Libri: presentato ieri all'Accademia dei Georgofili un manoscritto inedito del '700 sui vitigni toscani


Firenze, 23 gennaio 2009- Riportare l’attenzione sull’importanza di mantenere in Toscana i vitigni autoctoni. Questo il principale obiettivo con cui, in occasione dell’80° anniversario del Consorzio Vino Chianti, Antonio Calò, Presidente dell’Accademia Italiana della Vite e del Vino, ha deciso di pubblicare il volume “Istoria delle viti che si coltivano in Toscana” del botanico fiorentino settecentesco Piero Antonio Micheli, presentato stamattina all’Accademia dei Georgofili, a cura di Roberto Scalacci e Daniele Vergari, che si sono occupati della trascrizione originale dell’opera. La pubblicazione del manoscritto, ad oggi inedito, riporta la descrizione di circa 200 vitigni presenti in Toscana agli inizi del ‘700 ed è arricchita dalle immagini dei quadri di Bartolomeo Bimbi e dei campioni dell’erbario dello stesso Micheli. Il volume ha grande valore scientifico e permette di riflettere sulla storia e le prospettive del settore vinicolo e in particolare sull’uso e l’origine dei vitigni autoctoni.
Il manoscritto, fino a oggi inedito, e conservato alla Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, è uno strumento prezioso per conoscere e indagare le tante specie di vitigni esistenti nella nostra Regione e, allo stesso tempo, vuole essere, oggi, uno spunto di riflessione per l’intero settore della vitinivicoltura che ha subito rapidi cambiamenti negli ultimi cinquant’anni. Se è vero infatti che da quando è nato il Consorzio del Chianti, nel 1927, i produttori di vino hanno sempre cercato di mantenere intatto il paesaggio toscano, unico e inimitabile, è vero che, recentemente, “per i nostri vigneti si è affermato un accorpamento che ha portato a vaste zone di monocoltura, travolgendo ogni utopistico intento di conservare il nostro paesaggio agrario”, ha spiegato il presidente dell’Accademia dei Georgofili Franco Scaramuzzi. “Accogliamo con favore la pubblicazione del manoscritto che rappresenta una sfida per l’innovazione della viticoltura toscana – ha commentato il presidente della Regione Toscana Claudio Martini -. La riscoperta e il recupero dei vitigni autoctoni e la loro valorizzazione enologica è una delle prove più interessanti di questo settore: il nostro obiettivo è diffondere, recuperare, diffondere e valorizzare sul nostro territorio vitigni autoctoni di qualità”. Hanno partecipato all’incontro Stefano Barzagli, direzione generale Sviluppo economico settore Produzioni agricole vegetali della Regione Toscana; Nunzio Capurso, presidente del consorzio Vino Chianti; Daniele Vergari, presidente dell’Associazione G.B. Landeschi.

Redazione Nove da Firenze