Suc: laboratorio della cultura contemporanea alle Murate

Il primo evento a maggio con l’artista newyorkese Rasheed Newsome .


Uno spazio interdisciplinare aperto al contemporaneo a 360 gradi: non un mero luogo espositivo, di cui già la città è ricca, ma un laboratorio permanente delle idee che faccia di Firenze il fulcro delle arti visive, della musica, del teatro, delle performances, passando per il cinema, la moda, la botanica e la cucina. E’ il Suc (acronimo per Spazi urbani contemporanei), nome che richiama il melting pot del suq islamico, e che troverà spazio all’ex carcere delle Murate, in quello che diventerà il nuovo polo del contemporaneo a Firenze insieme al progetto degli Smart dissidents, del caffè letterario, delle botteghe creative.
Il progetto è stato presentato dall’assessore alla cultura Giuliano da Empoli, dal curatore d’arte Francesco Bonami e dal direttore dell’osservatorio sulle arti contemporanee dell’Ente Cassa di risparmio e direttore artistico del museo Marino Marini Alberto Salvadori.
Gli spazi che saranno destinati al Suc sono due sale da 150 metri quadrati l’una con grandi colonne, uno spazio di oltre 250 metri quadri coperto da una struttura di vetro e ferro, più tre piani divisi in uffici, per un totale di oltre 1.140 metri quadrati. Il Suc sarà accanto al Caffè letterario e vicino alle residenze degli Smart dissidents, attivisti e bloggers perseguitati cui Firenze darà rifugio in apposite residenze. Il costo rientra nel progetto generale del restauro dell’ex carcere (che risale al 2003 e che è stato già finanziato) ed ammonta a circa 1,5 milioni di euro. Per l’avvio del progetto il Comune ha già pronti 150 mila euro, cui si aggiungeranno risorse dell’Ente Cassa e di altri sponsor privati.
“Suc - ha spiegato l’assessore da Empoli - vuole essere una sorta di catalizzatore del contemporaneo e uno spazio di promozione, una piattaforma dove gli artisti e i performers potranno sviluppare i loro progetti e avere interscambi con l’esterno. Gli spazi delle Murate, così, creeranno un percorso omogeneo di socialità tra le residenze per i più svantaggiati, la possibilità di foresteria per i dissidents, l’apertura alla cultura contemporanea con il Suc, il caffè, le botteghe. Le Murate, inoltre, sono un luogo ideale da cui partire, con un grande progetto di recupero già quasi ultimato, a due passi dal centro ma anche dai viali, con dimensioni relativamente ridotte che fanno abbattere faraoniche spese di gestione”.
Il ‘nuovo corso’ delle Murate partirà a gennaio, quando il 16 ci sarà un evento fatto di concerti, conferenze, dibattiti, istallazioni, che coinvolgerà la città dal pomeriggio alla notte. Il primo appuntamento col Suc sarà a maggio, quando comincerà a lavorarci Rasheed Newsome, artista afroamericano di New York che in Italia sta sviluppando un progetto che toccherà anche Napoli e l’Alto Adige: si tratta di una performance di danza, musica, video e moda. Newsome lavorerà per tre mesi e poi a settembre, proprio al Suc, ci sarà il suo debutto. E settembre sarà anche il mese in cui l’attività del laboratorio potrà cominciare a pieno regime.
“Il Suc - hanno sottolineato Bonami e Salvatori - sarà un luogo accogliente verso l’esterno e aperto alle sperimentazione e alle contaminazioni, attrezzato per sviluppare le idee degli artisti e adatto ad accoglierli temporaneamente perché possano fare di Firenze il loro laboratorio fisico. Non una finestra sul mondo, però, semmai un luogo da dove il mondo guarda a Firenze e attraverso cui Firenze si candida a città creativa e di ricerca unica in Italia”. (edl)

Redazione Nove da Firenze