Da sabato 'Musica dei Popoli' all'auditorium Flog. Programma

La manifestazione si svolgerà dal 27 settembre all'11 novembre


FIRENZE - Il panorama musicale dell’Africa contemporanea, caratterizzato da aspetti tradizionali ed elementi della moderna cultura internazionale, produce risultati sonori tali da costituire un panorama non riducibile ad un unico modello. Nessuna musica africana contemporanea esiste in una dimensione a sé stante, è invece collegata al retroterra culturale come ai diversi contesti politici ed economici in cui è nata e nella quale si esprime.

Proprio le ibridazioni musicali prodotte dalla diaspora africana sono il fil rouge di questa 39a edizione del Festival MUSICA DEI POPOLI 2014 – dal titolo “AFRICA: la diaspora” - che dal 27 settembre all’11 novembre ospiterà all’Auditorium Flog di Firenze una selezione dei più interessanti artisti africani emergenti o gia’ affermati nel panorama della musica etnica e world.

MULATU ASTATKE (27/09) ETIOPIA. E' UN MUSICISTA CHE HA SCRITTO LA STORIA DELLA MUSICA DEL SUO PAESE E CONIATO UNO STILE CHE NON HA EGUALI. ASTATKE HA AVUTO ESPERIENZE STRAORDINARIE NELLA SUA LUNGA AVVENTURA MUSICALE, COLLABORANDO CON PERSONAGGI DEL CALIBRO DI JOHN COLTRANE, DUKE ELLINGTON, MILES DAVIS. MULATU È UN INNOVATORE, MISCELANDO LE MUSICHE DELLA SUA ETIOPIA CON IL JAZZ, LA MUSICA LATINA E IL FUNK, HA INVENTATO UN GENERE CHE PER COMODITÀ È DEFINITO ETHIO-JAZZ, CHE NEGLI ANNI SI È EVOLUTO ASSORBENDO ULTERIORI SUGGESTIONI.

Il 3 ottobre all'Auditorium FLOG è “La notte dei Griot”, una produzione FLOG/ Musica dei Popoli.

Il gruppo BAFULABE (3/10) (Senegal/Guinea/Costa D’Avorio) propone un repertorio di musica tradizionale mandinga, epiche e storie tramandate dai griot di padre in figlio, che narrano dell’impero del Mali e dei suoi eroi. Quella proposta dal Bafulabe Group può essere considerata come la musica classica dell’Africa dell’Ovest interpretata dai migliori musicisti africani residenti in Italia, con ospite d’onore il cantante senegalese Badara Seck. Il concerto sarà aperto dalla piu’ grande suonatrice di kora, SONA JOBARTEH (Guinea), rinomata musicista appartenente ad una delle più prestigiose famiglie di suonatori di kora dell’Africa occidentale

NANCY VIEIRA (4/10) (Capo Verde), è la voce rivelazione della nuova musica capo-verdiana. Si è già esibita con i nomi piú importanti della musica dell'arcipelago di Capo Verde, come Cesaria Evora, Bana, Tito Paris, Ildo Lobo. Nel 2004 pubblica l'album "Segred", un lavoro che da subito le conferma interesse dal pubblico e dalla critica. Nancy propone un concerto pieno di sentimento e incredibile ritmo dal repertorio della sua terra (mornas, coladeras, funanà) accompagnata da una band di eccezionali musicisti.

Lo spettacolo “TARANTA NERA - IL SALENTO INCONTRA L’AFRICA” Italia-Mali (11/10), vede la partecipazione di OFFICINA ZOE', BABA SISSOKO e ADY THIOUNE.

Un concerto che unisce due continenti depositari di tradizioni millenarie fondate su forme artistiche ed umane elementari e per questo profonde: voci e percussioni. Le voci quali comunicazione: così come i canti dei griot sono memoria storica della savana con le gesta dell’epica mandinga, i canti di lavoro delle donne salentine scandiscono il duro lavoro nei campi. Le percussioni quali battito vitale della terra e delle cerimonie a lei dedicate: così come i tamburi africani sono veicolo di comunicazione e di trance nelle cerimonie rituali, il battito del tamburello salentino scandisce le cerimonie di guarigione dal morso della taranta, portando fin qui i ritmi dei riti dionisiaci della Magna Grecia. Un incrocio al Sud, un incontro originale in cui la pizzica tarantata si unisce ai ritmi africani. Un dialogo del canto griko con la tradizione orale dei griot del Mali.

SEUN KUTI (18/10) Nigeria, è figlio di uno degli artisti più influenti del XX secolo, Fela Kuti, "The Black President", rivoluzionario, musicista e attivista nigeriano, inventore dell'Afrobeat. Con lui nasce la storica formazione degli Egypt 80, "la più infernale macchina ritmica dell'Africa tropicale". Come suo padre, Seun lotta con la musica per l'affermazione del proprio popolo, sonorità che mantengono la storia dell'ultima black music, introducendo inflessioni rap e new soul nel clangore dell'Afrobeat.

DOBET GNAHORE (25/10), Costa d'Avorio, cantante, danzatrice e percussionista della Costa d’Avorio. Dobet Gnahoré, dalla calda e possente voce oltre che grande presenza scenica, interpreta in maniera inedita e affascinante la nuova grande voce dell’Africa. Infatti le sue composizioni, interpretate in differenti lingue africane, oltre che in francese e in inglese, sono una miscela carica di espressività.

BALOJI (1/11) Congo, è l’artista rivelazione del festival edizione 2014. Baloji, che in lingua Swahili significa "stregone", nasce nella Repubblica democratica del Congo nel 1978, ma all'età di 4 anni arriva in Belgio con il padre. Da adolescente scopre l'hip-hop, una passione che si esplica in particolare attraverso i tag, il rap e la danza. Con “Kinshasa Succursale” lo “stregone” mette in piedi un’operazione che è al contempo magica, esplorativa, identitaria: l’urgenza di riconnettere i fili con le proprie radici e ridisegnare il proprio futuro.

Sarà poi la volta del grande trombonista FRED WESLEY (7/11) con la sua jazz-funk band, i New JBs. Trombonista, compositore, arrangiatore, direttore d’orchestra e autore conosciuto in tutto il mondo come uno degli architetti della musica funk. Il suo lavoro, con il padrino del soul James Brown, nel 1970 lo consacra tombone più funky della storia della musica. La sua lunga e vivace carriera, gli ha permesso di collaborare, oltre che con Brown, Clinton e Parker, con artisti del calibro della Count Basie Orchestra, Ray Charles, Lionel Hampton, Randy Crawford, Vanessa Williams, The SOS Band, Cameo, Van Morrison, Socalled e De La Soul.

Chiuderà il festival FATOUMATA DIAWARA (11/11) Mali, 29enne nata in Costa D'Avorio da genitori Maliani e trapiantata in Francia – senz’altro una tra le voci femminili africane più interessante nel panorama della world music. Il suo percorso artistico riflette quello di vita, in bilico tra due continenti, l’Africa e l’Europa. Il tratto essenziale dei suoi brani è l'accostamento delle linee armoniche tipiche del wassoulou (regione di confine tra Mali e Guinea) con gli elementi rock e pop della tradizione europea/americana.

Ingresso: €15 intero – €12 ridotto (27/9, 3/10, 4/10, 18/10, 25/10, 1/11 e 11/11);

€10 (11/10 e 7/11)

Inizio spettacoli: ore 21.30 (27/9, 3/10, 4/10, 18/10, 25/10, 1/11, 11/11);

ore 22.30 (11/10 e 7/11)

Abbonamento “completo” (9 spettacoli): € 80

Abbonamento “ottobre” (5 spettacoli del mese di ottobre): € 50

Prevendite Circuito Box Office – tel 055 210804

SABATO 27 SETTEMBRE 2014 ORE 21,30

MULATU ASTATKE

Mulatu Astatke: vibraphone, wurlitzer and percussions

James Arben: saxophone, bass clarinet and flute

Byron Wallen: trumpet

Ian Burdge: cello

Alexander Hawkins: piano and keyboard

Neil Charles: double bass

Richard Olatunde Baker: percussions

JON SCOTT: DRUMS

MULATU ASTATKE è un musicista che ha scritto la storia dei ritmi del suo paese e coniato uno stile che non ha eguali. Primo musicista africano a frequentare il Berklee College of Music di Boston, Astatke ha avuto esperienze straordinarie nella sua lunga avventura musicale come la collaborazione con DUKE ELLINGTON. Mulatu è un innovatore che, miscelando le musiche della sua Etiopia con il jazz, la musica latina e il funk, ha inventato un genere che per comodità è definito Ethio-jazz, che negli anni si è evoluto assorbendo ulteriori suggestioni. Un genere che negli anni si è evoluto assorbendo ulteriori suggestioni fino ad ispirare alcuni degli artisti contemporanei più influenti e incisivi della nuova scena afro-funk, un genere su cui l'etichetta francese BUDA MUSIQUE ha costruito negli anni il successo del suo catalogo con la serie ETHIOPIQUES arrivato a contare una trentina di volumi. Tra le collaborazioni che hanno fatto di Mulatu un artista di culto dobbiamo citare quella con JIM JARMUSH che l'ha voluto nel suo film Broken Flower. Partendo da questo episodio la STRUT RECORDS l'ha messo a confronto con il collettivo musicale degli HELIOCENTRICS con cui Mulatu è tornano in studio di registrazione a distanza di molti anni. Un grande artista Mulatu, stimato e apprezzato e campionato da artisti del calibro di NAS, KANYE WEST, MADLIB e buona parte della scena Hip Hop mondiale e, non ultimo, dall'astro nascente della scena musicale brasiliana: CRIOLO. A questo elenco non mancano i toscani BAUSTELLE che lo hanno voluto in Amen, il loro settimo album. Dal vivo si accompagna stabilmente da molto tempo con alcuni dei migliori musicisti della scena contemporanea inglese. In loro compagnia lo vedremo anche sabato sul palco della Flog

Ingresso: Euro 15 intero – Euro 12 ridotto 

Redazione Nove da Firenze