parole alla degustazione di buoni vini. E’ di pochi giorni fa un convegno a Chengdu, in Cina, per valutare come far meglio squadra nelle esportazioni di vino italiano verso la Cina, imparando la lezione dei francesi, ed il tema sarà trattato anche al Vinitaly 2014. Ma anche da un’esperienza relativamente di nicchia come quella di Montepulciano possono scaturire bilanci da analizzare e lezioni da elaborare.

MONTEPULCIANO E LA CINA

L’intreccio tra approccio socio-economico ed approccio culturale è lo stesso adottato negli ultimi anni da Montepulciano, la patria del Vino Nobile DOCG, nell’approccio con il grande paese asiatico, con risultati sono soddisfacenti. L’incontro tra la Cina e Montepulciano si è in effetti rafforzato soprattutto a livello artistico e culturale, con le mostre realizzate nel 2012 e nel 2013 alla Fortezza e le giocose sculture di donne opulente di Xu Hong Fei ad animare la rinascimentale Piazza Grande. Recentissima l’inaugurazione di un “Angolo cinese” della Biblioteca, attorno a cui sono programmate iniziative di divulgazione. E le ricadute economiche sono già positive. Lo scambio culturale si è rivelato un moltiplicatore della visibilità della produzione di qualità poliziana, che si è ritagliata una nicchia significativa sul mercato cinese nello scorso decennio.


ARTICOLAZIONE DEL CONVEGNO

Il convegno, promosso dalla Biblioteca – Archivio Storico “Piero Calamandrei” di Montepulciano ed organizzato in collaborazione con numerosi partner ed istituzioni prestigiose come l’Istituto Confucio di Pisa e il Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano, l’Università per stranieri di Siena e la Scuola Sant’Anna di Pisa, si articola in due sessioni. La sessione mattutina, tecnica e socio-economica, ospita accademici cinesi che illustrano la produzione del vino in Cina e l’innesto del vino in una tradizione che privilegiava gli alcolici di riso, sorgo e miglio. Si confrontano con loro le variegate esperienze di marketing del vino Italiano nel mercato cinese ad opera dei produttori e di imprese locali e si studiano le tendenze e le opportunità per raccogliere la sfida del vino assurto a simbolo di status e di cosmopolitismo. Esperti italiani del settore commentano le criticità e le prospettive. La sessione pomeridiana è dedicata al vino come bene culturale, secondo la felice espressione di Zefiro Ciuffoletti, storico del Risorgimento ottocentesco dei vini italiani e valorizzatore del salto di qualità compiuto alla fine del secolo scorso. La tradizione mediterranea del vino d’uva e quella cinese delle bevande alcoliche vengono messe in contrappunto per verificare punti di differenza e di dialogo in contesti letterari e cinematografici. Dalle opere del poeta Tang Li Bai a Sorgo Rosso e al Paese dell’alcoldel premio Nobel Mo Yan, ai messaggi culturali veicolati dalle etichette del vino analizzati da Massimo Vedovelli, alla comparazione dei recipienti di conservazione e mescita del vino dell’antichità cinese e italica, una esplorazione di percorsi di incontro e di comunicazione per migliorare l’accoglienza e la conoscenza reciproca.

IL VINO OGGI IN CINA

Il vino oggi in Cina è qualcosa di più di un prodotto dell’alimentazione globalizzata: costituisce uno strumento di identificazione e al tempo stesso un segno della nuova posizione della Cina nel mondo. L’incremento del 290% del consumo di vino nel decennio 2000-2010 e lo spettacolare aumento delle importazioni di vino (che riguardano vino imbottigliato, vino sfuso e vino frizzante) confermano i forti cambiamenti e l’evoluzione di alcune abitudini che si stanno producendo tra la popolazione cinese. Rispetto ad altri paesi, il consumo pro capite di vino in Cina è ancora basso (i cinesi adulti bevono in media 1,4 litri di vino all’anno), ma si prevede che registrerà il più rapido aumento mondiale, essendo la Cina già diventato il paese con il più alto consumo di vino rosso al mondo. La Cina sta conoscendo anche un netto aumento della produzione di vino. Nel 2011, con 135 milioni di confezioni da 9 litri, è diventata il sesto maggior produttore mondiale, dietro Francia, Italia, Spagna, Usa e Argentina. Si può prevedere che nei prossimi anni la Cina rafforzerà ulteriormente la sua posizione. Attualmente il mercato cinese è monopolizzato dai vini fermi e leggeri, ma si prevede che il consumo di vino frizzante sia destinato ad aumentare rapidamente, analogamente a quanto accaduto in altri paesi non tradizionalmente produttori (ad esempio negli USA). Nel 2013 il flusso delle esportazioni di vino italiano in Cina ha conosciuto un calo del 3%, facendo registrare un valore complessivo di circa 75 milioni di Euro (fonte: L’Espresso – Elaborazione Coldiretti su dai Istat), forse spiegabile con la guerra dei dazi tra Europa e Cina: pannelli solari contro vino, un contenzioso che si è risolto solo a fine 2013, ma che ha complicato le procedure burocratiche per gli esportatori italiani verso la Cina. Le aziende vinicole toscane detengono il 24% della quota di mercato cinese, quota che pone la Toscana al primo posto tra le regioni europee esportatrici. (fonte, Corriere Fiorentino)

MONTEPULCIANO “IN” CINA

Nel 2013 la Cina è stata meta di una missione inserita nel progetto “Montepulciano nel mondo” di cui è promotore il Comune di Montepulciano in partnership con il Consorzio del Vino Nobile. Dal 30 ottobre all’8 novembre la delegazione, guidata dal Sindaco di Montepulciano e composta da numerose aziende e dalla Strada del Vino Nobile che, insieme ed altri operatori, ha rappresentato l’offerta turistica della Valdichiana senese, ha avuto incontri e scambi con le Istituzioni, con la stampa cinese specializzata, con addetti al commercio e marketing vinicolo e tour operator a Pechino, Shangai e Canton. Qui la missione toscana ha reso la visita allo scultore Xu Hong Fei che, presso la sua casa-atelier, ha organizzato una degustazione a cui hanno partecipato specialisti ed opinion leader.

Redazione Nove da Firenze