Rubrica — Agroalimentare

Ieri Primanteprima 2019

La manifestazione dedicata ai molti consorzi vinicoli toscani erroneamente definiti “minori”


Si è svolta ieri alla fortezza da basso PRIMANTEPRIMA, manifestazione dedicata ai molti consorzi vinicoli toscani erroneamente definiti “minori”. Minori forse lo sono come estensione di territorio o come impatto sul mercato, ma sicuramente ognuno di loro porta al proprio interno realtà produttive di grande qualità e molto attaccate al proprio territorio. E’ quindi un vero piacere poterli trovare riuniti in un unico accogliente padiglione all’interno del quale si possono assaggiare i vini prodotti in ben dieci diversi distretti produttivi storici toscani, che coprono il territorio dalla Maremma a Pisa, dal Valdarno a Carmignano ed oltre.

Questi i consorzi presenti: Carmignano, Colline Lucchesi, Maremma Toscana, Montecarlo di Lucca, Montecucco, Orcia, Pitigliano e Sovana, Terre di Pisa, Val di Cornia e Valdarno di Sopra. Come si può vedere il panorama è ricco e composito, con una completezza di proposte davvero eccellente sia per vastità che per qualità.

Ma la parte puramente degustativa era solo la punta dell’iceberg della manifestazione, che aveva il suo fulcro nel documentare i numeri dell’economia mossa dalla produzione enologica regionale. I numeri esposti possono essere meno divertenti di qualche buon bicchiere di vino ma sono importantissimi in quanto ci rendono partecipi di quale sia il volume d’affari che il vino toscano riesce a produrre.

Lo studio effettuato dall’Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare è stato esposto durante un convegno moderato dal giornalista e sommelier Andrea Gori al quale hanno partecipato l’assessore regionale all’agricoltura Marco Remaschi, il responsabile della Direzione Servizi per lo Sviluppo Rurale Fabio del Bravo di ISMEA, Stefano Stefanucci Sustainability manager di Federdoc, Mirko Lolli founder e CEO di Travel Appeal, e Annie Feolde ambasciatrice dell’eccellenza toscana in tavola, Chef di Enoteca Pinchiorri.

Questi numeri documentano un volume d’affari enorme e sempre in crescita, sia nel comparto dei vini DOP che in quello degli IGP. Il valore generale della filiera si attesta oltre il miliardo di euro, pari all’11% del valore nazionale con oltre il 50% della produzione destinato ai mercati esteri, il che testimonia come i vini toscani vengano costantemente ritenuti degni di attenzione da parte dei paesi importatori. Fra questi come sempre Stati Uniti e Germania fanno la parte del leone, ma l’estremo oriente è in crescita inesorabile guidato dal colosso cinese. I paesi est europei come Russia, Polonia e Ucraina danno buone performance ed anche gli export transoceanici verso Brasile, Australia, Messico e Nuova Zelanda.

E’ stata esposta una ricerca di ISMEA in collaborazione con Travel Appeal sulla “reputazione on line” dei vini toscani ed anche qui si evidenzia un trend in crescita sia come numero di post, recensioni e siti sia come gradimento, “sentiment”.

Altre tavole rotonde avevano come tema “vino ed architettura” dove la rete TOSCANA WINE ARCHITECTURE composta da 14 cantine di design mira a valorizzare l’unione fra il vino e la struttura di particolare valore artistico e paesaggistico della propria cantina. Di questa rete fanno parte fra le altre Antinori nel Chianti Classico e Rocca di Frassinello, splendidi esempi di come si debba proiettare verso il futuro la gestione di un paesaggio avuto in eredità dai nostri antenati ma che i moderni imprenditori vinicoli devono costantemente mantenere e migliorare affinchè questo patrimonio arrivi alle future generazioni ancora più bello e godibile.

Agroalimentare — rubrica a cura di Fabrizio Fiaschi

Fabrizio Fiaschi

Fabrizio Fiaschi — Sommelier da circa 30 anni, ha lavorato per enoteche, ristoranti, winebar e case vinicole a Firenze e dintorni entrando in contatto con i più importarti produttori di vino in Toscana. Mette la sua esperienza a disposizione dei lettori anche su www.iovinoperte.it

E-mail: vinaino1@gmail.com