Autismo: un progetto di cura che viene dagli Usa

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
22 novembre 2007 19:08
Autismo: un progetto di cura che viene dagli Usa

Firenze- L’autismo è una malattia di competenza non solo dei neuropsichiatri, ma soprattutto dei medici internisti. Ed è provato che quando si curano tempestivamente e si risolvono una serie di disturbi organici ritenuti generalmente correlati all’autismo (gastroenteriti, deficienze immunitarie ecc.) anche l’autismo regredisce. Ad affermarlo è il dottor Franco Verzella, medico privato che da anni si occupa dei bambini autistici e che fa parte dell’associazione Dan Europe (nata dalla costola di Dan Usa, associazione che da trent’anni studia e combatte questa patologia con interventi a largo raggio).

Verzella è stato ascoltato questa mattina dalla commissione Sanità, presieduta da Fabio Roggiolani dei Verdi, per la presentazione di un suo progetto in materia. I casi di autismo negli Stati Uniti, guardando i dati prodotti dal Center for Disease Control, sono in vertiginoso aumento: da un caso su 2000 bambini che si registrava nel 1980 si è passati a un caso su 150 di oggi. In Italia non esistono statistiche precise, ma i dati a disposizione indicano anche qui un incremento costante dei casi di autismo e di quelli che vengono generalmente schedati come disturbi dell’apprendimento.

Secondo il medico e secondo la teoria degli psicologi molecolari l’autismo non è tanto una disabilità di tipo psicotico su base genetica, come sostenuto dalla neuropsichiatria, quanto “una fragilità genomica che degenera in patologia per il bombardamento da inquinamento a cui siamo sottoposti”. In altre parole, bambini che in passato sarebbero stati normali, pur presentando qualche fragilità nel Dna, sviluppano oggi l’autismo nei primi anni di vita a causa soprattutto di due fattori: l’inquinamento ambientale e alimentare da un lato e gli antibiotici e i vaccini plurivalenti somministrati in età precoce dall’altro.

Ma i ricercatori del Dan hanno visto che curando da subito quei disturbi che quasi sempre si accompagnano all’autismo, come le patologie gastrointestinali e immunitarie, la malattia regredisce fino a permettere in qualche caso il recupero del bambino. Particolarmente efficace sembra essere una dieta priva di glutine, soia, caseina, zucchero. “Stando così le cose è chiaro che la prevenzione e la diagnosi precoce sono importantissime” ha detto il medico. Per questo il dottor Verzella ha chiesto alla commissione Sanità di propugnare l’avvio in Toscana di un progetto che prevede la creazione di unità funzionali tutte dedicate ai bambini autistici, composte da due pediatri e da alcuni infermieri più da una serie di consulenti esterni che possano seguire il bambino per la cura e la riabilitazione: gastroenterologo, psicologo, nutrizionista, immunologo, neurologo, farmacologo, esperto di medicine complementari.

Secondo il presidente della commissione Sanità Roggiolani è urgente verificare i dati della malattia anche in Toscana e auspicabile provare poi il trattamento su un numero determinato di bambini per verificare se c’è miglioramento. (cem)

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