Inaugurata la nuova sede dell’Anpi in piazza Tasso

Domani commemorazione di due eroi della lotta al fascismo, il comandante partigiano Sinigaglia e il sindacalista Lavagnini. Lunedì, alle ore 18.00 al Quartiere 2 la presentazione del libro "Noi Crediamo" di Giorgia Meloni alla presenza dei vertici PdL


FIRENZE — “La nuova sede dell’Anpi è un segnale di attenzione da parte dell’Amministrazione comunale verso coloro che oltre 60 anni fa hanno avuto un ruolo determinante nella liberazione di Firenze”. È quanto ha dichiarato il sindaco Matteo Renzi nel corso dell’inaugurazione, avvenuta questa mattina, della nuova sede dell’Anpi provinciale in piazza Tasso 4. Alla cerimonia erano presenti, tra gli altri, il presidente nazionale dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia Carlo Smuraglia, il presidente provinciale Silvano Sarti, l’assessore regionale Riccardo Nencini, i presidenti del Quartiere 1 Stefano Marmugi e del Quartiere 4 Giuseppe D’Eugenio, il capogruppo del Pd in consiglio comunale Francesco Bonifazi e alcuni consiglieri tra cui Susanna Agostini e Francesca Chiavacci. “L’inaugurazione di oggi sancisce la realizzazione di un impegno del Comune ha preso anni fa ma non si tratta della conclusione di un percorso – ha aggiunto il sindaco – . La Resistenza è stato infatti un periodo storico importante in cui tante donne e uomini hanno deciso di mettersi in gioco per dire no e per far nascere l’Italia. Non a caso dalla Resistenza è nata la nostra Costituzione. Ma la casa dell’Anpi, qui in Oltrarno dove batteva il cuore della Resistenza, è qualcosa di più di un tributo al passato e alla memoria. È un luogo per il futuro e per questo è bello che Silvano Sarti abbia voluto che alla cerimonia fosse presente bambino”. Si tratta di Michele 4 anni che ha tagliato il nastro insieme al sindaco Renzi e ai presidenti Sarti e Smuraglia. “L’Anpi può svolgere un ruolo importante per mantenere centrali alcuni valori come la tolleranza, l’eguaglianza, l’integrazione che sono la base di una società democratica – ha sottolineato il sindaco – . Si tratta di un compito importante, soprattutto in questo momento in cui, purtroppo, non mancano atteggiamenti ed episodi ispirati a idee di segno opposto, come quello che abbiamo vissuto a Firenze oltre due mesi fa con la morte di Diop Mor e Samb Modou. Come istituzione lavoreremo con le nuove generazioni perché questi valori rimangano sempre al centro della società e della civile convivenza. E a Firenze, città medaglia d’oro della Resistenza, l’Anpi è un baluardo per il mantenimento dei valori democratici” ha concluso il sindaco Renzi. Nell’occasione il presidente Marmugi ha spiegato di aver avviato un progetto per studiare l’eventuale trasferimento della biblioteca Pietro Thouar al secondo piano della sede dell’Anpi: la biblioteca svolse infatti un ruolo importante nella Liberazione di Firenze.

Domani Firenze commemora due eroi della lotta al fascismo: il comandante partigiano Alessandro Sinigaglia e il sindacalista Spartaco Lavagnini. Alle 9.30 una corona di alloro sarà deposta alla targa che ricorda l’uccisione del comandante Sinigaglia, in via Pandolfini. L’amministrazione comunale sarà rappresentata dalla presidente della commissione pace Susanna Agostini. Lo storico Ugo Barlozzetti porterà il ricordo dell’Anpi (l’associazione nazionale partigiani d’Italia). Alessandro Sinigaglia, nato a Firenze nel 1902, fu attivista comunista della lotta al fascismo. Esponente del Pci clandestino, espatriato in Francia e successivamente a Mosca, lì lavorò in fabbrica e frequentò la scuola di partito. Negli Anni Trenta combatté in Spagna e venne poi internato in Francia insieme ai superstiti delle Brigate internazionali. Consegnato ai fascisti, fu rinchiuso nel carcere di Ventotene. Rientrato a Firenze nel 1943, con il nome di ‘Vittorio’ fondò i GAP, Gruppi di Azione Partigiana. Medaglia d’argento al valor militare, fu riconosciuto, in via Pandolfini, il 13 febbraio 1944, da due dei cosiddetti ‘Quattro Santi’, componenti della ‘Banda Carità’ che torturava gli antifascisti a Villa Triste, e fu ucciso sul posto. La Brigata partigiana che prese il suo nome, la ‘Sinigaglia’, si distinse nella lotta per la liberazione di Firenze ed entrò per prima in città la mattina dell’11 agosto 1944.

Sempre domani, ma alle 11.30, sarà commemorato l’assassinio di Spartaco Lavagnini. Nel tardo pomeriggio del 27 febbraio 1921 un gruppo di fascisti fece irruzione nel civico 2 di via Taddea (sede del sindacato ferrovieri, della lega proletaria dei mutilati, invalidi e reduci di guerra, della federazione provinciale comunista e della redazione del settimanale L'Azione Comunista). Fu un’esecuzione: vennero sparati quattro colpi a bruciapelo a Lavagnini, i primi due alla testa, un altro al petto, l’ultimo alla schiena. Il sindacalista stava lavorando al successivo numero de L'Azione Comunista ed i compagni nei giorni precedenti avevano cercato di dissuaderlo dall’andare al lavoro visto che era stato ben identificato dai fascisti. Sulla targa in via Taddea, sarà deposta una corona di alloro. Il Gonfalone, insieme alla presidente Agostini, sarà invece al cimitero di Trespiano dove Lavagnini è sepolto. Per l’Anpi interverrà Ugo Fallani. «Le istituzioni, insieme all’Anpi – ha sottolineato la presidente Agostini - ricordano queste due grandi figure. E' importante conservare il ricordo, soprattutto per le giovani generazioni, dei protagonisti della lotta per la libertà e la democrazia nel nostro Paese».

Questa notte la sede del Quartiere 2 di Firenze, Villa Arrivabene, è stata sfregiata in diversi punti con un lancio di vernice rossa, che ne ha deturpato la facciata. L'episodio è chiaramente riconducibile a quell'area politica che, nei giorni scorsi, ha contestato le istituzioni del quartiere per aver concesso una sala a Giorgia Meloni e ai ragazzi di Casaggì e della Giovane Italia per la presentazione del libro "Noi crediamo", scritto dall'ex Ministro della Gioventù.

"È una vergogna. Sfregiare una sede istituzionale solo perchè garante super partes del confronto politico è un qualcosa che non ha niente a che fare con la democrazia. Tentare di impedire all'avversario di parlare ed assaltare le sedi istituzionali affinchè non si svolgano iniziative promosse da partiti politici differenti dal proprio è una logica che riconduce a pagine di storia ormai condannate univocamente. Se a Firenze esistono sedi e movimenti nei quali si predica "la violenza ed il ricorso ad essa per impedire all'avversario di parlare" devono essere immediatamente chiuse. Peggio ancora se queste sedi si trovassero in stabili pubblici occupati o concessi". Questo quanto dichiarato dal Consigliere Comunale del PdL, Francesco Torselli a seguito degli atti vandalici commessi a danno della sede del Quartiere 2. "L'iniziativa di lunedì è una presentazione di un libro scritto da un ex- Ministro ed è gravissimo che qualcuno pensi di poter impedirla rispolverando retoriche a metà tra il grottesco ed il ridicolo". Fanno sapere i presidenti cittadino e provinciale della Giovane Italia, Marco Scatarzi ed Alessandro Draghi, i quali aggiungono: "Chi in questi giorni, parlando da dietro sigle di associazioni che prendono ricchi contributi dalle istituzioni, ha gettato benzina sul fuoco, alimentando tensioni altrimenti evitabili, dovrebbe fare i conti con la propria coscienza e recitare un convinto MEA CULPA". Da Casaggì infine arriva una battuta: "il libro di Giorgia Meloni parla della meglio gioventù d'Italia, chi contesta non lo fa solo per antifascismo, come dice, ma perchè, essendo abituato ad essere un parassita della società, teme di non reggere il confronto".

Redazione Nove da Firenze