Papa Francesco, gli auguri di Renzi, le reazioni alla nomina di Bergoglio

Un romanzo avrebbe anticipato tutto


VATICANO — "Da Sindaco dico che la città di Firenze formula i migliori augurio di buon lavoro a Papa Francesco, sperando di accoglierlo nel 2015 per il Congresso CEI. Da credente condivido l'emozione di queste ore per il primo papa americano, il primo papa gesuita, il primo Francesco. E gioisco per la scelta di un nome che è già un programma" è il messaggio di Matteo Renzi, sindaco di Firenze, affidato a Facebook e Twitter.

Valdo Spini, Presidente Commissione Affari Istituzionali del Comune di Firenze: "Mentre formuliamo al nuovo Papa Francesco gli auguri più sentiti per il suo altissimo Ministero spirituale , ci sia consentito di sottolineare con viva soddisfazione il fatto che un figlio di emigranti italiani sia stato eletto alla carica di capo mondiale della Chiesa cattolica. Già l’elezione di Francesco ha rappresentato di per sé molte novità. L’augurio di tutti, cattolici e non cattolici,è che queste novità continuino e possano rappresentare dei momenti di grande ispirazione spirituale per tutti".

Il discorso del Papa:


Fratelli e sorelle, buonasera!
Voi sapete che il dovere del Conclave era di dare un Vescovo a Roma. Sembra che i miei fratelli Cardinali siano andati a prenderlo quasi alla fine del mondo … ma siamo qui … Vi ringrazio dell’accoglienza. La comunità diocesana di Roma ha il suo Vescovo: grazie! E prima di tutto, vorrei fare una preghiera per il nostro Vescovo emerito, Benedetto XVI. Preghiamo tutti insieme per lui, perché il Signore lo benedica e la Madonna lo custodisca.
[Recita del Padre Nostro, dell’Ave Maria e del Gloria al Padre]
E adesso, incominciamo questo cammino: Vescovo e popolo. Questo cammino della Chiesa di Roma, che è quella che presiede nella carità tutte le Chiese. Un cammino di fratellanza, di amore, di fiducia tra noi. Preghiamo sempre per noi: l’uno per l’altro. Preghiamo per tutto il mondo, perché ci sia una grande fratellanza. Vi auguro che questo cammino di Chiesa, che oggi incominciamo e nel quale mi aiuterà il mio Cardinale Vicario, qui presente, sia fruttuoso per l’evangelizzazione di questa città tanto bella!
E adesso vorrei dare la Benedizione, ma prima – prima, vi chiedo un favore: prima che il vescovo benedica il popolo, vi chiedo che voi preghiate il Signore perché mi benedica: la preghiera del popolo, chiedendo la Benedizione per il suo Vescovo. Facciamo in silenzio questa preghiera di voi su di me.
[…]
Adesso darò la Benedizione a voi e a tutto il mondo, a tutti gli uomini e le donne di buona volontà.
[Benedizione]
Fratelli e sorelle, vi lascio. Grazie tante dell’accoglienza. Pregate per me e a presto! Ci vediamo presto: domani voglio andare a pregare la Madonna, perché custodisca tutta Roma. Buona notte e buon riposo!


“Siamo emozionati e felici perché Papa Francesco, fin dal suo primo giorno sul soglio di Pietro, ha voluto far riferimento all’importanza della misericordia. Un invito non rivolto direttamente a noi, ma che riguarda certo tutti i cattolici e chiama in causa in particolare chi come noi nel nome della Misericordia ha scelto di impegnarsi per gli altri.” E’ la prima reazione del presidente nazionale delle Misericordie d’Italia, Roberto Trucchi, alle parole rivolte questa mattina ai confessori di Santa Maria Maggiore dal nuovo Papa.
“Già dai primi momenti ieri sera in piazza San Pietro, Papa Francesco ha dimostrato una grande semplicità che ci ha aperto il cuore; in pochi attimi, con poche parole e pochi gesti, credo che sia già entrato nel cuore di tutti i credenti e anche di molti che sembrerebbero più lontani. Sapere poi che stamani ha detto ai confessori di Santa Maria Maggiore che le anime hanno bisogno di misericordia ci fa sentire interpellati e ci riempie di ulteriore responsabilità, anche se la nostra è in primo luogo una misericordia rivolta ai corpi.”
“Salutiamo il nuovo Papa, lo ringraziamo per questo primo immediato stimolo che anche indirettamente manda al nostro movimento e rinnoviamo il nostro impegno ad essere braccia operative della Chiesa per aiutare chi si trova nel bisogno.”

Nei giorni precedenti l'elezione di Jorge Mario Bergoglio, Arcivescovo di Buenos Aires, circolano le immagini che lo ritraggono, in metropolitana, uomo comune tra la gente.
Esiste un romanzo, tuttavia, in cui tutto questo era scritto, profetizzato, parola per parola, e pubblicato prima ancora che Benedetto XVI si dimettesse: "Il curatore segreto del Vaticano", un libro profetico scritto da Umberto Vitiello e pubblicato, nel dicembre 2012, da Lupo Editore.
Nel libro si racconta di un papa sudamericano, che si dà il nome di Francesco, e che riconduce la Chiesa di Roma alle sue origini, portando verso l'unità tutti i cristiani. Ma non è questa l'unica profezia contenuta nel romanzo di Vitiello e destinata ad avverarsi. Nel libro sono infatti descritti, anche, il Concilio Vaticano III e altre sconvolgenti verità, frutto di studio e della bravura di un autore che, come il suo "curatore" ha trovato la chiave giusta per raccontare i segreti del Vaticano.

Quali sono le altre profezie, contenute nel romanzo, che attendono di essere svelate?

Ecco le prime impressioni, colte dalla viva voce di Umberto Vitiello: «Più di una telefonata ho ricevuto ieri sera da lettori – parenti, amici, sconosciuti – che stupiti hanno voluto complimentarsi con me dopo la fumata bianca e l’ “habemus papam” con l’annuncio della nomina d’un papa sudamericano che s’era dato il nome di Francesco, esattamente come avevo “profetizzato” nel mio “Il curatore segreto del Vaticano” scritto un anno fa e pubblicato da Lupo Editore nel dicembre del 2012, alcuni mesi prima della rinuncia al papato di Benedetto XVI. Qualcuno ha detto, forse scherzando, che cominciavo a fare paura. E io stesso mi son detto meravigliato e incredulo che il futuro da me immaginato era più prossimo di quanto sperassi. Pur essendo certo che prima o poi, come era avvenuto per il Vaticano II, si sarebbe realizzata la mia profonda speranza, come ho scritto ed è stampato sull’ultima pagina del libro: “La verità è nell’auspicio di una Chiesa e di un Mondo migliori".
Non un’utopia, ma la ripresa di un discorso interrotto, quello del concilio voluto da Giovanni XXIII, e l’avvio d’un cammino che porta, seppur lentamente, finalmente verso l’unità di tutti i cristiani in un’unica Chiesa di Cristo, da lui voluta nell’unità e non nella frantumazione. Scegliersi per nome Francesco, per la prima volta in quasi due millenni, non può che avere un significato profondamente giovanneo. Del resto “Ut unum sint” è un comandamento e non un semplice invito – come ci ha ricordato Enzo Bianchi firmando l’articolo “L’Ecumenismo non è un progetto come un altro” (Famiglia Cristiana del 20 gennaio 2013).

IL CURATORE SEGRETO DEL VATICANO

Le aspirazioni, le delusioni, il coraggio di responsabile e ferma critica, l’impegno paziente e persistente in difesa e diffusione dei valori evangelici più genuini di tanti teologi contemporanei, vecchi e giovani, da Hans Küng a Vito Mancuso, in un romanzo avvincente in cui la Chiesa Cattolica proiettata nel futuro è alla sua svolta storica più significativa e radicale. Profeticamente collocata in un domani non molto lontano, la Chiesa accoglie tutti i cristiani del mondo in una semplificazione teologica che la rende universalmente accetta, ed è osservata criticamente dal futuro nelle sue tante contraddizioni presenti e passate, un groviglio di intrighi e connivenze stroncato a fatica dall’ultimo papa e dai pochi che credono con lui di riuscire a riportarla ai genuini valori evangelici dei primi secoli. La narrazione segue i canoni del dissenso intellettuale: un metodo che consente, senza incorrere in accuse di eterodossia, una visione critica del reale stato in cui versa la comunità dei cristiani detti cattolici, scrutando le loro delusioni e scoprendone le aspirazioni, per delineare la configurazione progettuale della Chiesa da tutti agognata.

Tutto si svolge alla vigilia del Concilio Vaticano III, convocato dal nuovo papa – un convinto “giovanneo” sudamericano – per attuare la riconciliazione dei cristiani del mondo intero in un’unica Chiesa, degna per la sua rinnovata natura di accogliere Cristo quando, alla fine dei secoli, farà ritorno sulla terra. Grande è l’avversione della maggior parte dei curiali che, difensori della tradizione e dei propri privilegi, non disdegnano di ricorrere a raggiri e complotti pur di evitare che, con l’ecumenismo realizzato, la Chiesa Cattolica rinunci alla propria ricchezza e al plurisecolare patrimonio teologico che la rende del tutto diversa dalle altre comunità cristiane. La storia – (scritta con la collaborazione di un giovane teologo) - ha inizio con un omicidio commesso all’abbazia del Santo sul Colleprato che alla fine delle indagini vede coinvolti alcuni alti prelati e consente al papa di affrettare i tempi dell’innovazione e della riconciliazione.

Ospite dell’abbazia da alcuni anni è un noto economista, ex professore di Oxford fattosi monaco, personaggio centrale dell’intera vicenda. Chiamato segretamente in Vaticano, è lui che, definito “curatore”, informerà il papa della vera natura dei fondi dello IOR e il modo come liberarsi di questa istituzione e di tutte le operazioni finanziarie in netto contrasto con i principi evangelici, affinché la Chiesa del futuro, unica per tutti i cristiani, torni ad essere simile a quella delle sue origini. La conclusione della storia è nella convocazione del Vaticano III, ultimo concilio della Chiesa Cattolica e primo della Chiesa di Cristo di tutti i cristiani del mondo.
“Il curatore segreto del Vaticano”, Umberto Vitiello
ISBN 978-88-667-060-5, pagine: 408, Dimensioni: 14 X 22 cm, Data pubblicazione: 31 Dicembre 2012, €16

Redazione Nove da Firenze