Finale scellerato e difesa disastro, anche il Toro strappa un punto

Fiorentina in svantaggio, poi la rimonta con Solomon e Kean. Cambi sbagliati e disattenzioni, ed è ancora frittata

Paolo
Paolo Pellegrini
08 Febbraio 2026 00:49
Finale scellerato e difesa disastro, anche il Toro strappa un punto
Foto Fabio Vanzi

Paratici, per piacere, caccia Vanoli. Subito. E' l'Urlo di Munch che si rincorre un po' dovunque, dallo stadio ai social ai capannelli dei tifosi ancora una volta sbigottiti. Lo chiede la rabbia, lo sconcerto, la delusione. Quasi la disperazione, perché le partite da giocare sono ormai soltanto quattordici, e di queste quelle “giocabili” probabilmente soltanto nove. E poi “giocabili”: anche questa con il Torino lo era, e lo era diventata ancor più dopo le due bellissime reti di Solomon e Kean (ma il Signor Centravanti dopo appena 10 minuti 10 dall’inizio si era mangiato il gol più facile del mondo, lanciato da una meraviglia di Fagioli, e chissà che piega avrebbe preso la serata…) salvo rovinarla a una manciata di sputi dalla fine.

E dunque la colpa è sua, Paratici. E’ ancor più sua quando ai microfoni di Sky, pur sapendo che siamo giunti alla giornata numero 24, e con appena 9 “giocabili” ma non per questo già vinte, l’uomo si lascia andare a un incredibile e increscioso “sulle palle inattive ci stiamo lavorando”. Per settembre prossimo? E poi un’altra serie di perle del tipo “dobbiamo cercare di…” (e perché non l’hai fatto fin qui?), e poi “dovevamo salire di più con le ali”, ma tu sposti a sinistra Harrison a sinistra quando sai che stava facendo bene a destra – vedi assist per il 2-1 di Kean - dove proprio tu vieni a dire “da quella parte siamo andati in fatica perché abbiamo subito dei cross nell’uno contro uno e lì devi fermare i cross”, ma come, ma non l’hai visto che Dodò le perdeva tutte ma proprio tutte, che era in confusione totale? Come del resto quando ha perso completamente Casadei che in mezzo all’area, con l’Immobile (De Gea) che magari un tentativo di avventarsi sul cross poteva anche farlo, tutto da solo l’ha messa in fondo al sacco.

E come se non bastasse, i cambi scellerati, e non è la prima volta che schieri difesa a 5 sapendo che quelli che hai là dietro sono buoni a poco, specie sulle palle alte, specie sulle palle inattive, una difesa che ne ha beccate 38 ed è la quartultima della serie A e tu mi vieni a dire a questo punto della stagione ancora “ci stiamo lavorando” ma intanto li hai messi a cinque, si diceva, con il risultato di farsi schiacciare e beccare il gol del pari da uno che oltretutto segna a ogni morte di papa, stia attento Santità stia attento… Diciamo che anche stasera tu per primo hai sbagliato tutto ma proprio tutto, e non è la prima volta che arriva la beffa nel finale, dunque, a buon intenditor… Certo, non è che la società ti abbia aiutato, no: conoscendo bene la situazione di disastro che c’è là dietro – ma l’avete visto Comuzzo? Balbetta, va incerto sull’uomo, e non detta mai un passaggio in avanti, sempre in comfort zone tra il compagno a un metro oppure De Gea dietro, e che vuoi sperare… e l’avete visto Pongracic? Falli sciocchi, giochesse, ma ti fa sempre trattenere il fiato quando l’avversario, che si chiamo Milan o Torino o Cagliari, si ripropone dalle sue parti – ecco, si diceva, conscendo il disastro ti va a prendere uno rotto, infatti con il Toro nemmeno convocato, non pronto, e non si sa neppure quando pronto e quanto affidabile, di per sé e in quel contesto.

Ma quelli che hai lo sai di che pasta son fatti, e tu li metti a 5, e deliberi di farti schiacciare in area invece di inventarti la classica doppia linea stretta e corta e studiare meglio i cambi finali.

Foto Fabio Vanzi

E quindi rabbia, delusione, sconcerto. Anche perché mancherà forse Gud, per un po’, massacrato da un fallaccio che meritava quanto meno un giallo, ma quel tal Andrea Colombo da Como, assistito malissimo da Tegoni e Bahri che hanno invertito falli laterali, non hanno visto una deviazione in angolo sulla punizione di Mandragora, si sono inventati un inesistente fuorigioco di Kean, quel tale lì, che alla Fiorentina porta una sfiga bestiale ci ha messo del suo a consentire ai picchiatori in maglia bianca di fare il proprio comodo sulle gambe dei viola, la statistica riporta 23 falli a 6, qualcosa vorrà dire.

Ci ha rimesso appunto Gud, i primi report parlano di distorsione alla caviglia, speriamo bene, ancora avevamo negli occhi quel suo delizioso destro a giro che ha sfiorato il palo, e lì Paleari non ci sarebbe arrivato, ecco un altro che invece il suo mestiere l’ha fatto bene, eccome, del resto un po’ tutti i granata in bianco hanno fatto quello che dovevano.

La Fiorentina no. La statistica riporta anche 9 angoli a 4, e questo è un altro drammino, o si insegna a crossare meglio o si spiega come si va a fare male, non alla viva il parroco come Kean e Comuzzo che se la sono trovata scodellata bene ma l’hanno messa piano o colpita male e messa fuori alta sulla traversa. Però poi la statistica dice 20 tiri a 12, 5 a 3 in porta, possesso palla viola 55 a 45, quindi qualche presupposto c’era per portare a casa il risultato, senza le scellerate scelte finali, il cagotto, le disattenzioni.

Si è visto qualcosa di buono? Sì, da qualcuno dei nuovi, per esempio Solomon, gol splendido e tanti fraseggi e tanto movimento, anche se troppo spesso spalle alla porta avversaria. E anche Jack Harrison promette di entrare nelle grazie del popolo viola con quelle sue bizzarrie da cavallo pazzo che però un senso e un’efficacia spesso ce l’hanno. Meno esaltante Brescianini, a parte un buon assist in area padellato da Kean e quel tiro maligno che Paleari, ancora lui, ha fermato con il piede disteso: ma il ragazzo non pare ambientato, e però a scusante va detto che altrove era abituato a fare altre cose. Ahi Vanoli, come del resto per Fabbian.

Non sempre benissimo Fagioli, qualche leggerezza di troppo. Utile Mandragora, non altrettanto Ndour che gli è subentrato nell’apocalittico finale.

Ecco, dura smaltire la rabbia e la delusione guardando avanti. Perché si va a Como, prossimamente. Dove proprio il Torino ha subito l’umiliazione del 6 a 0, se tanto mi dà tanto il rischio di una frittata è enorme, non farei conto di portare a casa punti, meglio concentrarsi a fondo sulle due che seguiranno, Jagiellonia (in Polonia) in Conference e poi il Pisa al Franchi. Di lunedì pomeriggio. Sottotraccia, meglio. E magari… vabbè, ci siamo capiti.

FIORENTINA (4-3-3): De Gea; Dodò, Comuzzo, Pongracic, Parisi; Mandragora (71' Fabbian), Fagioli, Brescianini (71' Ndour); Solomon (84' Ranieri), Kean (84' Piccoli), Gudmundsson (47' Harrison). A disp.: Christensen, Lezzerini, Kouadio, Fazzini, Fortini, Gosens, Balbo. All. Vanoli

TORINO (3-5-2): Paleari; Marianucci, Maripan, Coco; Lazaro (68' Aboukhlal), Casadei, Ilkhan (59'Anjorin), Gineitis, Obrador (45' Pedersen); Kulenovic (59' Simeone), Adams (83' Zapata). A disp.: Israel, Siviero, Nkounkou, Biraghi, Tameze, Ebosse, Perciun, Njie. All. Baroni

ARBITRO: Andrea Colombo di Como; assist. Tegoni-Bahri, quarto Bonacina; Var Marini-Maresca

MARCATORI: 26' Casadei (T), 51' Solomon (F), 57' Kean (F), 93' Maripan (T)

NOTE: ammoniti Lazaro (T), Dodò (F), Maripan (T), Marianucci (T), Comuzzo (F), Aboukhlal (T), Gineitis (T), Vanoli (F); angoli -4 Fiorentina; spettatori 19.178

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