Prato, 15 giu. – L'indagine ha portato alla scoperta di una ragnatela di imprese illegali al servizio di clan criminali. L'“underground banking” consiste nell’insieme di sistemi di trasferimento di denaro che operano al di fuori dei canali finanziari ufficiali e regolamentati, aggirando i presidi antiriciclaggio. Con queste modalità si consente ai beneficiari delle fatture false di riciclare il provento di svariate tipologie di reati presupposto (quali reati tributari, societari, fallimentari, ma anche in ambito stupefacenti e criminalità organizzata), mentre la comunità cinese riesce a riciclare un ingente quantitativo di denaro derivante dalle proprie attività economiche e di procedere al rimpatrio delle somme “ripulite” in Cina, attraverso una compensazione tra il denaro contante restituito ai beneficiari delle false fatture ed i bonifici effettuati da quest’ultimi sui conti correnti gestiti dal sodalizio.
I trasferimenti di denaro, in numerose transazioni, avvenivano sfruttando i c.d. virtual iban, ovvero codici che reindirizzano i fondi su un unico conto principale, mascherando i reali beneficiari e rendendo estremamente difficile tracciare il flusso di false fatturazioni.
"Ringrazio la Direzione Distrettuale Antimafia della Procura di Firenze, il Servizio centrale operativo della Polizia di Stato, la Squadra mobile di Prato e tutte le Forze dell'Ordine coinvolte per la brillante operazione che ha permesso di sgominare una banca clandestina con base a Prato che riciclava fiumi di denaro provenienti dal traffico internazionale di stupefacenti, immigrazione clandestina e altre attività illecite". Così il sindaco Matteo Biffoni rivolge il proprio plauso: "Il livello di sofisticazione delle attività e la saldatura tra gruppi criminali sono davvero preoccupanti - prosegue il sindaco - Invito per questo le istituzioni del territorio a mantenere alta l'attenzione per il bene di chi vive e lavora con onestà e rispetto della legge e a fare squadra ad ogni livello collaborando con le Forze dell'Ordine che devono essere messe nelle condizioni migliori possibili per svolgere indagini complicate come queste, che richiedono tempo, professionalità e strumenti idonei".
Approfondimenti
"Esprimo il mio più vivo e sentito ringraziamento agli investigatori del Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato e della Squadra Mobile di Prato, alla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura di Firenze e a tutte le Forze dell'Ordine coinvolte nella fondamentale operazione che ha smantellato una pericolosa banca clandestina al servizio di clan italiani e albanesi con testa a Prato. Si trattava di un sistema criminale sofisticato e ben studiato, che per troppo tempo ha prosperato nell'ombra tra Prato e l'Europa, con ramificazioni in Spagna, Portogallo, Francia, Germania, Belgio e Olanda".
Lo afferma l'On. Erica Mazzetti, deputata pratese di Forza Italia, che prosegue: "Questa è la strada da percorrere. Per troppo tempo si è sottovalutato il problema del radicamento di queste reti criminali nel nostro tessuto economico. Si è fatto finta di non vedere un sistema parallelo e opaco che inquinava il pronto-moda, riciclava denaro sporco del narcotraffico e, soprattutto, gestiva l'ingresso illegale di migranti dalla Cina attraverso la Serbia. Parliamo, tuttavia, di un fenomeno denunciato da tempo dal Procuratore di Prato e sul quale persino il Vescovo ha lanciato l'allarme.
Eppure, il neo sindaco Biffoni, a distanza di tre settimane dall'insediamento, non è pervenuto: forse è troppo impegnato a garantire gli equilibri di Giunta e ad accontentare il campo largo? Adesso è il momento di colpire l'illegalità senza esitazioni e anche il Comune deve rispondere presente. Lo Stato c’è, e risponde con la forza della legge, con indagini complesse e con il lavoro silenzioso di donne e uomini che ogni giorno difendono la sicurezza dei cittadini e la legalità dell'economia.
Alle Forze dell'Ordine va il nostro grazie, ma soprattutto il nostro impegno concreto: più strumenti, più coordinamento, più determinazione, più risorse. Perché la lotta alle mafie e alla criminalità organizzata non si fa a parole, ma con operazioni come questa. Va fatto nell'interesse della nostra città, sana e laboriosa", conclude Erica Mazzetti.
“La scoperta di questa presunta banca clandestina rappresenta un fatto di estrema gravità, che conferma come la criminalità organizzata sia capace di infiltrarsi nei circuiti economici e sociali, alterando le regole della convivenza civile e alimentando traffici illeciti che producono danni enormi alle comunità. Di fronte a vicende come questa, è doveroso esprimere piena fiducia nel lavoro della magistratura e delle forze dell’ordine, il cui impegno quotidiano consente di contrastare fenomeni criminali sempre più complessi e strutturati.
Al tempo stesso, emerge con forza l’importanza del lavoro culturale ed educativo svolto da associazioni, scuole, enti del terzo settore e realtà del territorio. La prevenzione non passa soltanto dalle indagini e dalle operazioni di polizia, ma anche dalla capacità di costruire una coscienza collettiva fondata sulla legalità, sulla responsabilità e sulla partecipazione. Creare “anticorpi sociali” significa aiutare soprattutto le nuove generazioni a riconoscere e respingere le scorciatoie dell’illegalità, promuovendo una cultura della trasparenza e del rispetto delle regole come fondamento di una comunità più giusta e sicura” dichiara Mimma Dardano, presidentesse Il Gomitolo, Associazione per la legalità in merito alla banca illegale capace di muovere tra gli 80 e i 100 milioni di euro l'anno di pagamenti fantasma di partite di droga e merci fra Italia e paesi esteri scoperta a Prato