25 aprile nel segno della libertà e della resistenza

L’intervento del sindaco Nardella sull’Arengario di Palazzo Vecchio per la pace in Siria: “Firenze chiede di cessare l’offensiva militare”. Toccafondi, “Grati a chi perse la vita per darci la libertà. Ricordiamo senza ideologie partigiani e soldati alleati". A Prato gli interventi della presidente Anpi Angela Riviello, del costituzionalista Maurizio Fioravanti e del sindaco Matteo Biffoni


FOTOGRAFIE — Firenze, 25 aprile 2018- Oggi, 25 aprile, Firenze ha ricordato il 73° anniversario della Liberazione nazionale. Le celebrazioni in città, medaglia d’oro della Resistenza, sono iniziate alle 10 in piazza Santa Croce, dove è stata deposta una corona di alloro ai Caduti di tutte le guerre alla presenza delle autorità civili, militari e religiose con i gonfaloni del Comune di Firenze, della Regione Toscana e della Città metropolitana di Firenze, la bandiera del Comitato Toscano di Liberazione Nazionale del Corpo Volontari della Libertà e i labari delle associazioni dei partigiani. A seguire le preghiere di suffragio e un corteo che ha raggiunto piazza della Signoria, dove sull’Arengario di Palazzo Vecchio si è tenuta la cerimonia ufficiale con l’intervento del sindaco Dario Nardella e l’orazione ufficiale della vicepresidente nazionale dell’Anpi Vania Bagni. Nel corso della cerimonia al partigiano Antonio Crepaldi, che partecipò alla Liberazione di Firenze e attualmente residente a Pavia, è stata consegnata una pergamena e il ‘Giglio della Liberazione’.

"25 aprile. Che sia giornata di riflessione, di memoria e di festa. Senza polemiche. Viva la libertà, viva la Liberazione. La festeggio in piazza nella mia Firenze" Ha scritto Matteo Renzi su twitter.

"La giornata della liberazione sia festa di vera riconciliazione nazionale, di concordia e di libertà di tutti i cittadini, senza ideologie e preconcetti ricordiamo migliaia di giovani che dettero la vita per la nostra libertà. È fondamentale ricordare chi ha lottato e perso la vita, che fossero giovani partigiani o soldati di altre nazioni. La distesa di croci bianche del cimitero statunitense dei Falciani ci ricorda il sacrificio di migliaia di giovani che morirono lontano da casa, salvando l'Italia dalla dittatura". Questo quanto dichiarato, in occasione del 73° Anniversario della Liberazione d’Italia, dall’Onorevole Gabriele Toccafondi che quest’oggi ha aderito alle manifestazioni ufficiali organizzate dal comune di Firenze e poi si è recato al cimitero americano dei Falciani per depositare una corona di fiori e rendere omaggio ai soldati americani e alleati morti in guerra nel nostro territorio. “Nel sacrario dei Falciani – ricorda Toccafondi - riposano più di 4000 militari statunitensi, e in una parete di granito sono riportati i nomi dei circa 1400 militari Usa dispersi. Durante tutta la Campagna d’Italia i caduti americani furono oltre 31.000, con oltre 90.000 feriti e 10.000 dispersi. A loro va la nostra gratitudine. Faccio mie le parole dette ieri dal Presidente Mattarella sul valore ultimo di questa giornata“Tramandare la memoria di quanto successo rappresenta un servizio alla democrazia e alla memoria del nostro popolo. E’ di grande importanza far conoscere ai giovani, con le testimonianze, il valore dell'impegno, della responsabilità e della solidarietà”.”

Oggi, alle ore 13, una delegazione del Partito Radicale si è recata al cimitero di Trespiano per rendere omaggio a Ernesto Rossi, Gaetano Salvemini e Nello Traquandi, storiche figure dell'antifascismo federalista, liberale e socialista. La delegazione, composta da Rita Bernardini e Maurizio Turco della presidenza del Partito Radicale, Grazia Galli, Emanuele Baciocchi e Massimo Lensi dell’associazione per l’iniziativa radicale “Andrea Tamburi” di Firenze e Vincenzo Donvito, presidente dell'Aduc, ha ribadito la necessità di riprendere le fila del disegno federalista europeo così come tracciato nel Manifesto di Ventotene da Ernesto Rossi e Altiero Spinelli, senza dimenticare l'importante contributo delle loro compagne, Ada Rossi e Ursula Hirschmann. La delegazione si è poi recata presso la tomba del militante radicale Andrea Tamburi, scomparso a Mosca nel 1994 per onorarne l'impegno in favore delle minoranze discriminate dai totalitarismi.

Il 25 aprile è stata festa grande nel Chianti. La memoria è un’eco diffusa che si moltiplica nei Comuni di Greve, San Casciano, Barberino e Tavarnelle con il coinvolgimento attivo della comunità e degli studenti. Un ricco programma di iniziative evoca e ripercorre il settantatreesimo anniversario della Liberazione negli spazi pubblici dell’Unione comunale attraverso i linguaggi e le forme di espressione più diversi come la musica, la lettura, il teatro e la rievocazione storica. Alle cerimonie itineranti con la deposizione delle corone ai monumenti ai caduti, si aggiungono numerose le iniziative organizzate dalle amministrazioni comunali in collaborazione con le associazioni locali volte a rendere collettivo e partecipato l’anniversario della Liberazione. A Panzano, nel comune di Greve in Chianti, il 25 aprile, come tradizione vuole, imperversa la storia e la rievocazione con la Festa della Stagion Bona.

Grande partecipazione stamani alla Festa organizzata dal Comune di Prato per il 73° anniversario della Liberazione dall'occupazione nazifascista. Le celebrazioni sono iniziate stamani con i rintocchi della campana di Palazzo Pretorio, "La Risorta", e la deposizione di corone di alloro ai Monumenti ai Caduti e cippi commemorativi da parte di una delegazione istituzionale guidata dalla presidente del Consiglio comunale Ilaria Santi e Massimo Nocentini dell'Associazione Nazionale Partigiani Anpi. Con grande emozione all'omaggio alla stele di Schignano era presente anche il partigiano Renato Pozzi, classe 1924. Al termine della Messa nella Cattedrale di Santo Stefano, da piazza del Duomo è partito il corteo verso piazza Santa Maria delle Carceri con in testa il Corpo dei Valletti comunali, il Gonfalone del Comune di Prato, il sindaco Matteo Biffoni, il prefetto Rosalba Scialla e il sottosegretario di Stato del Ministero dello Sviluppo Economico Antonello Giacomelli. Erano presenti inoltre l'assessore regionale alle Attività Produttive Stefano Ciuoffo, i consiglieri regionali Ilaria Bugetti e Nicola Ciolini e i i neoparlamentari Erica Mazzetti, Giorgio Silli e Patrizio La Pietra. In piazza S.M. delle Carceri si è tenuta la tradizionale cerimonia militare con l'Alzabandiera solenne e la deposizione della corona di alloro al Monumento ai Caduti, alla presenza delle massime autorità civili e militari della città, Anpi, Aned e associazioni combattentistiche e d'arma. Subito dopo la cerimonia si è spostata in piazza del Comune, dove tra bandiere, labari, l'Inno italiano, Bella ciao e canti partigiani e popolari hanno preso la parola la presidente provinciale di Anpi Angela Riviello, il professore emerito dell'Università degli studi di Firenze Maurizio Fioravanti e il sindaco Matteo Biffoni. Nel suo intervento la presidente Riviello ha voluto ricordare Vivetta Romolini, la partigiana Tata, protagonista importante della Resistenza pratese scomparsa l'anno scorso, che nel primo anniversario del 25 aprile affermò che quella festa segnava un nuovo inizio, nonostante gli anni di sofferenze e violenza subiti durante la guerra: «La prima cosa da combattere è l'invito ad archiviare la storia - ha detto Riviello - perchè il "mostro" non ha sempre la stessa faccia, ma ha sempre gli stessi comportamenti. Per questo è giusto ricordare e festeggiare il 25 aprile, ma con lo spirito di chi guarda avanti, non con nostalgia». Il professor Fioravanti, da storico delle Costituzioni moderne, ha ricordato le origini della nostra Costituzione repubblicana, determinata dal 25 aprile 1945: «La Nazione italiana il popolo italiano traggono origine da quegli anni e la Costituzione ne è la sintesi - ha affermato il docente - In seguito anche alla "fusione fredda" del 1861, nel nostro Paese storicamente non c'era una spiccata tradizione all'unità politica. Il sentimento nazionale è nato con la lotta al nazifascismo». In conclusione il sindaco Biffoni ha fatto riferimento al presidente emerito della Repubblica Giorgio Napolitano, operato d'urgenza ieri a causa di un malore, bersagliato sul web dai "leoni da tastiera" con commenti ingiuriosi: «E' giusto oggi festeggiare il 25 aprile, la Costituzione e la Resistenza, ma riprendiamo anche il filo culturale che ci ha portato alla Liberazione della città e della Nazione - ha detto il sindaco - Riprendiamo in mano il bandolo della matassa riconoscendo l'altro, il rispetto della persona e di chi si occupa della cosa pubblica. C'è una soglia da non superare, è sempre necessario il rispetto per chi opera per il bene comune partendo da idee diverse». La giornata di festa è poi proseguita nel pomeriggio con il concerto della Filarmonica Puccini e dell'Ensemble "Tacito Accordo", musica popolare e d'autore, per chiudere in allegria la Festa di tutti.

A Chiusi tanti cittadini hanno partecipato ai festeggiamenti in onore del 25 aprile. Il sindaco, gli assessori, il consigliere regionale Scaramelli, i consiglieri di comunali, l’associazione Anpi di Chiusi, le forze militari e civili e la Filarmonica Città di Chiusi hanno onorato i caduti di tutte le guerre facendo visita, nell’ordine, ai monumenti di Montallese, Macciano, Rione Carducci, Chiusi Scalo (di fronte alla stazione ferroviaria e in piazza Garibaldi) e Chiusi Città (loc. Il Prato e Largo Cacioli).

Redazione Nove da Firenze