Il monastero di Vallombrosa in Languedoc

In una collezione di scorci di Louis Gauffier (1762-1801) raccolti al musée Fabre di Montpellier

Nicola
Nicola Novelli
25 agosto 2017 22:00
Il monastero di Vallombrosa in Languedoc

E' una vera sorpresa per il visitatore toscano scoprire quasi un'intera sala del musée Fabre di Montpellier, una delle maggiori pinacoteche di Francia, dedicata al monastero di Vallombrosa. Il merito è dello stesso fondatore François-Xavier Fabre, che tra il 1825 e il 1837 aveva provveduto all'acquisizione di una serie di dipinti realizzati dal pittore neoclassico Louis Gauffier proprio in Italia.

Nato nel 1762 nella nell'alta Languedoc, a Roquefort-sur-Soulzon, un piccolo paese arroccato sulla montagna, ma famoso grazie al pregiato formaggio bluGauffier aveva vinto il "Prix de Rome" a 22 anni, cosa che gli consentì di frequentare l'Accademia di Francia a Villa Medici in Roma. Come molti suoi colleghi, considerava il viaggio in Italia un'esperienza irrinunciabile per la creatività. Ritornò a Parigi nel 1789 agli inizi del periodo rivoluzionario, per poi trasferirsi definitivamente a Firenze con la famiglia nel 1793, diventando un apprezzato ritrattista della nobiltà toscana dell'epoca.

L'artista in Italia decise immergersi nella natura, di lasciare l'atelier, il cavalletto, le tele ingombranti, per andare in cerca di nuove esperienze con una pittura dal vero. Il paesaggio che incontrò intorno al monastero di Vallombrosa, divenne così rappresentazione di uno stato d'animo. Gauffier raggiunse l'abbazia benedettina sotto il Pratomagno nel 1796. In questo meraviglioso sito realizzò studi e disegni, che gli servirono successivamente per ridipingere nel suo laboratorio di Firenze.

La valle dell'Arno vista dal Paradisino di Vallombrosa è conservato al Philadelphia Museum of Art, mentre Vista delle cascate di Vallombrosa è esposto al Fine Arts Museums of San Francisco. Ma la gran parte delle opere che raffigurano il monastero è stata raccolta al musée Fabre di Montpellier. A completare la particolare collezione, il museo ha acquistato nel gennaio 2008, a New York, un importante dipinto di questo pittore, Vista dell'Abbazia di Vallombrosa, organizzando in questa occasione una mostra nella sala 24 della pinacoteca.

Al momento della visita a Vallombrosa, Gauffier stava seguendo i precetti innovativi di Pierre-Henri de Valenciennes (1750-1819), realizzando studi per catturare colori e luci sul luogo, per poi ritrascriverli in laboratorio, grazie a un dettagliato lavoro di grande finezza esecutiva. Il risultato si rinviene nei precetti classici, espressi dalla monumentalità dalla montagna, bilanciati con sottigliezza dalla luce velata e mutevole del cielo appenninico.

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