Leon Battista Alberti, riaperto il Santo Sepolcro nella Cappella Rucellai

Nuovamente in comunicazione gli ambienti del Museo Marino Marini, ex Chiesa di San Pancrazio, con la vicina Cappella Rucellai, al cui interno è ospitato il Sacello del Santo Sepolcro, opera di Leon Battista Alberti


ARCHITETTURA — In occasione delle manifestazioni per la XIV Settimana della Cultura, martedì 17 aprile 2012, alle h. 10,45, presso il Museo Marino Marini, situato in piazza San Pancrazio, la Soprintendente per i Beni Architettonici, Paesaggistici, Storici ed Etnoantropologici per le Province di Firenze, Pistoia e Prato, arch. Alessandra Marino, ha presentato il progetto, sviluppato dal proprio ufficio, per mettere nuovamente in comunicazione gli ambienti del Museo Marino Marini, ex Chiesa di San Pancrazio, con la vicina Cappella Rucellai, al cui interno è ospitato il Sacello del Santo Sepolcro, opera di Leon Battista Alberti.

Relazione Storica
La cappella Rucellai o cappella del S. Sepolcro, fu realizzata in fasi successive e l’intervento dell’Alberti per conto di Giovanni di Paolo Rucellai rappresentò l’ultima fase, la fase conclusiva che ne attestò definitivamente a Lui, la paternità. Leon Battista Alberti dovette scontrarsi con un complesso di strutture preesistenti che in parte condizionarono i suoi progetti operativi. Partendo dall’originario nucleo trecentesco seppe realizzare uno spazio architettonico di gusto straordinariamente rinascimentale e consono a configurarsi come una sorta di Anastasis a sezione longitudinale per il Sacello del S. Sepolcro, che avrebbe realizzato all’interno della cappella come copia del S. Sepolcro di Gerusalemme.

L’Alberti all’interno della Cappella realizzò un particolare sistema costruttivo della volta costituito da tre elementi indipendenti irrigiditi da una costolonatura mediana e separati fra loro da elementi in pietra serena che si ribaltano sulle colonne e le lesene sottostanti.

Significativi interventi nella Cappella Rucellai dopo Leon Battista Alberti

La cappella era situata nella navata sinistra della chiesa di San Pancrazio e nel 1808 subì i primi interventi di trasformazione a causa della sconsacrazione della chiesa che diventò una sala d’estrazione dell’Imperiale Lotteria di Francia. Le due colonne e alcuni elementi lapidei del triforio albertiano furono utilizzati per realizzare il nuovo ingresso della ex chiesa. Il varco di collegamento con la cappella fu murato e venne costruito un nuovo ingresso su via della Spada.

Negli anni ’60 del secolo scorso si verificarono fenomeni di cedimento della volta di copertura della cappella e di fuori piombo della parete prospiciente la strada. In quella occasione la famiglia Rucellai commissionò un primo intervento a Piero Sanpaolesi, che nel 1965 realizzò una complessa struttura di salvaguardia e presidio per impedire il crollo della volta albertiana. Il progetto relativo a queste opere è conservato negli archivi della Soprintendenza fiorentina.

Il restauro della cappella fu successivamente eseguito dalla stessa Soprintendenza, che riuscì a consolidare la volta riportandola ad una geometria compatibile con la statica grazie ad un intervento esemplare. Nel sottotetto furono inseriti quattro telai estradossali in acciaio posti in aderenza dei due muri longitudinali e collegati a piastre di placcaggio esterne poste a filo di intonaco tramite bulloni; nella lesione longitudinale della volta furono collocate due serie di piccoli martinetti a vite e dei cunei di legno per rinserrare la muratura. Il progetto e i lavori furono eseguiti tra il 1976 e il 1980.

Negli anni seguenti la cappella Rucellai è stata aperta al pubblico in modo saltuario e ciò non ha contribuito certamente ad un adeguato controllo manutentivo. Per tali motivi nel 2005 la Soprintendenza ha eseguito il restauro completo degli interni della cappella che presentavano livelli di degrado piuttosto avanzato provocati dall’umidità di risalita. Per risolvere tale problema la Soprintendenza ha adottato varie soluzioni, fino a collocare all’interno della cappella un deumidificatore elettrofisico sulle murature che con l’emissione di un debole campo magnetico spinge i bipoli dell’acqua verso il terreno. Inoltre ha restaurato le finestre, le parti in legno ed ha installato un nuovo sistema di illuminazione che valorizza sia il Sacello che l’intero ambiente.

Successivamente a quest’ultimo intervento e alle saltuarie aperture basate sulla volontà del personale degli Amici dei Musei, la Soprintendenza per i Beni Architettonici di Firenze, ha redatto un progetto che permetterà di rendere fruibile in modo più consono il mirabile monumento.

Il progetto prevede un passaggio di collegamento tra la Cappella Rucellai e il Museo Marino Marini oltre alla realizzazione di una bussola interna in cristallo da inserire all’ingresso della Cappella che permetterà di rendere visibile questo straordinario monumento da via della Spada. Sarà inoltre realizzato il consolidamento e il restauro del Sacello del Santo Sepolcro.

Per realizzare questo progetto è stato recentemente sottoscritto un protocollo d’intesa tra la Curia e il Museo Marino Marini che si impegnerà a rendere nuovamente visitabile la Cappella Rucellai.

Grazie ai fondi reperiti dalla Fondazione Museo Marino Marini sarà possibile realizzare il progetto ideato e redatto dalla Soprintendenza SBAPSAE di Firenze, Pistoia e Prato.

Redazione Nove da Firenze