Ataf, approvato il Bilancio, ma sulla privatizzazione fumata nera

Si è discusso lungamente in Palazzo Vecchio per approvare il Bilancio di Ataf, ma soprattutto, tra i nove sindaci dell'area fiorentina, si è parlato della privatizzazione dell'azienda


TRASPORTO PUBBLICO LOCALE — Riunione quest'oggi in Palazzo Vecchio tra i sindaci dell'area fiorentina servita da ATAF per l'approvazione del Bilancio. Non è all'ordine del giorno, ma la discussione devia sulla privatizzazione del servizio pubblico e la discussione si protrae per alcune ore.

Nelle scorse settimane i dati dell'ottima gestione Bonaccorsi che hanno fatto gridare al "miracolo" dopo 50 anni di bilanci in perdita, gli stessi dati positivi che il presidente ha attribuito ad una politica interna fatta di enorme risparmio sulle spese superflue, di maggiore offerta di servizi utili, di vari accorgimenti sulla distribuzione dei tagliandi e soprattutto su un mirato controllo verso i trasgressori che ha portato anche a blitz eclatanti come la giornata che ha visto la collaborazione delle Forze dell'ordine per scovare in poche ore un numero impressionante di 'portoghesi' infiltrati sul mezzo pubblico senza regolare tagliando.

Bilancio che però ha contribuito anche alle riflessioni legate alla necessità espressa negli stessi tempi di vendere l'Azienda, prima in parte, poi si è parlato del 100% per una operazione che si aggira sui 10 milioni di euro.
I dipendenti oltre a mettersi di traverso in una situazione che li vedrebbe in prima linea nella lotta al mantenimento del posto di lavoro, si sono più volte domandati il perché della necessità di vendere un'azienda in attivo.
In termini di marketing aziendale però, il fatto di presentare un Bilancio sano nell'ultima gestione, non può che essere un buon biglietto da visita per eventuali compratori.

All'uscita dalla Sala degli Otto, che ha visto lo svolgersi della seduta odierna presenziata dal sindaco Matteo Renzi, nessun sindaco ha rilasciato dichiarazioni eccetto Gianni Gianassi che ha dichiarato di essersi astenuto sul voto al Bilancio "L'Azienda è stata brava, ho espresso i miei complimenti a Bonaccorsi, ma si tratta ancora di un'azienda in passivo, in perdita, altrimenti non ci sarebbe motivo di doverla vendere. Avevo votato contro al Bilancio di previsione, quest'oggi assieme al collega di Campi mi sono astenuto perché non mi piacciono i facili entusiasmi su 10 mila euro di avanzo. Resto dell'idea di interessare anche la Regione nella discussione della vendita, alcuni colleghi non la pensano a questo modo"

Filippo Bonaccorsi uscendo da Palazzo Vecchio si lascia scappare solo: "E' andata benissimo".

"Discussione bella e profonda, molto interessante" questa è opinione unanime, ma sull'accordo di vendita è ancora presto, tutto rimandato a data da decidere.
I nodi da sciogliere sono diversi visto che oltre al mero accordo sulla vendita rientrano anche i parametri decisionali legati agli immobili, ai mezzi e soprattutto ai dipendenti, circa 1300 tra i quali 800 autisti e 400 amministrativi.



Redazione Nove da Firenze