Centri storici in affitto ai turisti: anche Parigi frena, cosa accadrebbe a Firenze?

Le grandi città europee hanno avvertito ed avvertono la ricaduta del fenomeno sulla residenza


Da Barcellona a Berlino l'aumento degli host è stato avvertito come un problema da risolvere. Gli host sono coloro che hanno scelto di mettere a disposizione le proprie case sulla maggiore piattaforma di riferimento del settore, Airbnb, e su altre applicazioni dedicate agli affitti brevi e turismo esperienziale.
Intorno al fenomeno i centri storici si sono rimodulati fornendo servizi adatti agli utenti; molti alloggi sono stati ristrutturati senza la previsione di una cucina, questo ha comportato la proliferazione dello street food e di una offerta gastronomica variegata, dalla pizza al taglio, al menù turistico fino al piatto stellato con prodotti tipici e selezionati.

Adesso è Parigi ad annunciare una frenata sugli affitti turistici, il vice di Anne Hidalgo con delega alla Casa ha fatto i conti ed ha visto sparire dal mercato dei contratti tradizionali circa 20mila appartamenti dal 2013. Tra le soluzioni adottate in Spagna, Germania ed appunto la Francia quella di imporre un limite alle notti con controlli serrati. 
Ian Brossat è intervenuto su Le Parisien ed ha commentato "Non siamo più nella cultura della condivisione, ma nell'economia della predazione: i proprietari affittano intere case e non solo le stanze. I professionisti acquistano interi edifici per trasformarli in macchine da soldi".
"Le grandi città del mondo stanno affrontando questo problema. Se non ci regoliamo, non avremo più abitanti nei nostri centri città" ha sottolineato l'assessore parigino.

Il capoluogo toscano è la meta italiana per eccellenza, al pari di Roma, ma con una popolazione e superficie occupata assai inferiore.
Cosa accadrebbe se anche Firenze decidesse di imporre dei limiti?
Ad oggi la Tassa di Soggiorno porta nelle casse di Palazzo Vecchio 3 Euro per ogni turista che pernotta in città, una voce di bilancio che sta garantendo ampio respiro al budget comunale, ma spostare il baricentro turistico non comporterebbe una variazione a questa entrata. 
A variare sarebbe l'area di investimento sull'ospitalità che a quel punto dovrebbe trascinarsi dietro il comparto dei servizi dedicati alle visite brevi.

Cosa ne sarebbe degli immobili liberati dall'affittuario tradizionale e convertiti, oppure di quelli acquisiti a titolo di investimento con l'obiettivo proprio di farne alloggi per affitti brevi? A quanto ammonterebbero le perdite di ammortamento dei mutui e quale sarebbe il nuovo volume di affari? Non basta a farsi una idea, ma un alloggio, ben arredato e presentato sul circuito, può oscillare tra i 60 ed i 100 Euro a notte a fronte di un affitto mensile di 500 Euro perché si parla di una camera con bagno, senza uso cucina, si può arrivare a 700 Euro con angolo cottura.

Cosa cambierebbe dal punto di vista urbanistico? Da un punto di vista architettonico, gli appartamenti del centro storico che sono stati frazionati internamente a caccia di posti letto per poter offrire camere con bagno, dovrebbero essere ridisegnati, inserendo soggiorni ed angoli cottura: spazi vitali necessari a permanenze di lungo periodo. 

Dal punto di vista dei servizi: i nuovi utenti sarebbero i nuclei familiari, con richiesta di spazi ludici ed intrattenitivi, scolastici ed accessibili, dai riferimenti amministrativi ad una raccolta rifiuti personalizzata.
I grandi marchi della distribuzione risulterebbero fuori target per la dispensa del residente abituato sì a mangiare sano, ma anche ad una spesa popolare e non allo shopping dell'eccellenza.
  Paradossalmente i Minimarket forniti oggi di una merceologia variegata ad uso mordi e fuggi, potrebbero concorrere nella selezione del prodotto fresco, avvicinandosi così al ricordo degli alimentari di paese.

 Gli spostamenti. Firenze non è una grande città, un alloggio in zona centrale è molto appetibile per il turista, ma la Tramvia ha sensibilmente ridotto le distanze e prova ne sono i dati sugli affitti riscontrati nell'ultimo periodo con la zona Statuto e la zona Novoli che si avvicinano al quartiere Isolotto.
I tempi certi del mezzo su ferro hanno ridotto il gap tra centro e periferia aprendo la strada ad host che si trovano fuori dalle mura e presentano la "fermata del tram", tra i punti di pregio della propria struttura.

Una inversione di tendenza, se Firenze decidesse di seguire la strada delle altre grandi città europee, potrebbe porsi degli interrogativi sulla ridistribuzione della ricchezza economica dei grandi e piccoli investitori, sul calmieramento dei prezzi al metro quadrato di alloggi dalle dimensioni vivibili, per poi passare pad una nuova ristrutturazione degli stessi per poter ospitare capitale umano sul quale l'amministrazione dovrebbe investire per riportare quei vecchi servizi di vicinato delocalizzati in aree periferiche.
In tutto questo sussisterebbe anche un ricambio commerciale dovuto a nuove esigenze di consumo che potrebbero riportare alla vecchia vendita al dettaglio, oggi però in competizione con la spesa digitale.

Imporre una inversione di tendenza al fenomeno degli affitti turistici, per i volumi raggiunti, sembra proporre oggi una riflessione a vasto raggio sulla creazione di un nuovo modello di città.

Antonio Lenoci