DUP 2027-2029: Firenze dice addio all'asfalto per la crisi climatica

La città tra rivoluzione verde, diritto all'abitare e lo scontro a sinistra sull'aeroporto in evoluzione

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
29 Settembre 2026 07:09
DUP 2027-2029: Firenze dice addio all'asfalto per la crisi climatica

Come possono le grandi città d'arte europee conciliare la tutela dell'inestimabile patrimonio storico con la necessità imperativa di garantire l'equità sociale, la vivibilità urbana e la resilienza climatica? Firenze si trova al centro di questo decisivo dilemma metropolitano. Sotto la spinta del mandato della sindaca Sara Funaro e il consolidamento del Documento Unico di Programmazione 2027-2029, la città sta compiendo un passaggio strategico: la transizione dagli annunci di principio all'operatività di sistema, che si configura come un vero e proprio laboratorio politico e urbanistico avanzato, nel quale le riforme regolamentari e la pianificazione strutturale cercano di ridefinire il modello di sviluppo locale.

Tuttavia, il percorso della trasformazione fiorentina non è privo di attriti. Se da un lato l'amministrazione comunale registra successi significativi e avanzamenti programmatici sui fronti della rigenerazione ecologica, del diritto all'abitare e del potenziamento della mobilità dolce, dall'altro riaffiorano le complesse faglie della governance multilivello. Lo scontro politico e ambientale sull'ampliamento dell'aeroporto di Peretola rappresenta il principale nodo critico territoriale, mettendo a nudo le latenti contraddizioni tra la pianificazione d'area vasta e le strategie di sostenibilità urbana della Piana. 

Nel disegno politico tracciato dall'amministrazione e sostenuto nel dibattito sul DUP dalle forze della maggioranza consiliare, l'approccio municipale verso la natura urbana compie un salto qualitativo indispensabile. Si passa dalla tradizionale manutenzione ordinaria del verde a una vera e propria politica di mitigazione e adattamento climatico. Attraverso gli strumenti operativi del Piano del Verde, Firenze si posiziona all'avanguardia nazionale nell'attuazione di strategie di depavimentazione, con circa 10.000 metri quadrati di superfici precedentemente impermeabili restituiti al ciclo naturale del suolo per combattere l'effetto "isola di calore" e migliorare l'infiltrazione meteorica.

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I tasselli di questa ricucitura ecosistemica comprendono la piantumazione della prima microforesta cittadina, la mappatura e il potenziamento della rete dei "Rifugi climatici" e la conclusione degli interventi di riqualificazione nell'area verde di Santa Maria a Mantignano. A ciò si affiancano sperimentazioni tattiche come le strade scolastiche, la semi-pedonalizzazione di via Pacinotti e l'istituzione di nuovi spazi di socialità urbana. La strategia climatica si avvale del Piano per la Qualità dell'Aria e di una solida dote finanziaria inscritta nella Missione 9 (Ambiente), che mobilita circa 17,3 milioni di euro di investimenti.

L'urgenza scientifica e politica di questa inversione di rotta è stata riassunta dall'intervento del gruppo consiliare AVS Ecolò durante la discussione del DUP: «E a fare da sfondo a tutte le politiche c’è il clima. L’estate appena trascorsa è stata la più calda a livello nazionale dal 1950 e sappiamo che eventi di questo tipo saranno sempre più frequenti. L’impatto della crisi climatica renderà sempre più difficile garantire una buona qualità della vita a chi vive a Firenze, a partire dalle persone più fragili, ma con conseguenze che riguardano sempre più tutta la popolazione.» 

Sul versante dell'emergenza abitativa e della regolamentazione della pressione turistica, la politica pubblica fiorentina segna una discontinuità fondamentale, affrontando la questione residenziale non come semplice variabile urbanistica, ma come un diritto sociale prioritario. L'esecutivo locale ha rivendicato un primato regolatorio a livello nazionale nel contrasto alla rendita immobiliare e alla progressiva de-residenzializzazione causata dall'overtourism.

A riprova della centralità identitaria di questa misura all'interno della maggioranza che sostiene la giunta Funaro, i consiglieri del gruppo AVS Ecolò hanno richiamato la portata paradigmatica dell'intervento: «Firenze ha fatto scelte che altre città hanno soltanto rimandato. È stata la prima città in Italia a dotarsi di un regolamento sulle locazioni turistiche brevi e lo ha già esteso a tutto il Quartiere 1 e alle zone limitrofe»

L'estensione dei limiti alle locazioni turistiche brevi, supportata da evidenze empiriche e studi scientifici interdisciplinari, rappresenta il pilastro normativo per tutelare il tessuto sociale del centro storico e delle aree periferiche adiacenti. Questa governance del territorio si riflette nelle risorse stanziate all'interno della Missione 8 (Assetto del territorio ed edilizia abitativa), che prevede circa 47 milioni di euro di investimenti indirizzati in modo prevalente al recupero e alla riqualificazione del patrimonio di Edilizia Residenziale Pubblica. Per contenere il disagio abitativo nel mercato privato, la manovra è completata da uno stanziamento di 3,5 milioni di euro destinato al fondo di sostegno affitti, con una platea potenziale di circa 2.500 famiglie beneficiarie.

La mobilità rappresenta l'asse d'investimento economicamente più imponente della programmazione del mandato Funaro. La Missione 10 (Trasporti e diritto alla mobilità) intercetta ben 164,3 milioni di euro nel solo biennio 2027-2028, con l'obiettivo strutturale di spostare la ripartizione modale dal mezzo privato al trasporto pubblico di massa e alla mobilità attiva. Accanto allo sviluppo delle nuove linee tranviarie, la rete ciclabile cittadina mira a raggiungere l'estensione complessiva di 150 chilometri, monitorata dall'efficacia analitica dei sensori contabici operativi da gennaio 2026. L'accessibilità economica al trasporto pubblico è garantita dal successo del bonus "Ti Porta Firenze" (che ha superato i 17.700 beneficiari) e dai contributi per la popolazione universitaria, con riduzioni tariffarie superiori al 75% erogate a più di 18.000 studenti.

Tuttavia, a fronte di una pianificazione della mobilità urbana municipale orientata alla decarbonizzazione, la dimensione infrastrutturale regionale registra un netto cortocircuito politico e normativo. Proprio oggi, l'assessore regionale all'Ambiente David Barontini (M5S) ha espresso voto contrario sulla delibera di Giunta relativa al contributo istruttorio richiesto dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti nell'ambito della procedura IROPI (motivi imperativi di rilevante interesse pubblico) stabilita dalla Direttiva Habitat per il progetto di sviluppo dell'aeroporto di Peretola.

L'assessore Barontini ha esplicitato le ragioni tecniche e ambientali dell'opposizione: «Ho votato contro perché ritengo che la documentazione istruttoria non affronti in modo sufficientemente completo alcune delle principali criticità ambientali e territoriali legate allo sviluppo dell’aeroporto. In particolare, ritengo che la VIA relativa alla nuova pista di Peretola avrebbe dovuto approfondire maggiormente gli impatti cumulativi dell’intervento sul sistema ambientale della Piana, con riferimento al consumo di suolo, alla risorsa idrica, alla qualità dell’aria, al rumore e alla biodiversità, nonché alla coerenza con il quadro del Parco agricolo della Piana.

Restano inoltre elementi ambientali di forte rilievo, a partire dalle incidenze negative significative residue sul sito Natura 2000 degli Stagni della Piana Fiorentina e Pratese e dalle condizioni poste per le relative misure di compensazione e mitigazione. Quanto all’alternativa zero, non contesto che sia stata formalmente esaminata, ma ritengo che la sua valutazione avrebbe dovuto considerare in modo più approfondito anche il quadro degli interventi e delle prescrizioni ambientali già previsti per lo scalo e il loro effettivo stato di attuazione.

In presenza di queste criticità, ritengo che non ci siano le condizioni per condividere gli esiti dell’istruttoria»

Tale pronunciamento evidenzia una frattura sistemica tra la pianificazione del trasporto urbano di prossimità e le scelte di scala regionale. Mentre la scala micro-comunale investe sul ferro, sulla depavimentazione e sulla riduzione delle emissioni, la scala macro-regionale rischia di scaricare su un territorio fragile come la Piana elevati impatti cumulativi sul consumo di suolo, le risorse idriche e il sito Natura 2000 "Stagni della Piana Fiorentina e Pratese". La posizione politica del Movimento 5 Stelle — espressa dai consiglieri regionali Luca Rossi Romanelli e Irene Galletti e dal coordinatore Tommaso Pierazzi — ribadisce l'irrisoluzione del rischio idrogeologico e la necessità strategica di valorizzare l'aeroporto "Galileo Galilei" di Pisa quale hub principale della Toscana, interconnesso al capoluogo tramite il potenziamento delle direttrici ferroviarie.

Nell'elaborazione del DUP 2027-2029, un capitolo di rilievo analitico è dedicato alle politiche per l'adolescenza, intesa come fascia sociale storicamente marginalizzata dalle agende pubbliche centrali. L'amministrazione comunale intende riaffermare il principio della giustizia spaziale, trasformando lo spazio pubblico in uno strumento di welfare diffuso, inclusione e prevenzione del disagio giovanile.

Invece di limitarsi a interventi settoriali, la giunta ha integrato le strutture giovanili nel tessuto urbano di tutti e cinque i quartieri, coniugando sport e socialità aperta. Ne è un esempio la diffusione delle palestre all'aperto ad accesso gratuito, strutturate con attività pomeridiane animate per intercettare i giovani direttamente nei loro luoghi di ritrovo. Questa politica di riappropriazione degli spazi civici si consolida attraverso la creazione di centri polifunzionali e luoghi di ascolto strategici come il centro multifunzionale DesTEENazione, lo spazio aggregativo Santo Spirito Living Room e il nuovo Centro Giovani insediato nell'area rigenerata dell'Ex Meccanotessile.

L'accessibilità democratica alla pratica sportiva viene garantita dall'innalzamento della soglia ISEE per l'assegnazione dei bonus sport, eliminando le barriere economiche per le famiglie a basso reddito. Questo impianto di welfare della prossimità si salda con le politiche per la prima infanzia: la Missione 4 (Istruzione e diritto allo studio) alloca circa 19,5 milioni di euro di investimenti, finalizzati ad abbattere le rette dei nidi, incrementare la ricettività dei servizi educativi e sostenere direttamente l'occupazione femminile e la conciliazione dei tempi di vita e lavoro.

Nel corso del dibattito consiliare legato all'approvazione del DUP, la componente di AVS Ecolò ha posto al centro un tema fondamentale per la teoria delle politiche pubbliche: l'inadeguatezza delle strutture burocratiche tradizionali di fronte alla complessità dei cambiamenti climatici. Storicamente, la frammentazione dell'azione amministrativa in direzioni isolate (urbanistica, lavori pubblici, mobilità, sociale, sviluppo economico) ha generato colli di bottiglia e duplicazioni, impedendo una risposta efficace e coordinata.

Per superare la rigidità di questi silos dipartimentali e garantire un'azione trasversale, il gruppo ha formalizzato un ordine del giorno collegato al DUP che propone l'istituzione di un "Ufficio Speciale Clima ed Energia".

La proposta risponde alla necessità di dotare l'amministrazione comunale di una struttura tecnica altamente specializzata, collocata in posizione strategica di regia. L'Ufficio Speciale avrebbe il compito di indirizzare e monitorare in modo continuo tutte le linee di programmazione dell'ente, verificando l'impatto energetico-ambientale di ogni opera pubblica e di ogni regolamento. Questo modello di urban climate governance intende trasformare le sperimentazioni temporanee e gli interventi a macchia di leopardo in una politica climatica permanente, integrata ed economicamente quantificabile.

Le riforme avviate collocano l'esperienza fiorentina al centro del dibattito nazionale sulle trasformazioni urbane.

Il quadro complessivo tracciato dall'attuazione del programma di mandato evidenzia una precisa visione politico-urbanistica, difesa in aula dal gruppo del Partito Democratico: la costruzione di una Firenze policentrica e policulturale, fondata sulla dimensione del quartiere e sulla prossimità dei servizi essenziali. L'ossatura di questa trasformazione poggia sul completamento delle riforme regolamentari (locazioni brevi, commercio, occupazione di suolo per i dehors), sull'avanzamento dei cantieri strategici (estensione delle linee tranviarie, riqualificazione dello stadio Franchi e rigenerazione dell'area ex Lupi di Toscana) e sul rigoroso monitoraggio delle risorse del PNRR, che vede oltre 435 milioni di euro di progetti territoriali in fase di attuazione.

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