Limina, un'avventura che va avanti dal 1995

“Limina è una media casa editrice di varia, di notorietà nazionale e internazionale con, però, una connotazione particolarmente specifica, e non specialistica, per la cultura sportiva”. E' l'identikit che ci fornisce il suo stesso ideatore.


EDITORIA — Sentirsi raccontare la storia di Limina (mi raccomando, l'accento sulla prima delle i) è un po' come assistere ad uno di quei racconti che hanno per protagonisti i campioni dello sport del passato. L'esordio scoppiettante, i primi esami superati a pieni voti, quindi il periodo in cui tutto sembra girare storto, finché, come per magia, ecco il riscatto del campione ed il ritorno ai fasti di un tempo.
“Limina è una media casa editrice di varia, di notorietà nazionale e internazionale con, però, una connotazione particolarmente specifica, e non specialistica, per la cultura sportiva”. Ecco, l'identikit di questa prolifica (3 volumi in uscita al mese) casa editrice aretina ce lo dà il suo stesso ideatore, Enrico Mattesini (nella foto).

“L'avventura - prosegue - inizia nel 1995 con la pubblicazione de 'La farfalla granata' di Nando Dalla Chiesa, dedicata, come dice il sottotitolo, alla fantastica e straordinaria storia di Gigi Meroni il calciatore artista”. Un esordio col botto. Perché alla presentazione bocconiana di quello che può essere considerato il manifesto letterario di Limina ci sono oltre mille spettatori ed il giorno successivo il figlio del generale Nando Dalla Chiesa, già apprezzato autore della biografia del giudice ragazzino Rosario Livatino, finisce addirittura in tivù. “L'accoppiata Dalla Chiesa-Meroni era un po' come la nitroglicerina” sentenzia a quindici anni di distanza lo stesso Mattesini. E come dargli torto. Oggi quel volume di circa 200 pagine vende ancora un centinaio di copie al mese ed è arrivato alla sesta ristampa.

La mossa vincente è essersi fiondati su un terreno, quello del racconto sportivo, allora poco esplorato dal mercato editoriale italiano, eppure apprezzato in paesi come la Gran Bretagna, la Germania o la Francia, per non parlare del Sud America. “In Italia non c'era niente di sistematico - segnala infatti lo stesso editore - c'erano state alcune grandi eccezioni, ma nessuna casa editrice aveva realizzato una collana ad hoc”.

A questo punto occorre proseguire sulla strada intrapresa. E Limina lo fa con “Quando giocava Pasolini” in cui Valerio Piccioni raccoglie gli scritti ed i pensieri sullo sport di uno dei maggiori intellettuali italiani del ventesimo secolo. Risultato? “Ci impone agli occhi della cultura 'colta' e abbiamo l'onore di un elzeviro sulla terza pagina del Corriere della Sera” risponde Mattesini.

Il viaggio della casa editrice prosegue poi con due titoli dedicati a Roberto Baggio che approdano anche in Asia (Giappone, Cina e Corea del Sud) e, nel 2004, con una scommessa forse unica nel suo genere. “C'è Micromega che è la bibbia per la politologia progressista... beh, perché non fare in Italia una rivista che sia la Micromega del calcio?” E così nel 2004 ecco l'esordio fra gli scaffali delle librerie di “Linea Bianca” diretta da Mario Sconcerti ed il cui inciso è già tutto un programma: trimestrale di scienza e cultura calcistica. Fanno in tempo ad uscire 8 numeri poi, come per il resto dell'editoria italiana, si profilano all'orizzonte le prime difficoltà e, successivamente, una crisi che “c'ha costretto - continua Mattesini - a ripensare totalmente il progetto editoriale, abbiamo cambiato molte cose riadattandole ai tempi d'oggi e deciso di coinvolgere maggiormente gli stessi autori nei singoli progetti”.

Ovviamente, nonostante le oltre 10 collane che abbracciano i temi più vari, il rilancio passa per quello che in via Trento e Trieste ad Arezzo sanno fare meglio, la letteratura sportiva, e con un personaggio forse unico nel panorama pallonaro nostrano, Cesare Prandelli. “La partita di Cesare” esce nel bel mezzo dell'estate 2008 e in meno di cinque giorni vende 10mila copie. Seguiranno altri fortunati titoli e oggi il “Mourinho immaginario” di Federico Mastrolilli, “Il cielo è sempre più blu” di Michela Lanza, ancora, “Donne, vodka e gulag” di Marco Iaria. Torna “Linea Bianca” (già un centinaio d'abbonati) con un nuovo direttore, Roberto Beccantini, ma lo stesso gruppo di amici-autori.




Il tutto in attesa di vedere come e in quali direzioni si evolverà una casa editrice che strizza sempre più l'occhio agli altri media (non a caso “Linea Bianca” esce con abbinati dei DVD). Intanto, per chi volesse conoscere dal vivo autori e libri di Limina l'appuntamento è dal 2 giugno a Montecatini Terme con il primo “Festival della Cultura Sportiva”.

di Stefano Romagnoli

Redazione Nove da Firenze