Omaggio ai CCCP al Viper Theatre

Appuntamento doppio, venerdì 4 dicembre al Viper: a grande richiesta, in prima serata, il ritorno della cover-band CCCP Socialismo e Barbarie, affiancata da Danilo Fatur, performer, “artista del popolo italiano” e membro originale del gruppo emiliano.


MUSICA A FIRENZE — Appuntamento doppio, venerdì 4 dicembre al Viper: a grande richiesta, in prima serata, il ritorno della cover-band CCCP Socialismo e Barbarie, affiancata da Danilo Fatur, performer, “artista del popolo italiano” e membro originale del gruppo emiliano.

Dopo il concerto, spazio alla AlterNite Viper: atmosfere dance rock, drum&bass, psytrance e, da Londra, un artista del calibro di Congo Natty (dj-set) pioniere del reggae-jungle e grande alchimista di quella dance che intreccia elettronica, hip hop, jungle e drum&bass.

“Socialismo e Barbarie” nasce come compagnia teatrale del popolo che, brechtianamente, recita i CCCP Fedeli alla Linea. Niente di più, niente di meno. Recitativo e corale. Ricostruzione fedele della parte musicale, teatrale, scenografica. Nati da un vuoto, segnati da una profonda devozione. Chiamarla tribute band o cover band è comunque togliere loro qualcosa.

Il corpo dell’opera è uno spettacolo dei CCCP Fedeli alla Linea dell’anno di grazia 1985-86 (primi EP più primi due album), con un paio di estratti cronologicamente successivi. Gli attori possono sì essere dei cani, ma rispettosi e fedeli come solo i cani possono essere.

“Socialismo e barbarie” vede coinvolti personaggi “storici” delle scene musicali toscane come Fabio Fantini (ex Edipo e il suo complesso, apprezzato vocalist della compagnia Kaspar Hauser: Rocky Horror Show eccetera).
Ospite d’eccezione Danilo Fatur “artista del popolo italiano”, il grandissimo performer che, insieme ad Annarella Giudici, dette un’impronta indelebile agli spettacoli e alla storia dei CCCP.
Noto agli esordi come "Josè Lopez Macho Frasquelo", ballerino spogliarellista, più tardi scultore, cantante, Danilo Fatur ha rappresentato la parte popolare, sporca e cattiva del gruppo, contrapponendosi agli originari Ferretti, Zamboni e Negri, che erano tutto sommato degli intellettuali, studenti universitari che si confrontavano in modo un po' distaccato con la scena alternativa. Danilo Fatur era sudore, aglio e cipolla, ferro e legno. Attualmente svolge una intensa attività artistica.

M. Locandro

Redazione Nove da Firenze