Rubrica — Agroalimentare

DestinazioneBosco: a Pistoia il punto sulle foreste toscane

Lunedì 29 confronto ai massimi livelli su valorizzazione, tutela e prospettive. L'Italia, grazie alla Toscana, per la prima volta nel Rapporto sulle foreste della Fao


Il punto sulle foreste toscane e le risorse che ne possono derivare, per tutelare e valorizzare un bene fondamentale per il nostro territorio: E’ "DestinazioneBosco”, importante appuntamento che si terrà lunedì 29 ottobre a Pistoia, nell'ambito della rassegna Dire e Fare organizzato da Anci Toscana, Regione Toscana, Comune di Pistoia e Accademia dei Georgofili. Un confronto ai massimi livelli aperto ad associazioni di categoria, sindacati, amministratori e operatori di settore; un laboratorio teorico-pratico per approfondire le novità introdotte dal Testo Unico, analizzarne opportunità e criticità, confrontandosi su nuovi modelli di valorizzazione delle foreste toscane. I lavori, che si terranno nel Palazzo Comunale (Piazza Duomo, 1) si apriranno alle 9.30 con i saluti di Alessandro Tomasi, sindaco di Pistoia e di Maurizio Folliero, Comandante Regione Carabinieri Forestale Toscana; interverranno poi Pietro Oieni del Ministero per le Politiche agricole e forestali, Marco Remaschi assessore all’agricoltura della Regione Toscana e Luca Marmo presidente Unione dei Comuni dell’Appennino Pistoiese. Seguirà il tavolo di lavoro con Sandro Pieroni (Regione Toscana), Marcello Giuntini (Anci Toscana), Orazio Ciancio (Accademia Scienze Forestale), Raffaello Giannini (Accademia dei Georgofili), Claudio Fagarazzi (Università di Firenze) e Andrea Cutini (CREA). Coordina in lavori Carlo Chiostri. Al termine, lo spazio di confronto e dibattito con tutti i partecipanti.

La Toscana, le sue foreste e, soprattutto la sua programmazione della gestione del paesaggio, sono oggetto del report State of World's Forests 2018 curato dal Dipartimento delle Foreste della Food and Agricoltural Organization. Il rapporto SOFO, redatto ogni 2 anni a partire dal 1995, evidenzia in particolare la gestione del patrimonio forestale in coerenza con gli obiettivi dello sviluppo sostenibile. Il SOFO 2018 contiene dati e casi di studio ritenuti utili per un'analisi approfondita della realtà forestale ai giorni nostri, esperienze significative riguardo a politiche e strategie di sviluppo per il miglioramento del patrimonio forestale. L'Italia è entrata in questo report grazie alla Regione Toscana ed al suo Piano di indirizzo territoriale integrato con il Piano paesaggistico, che è stato inserito tra i 10 casi di studio riportati come buone pratiche da analizzare e replicare. Il PIT è ritenuto un esempio di successo, applicabile ad altri contesti a livello mondiale, perché integra nel concetto di paesaggio altri aspetti ambientali, economici e sociali, in linea con gli obiettivi dello sviluppo sostenibile.

La Toscana nel SOFO 2018
La Toscana è stata scelta in quanto ritenuta leader nelle politiche di gestione e tutela del paesaggio, incluso il paesaggio forestale. E' infatti stata la prima regione nel panorama nazionale a redigere un piano paesaggistico, così come previsto del Codice del Beni Culturali. Inoltre il PIT è stato considerato di particolare rilevanza in quanto integra la pianificazione urbanistica alla pianificazione del paesaggio e considera lo stesso paesaggio come frutto della co-evoluzione uomo/natura. Le foreste in Toscana coprono il 52,1% del territorio regionale e la loro estensione determina la loro importanza anche nel PIT, che le tutela ed inserisce i boschi nella 'Invariante legata ai caratteri ecosistemici del paesaggio' oltre a prevedere anche una specifica 'pianificazione forestale'. Questa attenzione non nasce da motivi economici, ma dal valore paesaggistico delle foreste, relativo non solo alla biodiversità e alla protezione dal rischio idrogeologico, ma anche al valore culturale e dalla forte attrattiva che hanno per il turismo, in quanto parte del paesaggio rurale tradizionale. La tutela ed il ripristino del paesaggio rurale tradizionale è fondamentale per il Pit, che infatti prevede anche la riduzione delle superfici forestali nei casi in cui è necessaria per il ripristino di terreni agricoli abbandonati, allo scopo di mantenere un equilibrio nel paesaggio. Dunque la Fao, attraverso SOFO 2018, riconosce alla Regione Toscana di aver creato con il Piano paesaggistico una visione che integra gli obiettivi economici, sociali e ambientali alla pianificazione del territorio, mirando alla valorizzazione del patrimonio rurale tradizionale, che viene visto come essenziale per la crescita economica, sia grazie al turismo, sia attraverso la produzione di cibo di qualità (la Toscana è infatti la regione italiana con il maggior numero di prodotti agricoli tradizionali certificati che secondo i dati MIPAAF: ben 461).

La Toscana nel Registro nazionale dei paesaggi
Il valore del paesaggio toscano è stato riconosciuto anche dall'iscrizione di tre paesaggi all'interno del Registro nazionale dei paesaggi rurali di interesse storico presso il Ministero delle politiche agricole e forestali (paesaggio policolturale di Trequanda, del paesaggio rurale storico di Lamole-Greve in Chianti, e del paesaggio silvo-pastorale di Moscheta, unico paesaggio forestale presente nel Registro). Questi dati rappresentano un ulteriore primato per la Toscana, oggi la realtà italiana con il maggior numero di paesaggi iscritti nel Registro, senza considerare il sito UNESCO della Val d'Orcia.

Azioni regionali sul paesaggio

La Regione Toscana, nell'ambito dei suoi due principali strumenti a tutela del paesaggio, la l.r. 65/2014 ed il Piano paesaggistico, sta lavorando su più fronti per salvaguardare il territorio rurale, recuperare il tessuto urbano evitando il degrado e favorire la pianificazione d'area. Ecco alcuni dei risultati raggiunti:

il disegno del Perimetro del Territorio Urbanizzato, strumento necessario per la salvaguardia di "ciò che sta fuori" dallo spazio già urbanizzato; la Lr n.3/2017 che, rafforzando i principi cardine della l.r.65/2014 (limitare il consumo di suolo e valorizzare gli immobili esistenti), ha introdotto disposizioni per il recupero del patrimonio edilizio esistente situato nel territorio rurale; i Progetti di Innovazione Urbana (PIU), strumenti funzionali ad incentivare la riqualificazione di "ciò che sta dentro" la città perseguendo lo sviluppo urbano sostenibile e il miglioramento della qualità della vita nelle aree urbane nell'ambito dei principi sanciti dalla l.r. 65/2014 ovvero favorendo, nel territorio urbanizzato, gli interventi di trasformazione e riqualificazione del patrimonio edilizio esistente. La Regione ha già destinato, per tale attività, 46,1 mln funzionali a 9 PIU, ma proseguiranno anche le attività di supporto alle amministrazioni locali per promuovere ulteriori processi di rigenerazione urbana e edilizia sostenibile; il finanziamento dei Piani Strutturali Intercomunali, ovvero promozione e facilitazione (anche attraverso uno specifico programma di finanziamento per oltre un milione di euro) presso i Comuni riuniti in Unioni o associazioni della "pianificazione di area vasta", necessaria per affrontare alla scala adeguata le scelte progettuali che producono effetti al di là dei singoli confini comunali; i Progetti di Paesaggio che, ai sensi dell'art. 34 della Disciplina del PIT-PPR, sono concepiti come progetti regionali a carattere strategico volti a promuovere l'attuazione degli obiettivi generali relativi alle invarianti strutturali del PIT (PP regionali) attraverso concrete applicazioni progettuali, ovvero come progetti volti a dare co ncreta attuazione agli obiettivi di qualità dei singoli ambiti (PP locali). Ad oggi sono 5 gli studi di fattibilità finanziati, per un totale di 400mila euro: Progetto di paesaggio "Leopoldine Val di Chiana" finalizzato ad incentivare il recupero, la riqualificazione e la valorizzazione del sistema insediativo della bonifica granducale della Val di Chiana: ville fattorie, case coloniche "leopoldine" e sistema poderale; Progetto di paesaggio "Ferro-ciclovie Val d'Orcia" che, in coerenza con quanto previsto dal PIT-PPR con il "Progetto di fruizione lenta del paesaggio regionale" (il quale contiene, tra l'altro, l'obiettivo di favorire la riconoscibilità dei paesaggi regionali attraverso la connessione delle componenti di valore storico ed ambientale) sviluppa il tema del recupero, ripristino e valorizzazione della mobilità dolce in Val d'Orcia; Progetti di paesaggio di Pratomagno, finalizzato a promuov ere azioni coordinate tra i Comuni interessati, indagare la percezione che le comunità hanno del proprio ambiente di vita, elaborare schede progettuali per la rivitalizzazione di risorse locali come la selvicoltura e la filiera del legno, le attività agricole e artigianali, l'allevamento, l'accoglienza diffusa. Progetti di paesaggio del Mugello; Progetti di paesaggio di Capraia Isola. incentivi per la forestazione della Piana Fiorentina, oltre alla progettazione di percorsi ciclo-pedonali e di collegamento con le aree urbane, recupero degli immobili e dei manufatti di pregio, realizzazione di strutture da destinare a Centri visita; agevolazioni fiscali a favore di privati che contribuiscono alla realizzazione di progetti di valorizzazione del paesaggio in Toscana.

Redazione Nove da Firenze