Rubrica — Agroalimentare

Xylella, focolaio in Toscana: l'approfondimento

Dai primi accertamenti è emerso che il batterio ritrovato sarebbe differente da quello che ha colpito l’olivicoltura pugliese


La Regione Toscana rende noto che il Servizio fitosanitario, nel corso del monitoraggio ufficiale per Xylella fastidiosa, ha rinvenuto per la prima volta sul territorio regionale, nel comune di Monte Argentario, alcune piante colpite dal batterio che attacca solamente alcune specie vegetali sensibili, portandole al disseccamento. Dai primi accertamenti è emerso che il batterio ritrovato appartiene alla sottospecie Multiplex, differente da quello che ha colpito l’olivicoltura pugliese, una sottospecie finora mai rinvenuta in Italia ma presente in Corsica e in Spagna.

"La Regione si è attivata sin dal 2013, a seguito dell'emergenza Xylella in Puglia. Da oltre 4 anni compie controlli preventivi molto scrupolosi su tutto il territorio regionale, circa 10 mila ad oggi", ha detto l'assessore all'agricoltura Marco Remaschi.
"Proprio questo sistema di vigilanza continua, da parte del servizio fitosanitario regionale, ci ha consentito di individuare in maniera precoce il minimo segnale di presenza di piante colpite garantendo così interventi tempestivi di controllo ed eradicazione. Siamo fiduciosi di un esito positivo della vicenda anche in virtù del fatto che le numerose analisi compiute non hanno assolutamente evidenziato infezioni a carico di olivi sul nostro territorio. Inoltre l'area interessata è situata nei dintorni dell'abitato di Porto Santo Stefano, zona particolarmente isolata dal resto del territorio toscano per la presenza della laguna di Orbetello che la separa dalla terraferma e non vede la presenza di particolari aree agricole sensibili. Il che garantisce una limitazione naturale delle potenziali vie di diffusione".

Per ora non si conosce l'origine dell'infestazione, ma tra le ipotesi più accreditate vi è quella dell'introduzione nella zona di piante contagiate o il trasporto di insetti vettori della malattia, provenienti da località francesi o spagnole. La positività al batterio è stata rilevata su 40 piante arboree ed arbustive a seguito di oltre 1000 rilievi effettuati nel 2018. Tra le piante trovate infette ci sono ginestre, poligale mirtifolia mandorli e calicotome.

"Il rinvenimento tempestivo di questo focolaio dimostra il grande sforzo profuso dal Servizio fitosanitario regionale per il monitoraggio del territorio grazie al quale è possibile un'efficace eradicazione", ha continuato Remaschi. "Questo è possibile applicando le misure fitosanitarie previste dalla norma nazionale ed europea, ovvero distruggendo le piante colpite con sintomi sospetti e nelle immediate vicinanze, e istituendo una zona cuscinetto nei 5 km circostanti da sorvegliare attentamente".
All'interno di quest'area sarà condotto un monitoraggio costante per escludere la presenza di ulteriori piante infette e sarà disposto il blocco della movimentazione delle piante sensibili. Le azioni di controllo ed eradicazione saranno facilitate dalla conformazione geomorfologica del territorio in questione, peraltro di piccola estensione.

“Secondo quanto dichiarato dalla Regione – ha commentato Fabrizio Filippi, presidente di Coldiretti Toscana – non esistono condizioni per inutili allarmismi anche perché non sono state evidenziate infezioni a carico di olivi. Oltretutto le piante colpite, una quarantina in tutto, sono ginestre e mandorli nei dintorni di Porto Santo Stefano – da dove il batterio potrebbe essere sbarcato - zona particolarmente isolata dal resto del territorio toscano per la presenza della laguna di Orbetello. Le potenziali vie di diffusione sono quindi limitate dalla natura dell’area. Apprezziamo il lavoro di monitoraggio svolto dal Servizio fitosanitario regionale – continua Filippi - grazie al quale è possibile, con una identificazione tempestiva dei focolai, una rapida ed efficace azione di eradicazione attraverso la distruzione delle piante colpite e la istituzione di una zona di rispetto. Evitiamo qualsiasi forma di allarmismo perché gli oliveti ed i vigneti così importanti per l’economia ed il paesaggio della toscana non corrono alcun rischio. Coldiretti Toscana sosterrà l’azione della Regione nell’applicare in modo rigido il protocollo su base scientifica – ha sottolineato Antonio De Concilio, direttore di Coldiretti Toscana- e non si tollereranno interferenze e speculazioni di alcuno, che rischiano di ripercuotersi sull’economia delle imprese e di interi territori”.

Francesco Mati, presidente sezione prodotto florovivaistico Confagricoltura Toscana commenta il ritrovamento nella zona di Monte Argentario di un focolaio di xylella fastidiosa: “E una notizia che non ci coglie di sorpresa perché sappiamo che vengono effettuati periodicamente controlli su tutto il territorio. Ed è proprio grazie a questa azione di prevenzione che è stato individuato e prontamente isolato il problema con una cintura di salvaguardia di 5 chilometri come prevede la normativa europea. Per fortuna possiamo contare su un servizio fitosanitario della Regione Toscana davvero all'avanguardia. E di questo vogliamo ringraziare l'assessore Marco Remaschi e il dott. Lorenzo Drosera responsabile del servizio. La cattiva notizia è che questa scoperta conferma ciò che da tempo diciamo, e che cioè oramai l'Europa è sotto attacco da fitopatologie provenienti dall'altra parte del mondo a causa di uno scarso controllo entro i confini europei delle merci in entrata. Voglio tranquillizzare le nostre aziende e i nostri clienti – continua Mati -, perché la zona vivaistica di Pistoia è salvaguardata dato che siamo costantemente sottoposti come vivaisti a controlli a tappeto e questo ritrovamento è proprio la riprova che questi controlli vengono fatti con scrupolo e in maniera non episodica. Quando mandiamo le nostre piante all'estero, oramai copriamo 56 Paesi nel mondo, abbiamo la certezza di esportare piante di totale qualità anche sotto il punto di vista fitosanitario”.

“La Toscana è probabilmente al top in questo tipo di azioni preventive - aggiunge il presidente sezione prodotto florovivaistico Confagricoltura Toscana -. Purtroppo però non si può dire la stessa cosa per altre realtà europee nelle quali i controlli sono fatti in maniera sporadica. Non a caso abbiamo presenza di xylella in Corsica e in altre parti della Francia e della Spagna. E' un problema che non va sottovalutato perché stiamo assistendo a una espansione in tutto il continente europeo. Per quanto riguarda i nostri prodotti e le nostre produzioni siamo tranquilli perché il sistema fitosanitario della Regione ci garantisce che questo ceppo di xylella non solo è diverso dal ceppo pugliese, ma è già stato isolato e prontamente, così ci è stato garantito, sarà debellato assieme alle piante infette che saranno abbattute e distrutte” conclude Mati.

 Luca Brunelli, presidente Cia Toscana, commenta: "Non possiamo nascondere una certa preoccupazione a seguito della notizia della presenza di un focolaio di xylella fastidiosa in Toscana. Visti i danni che da anni la xylella sta facendo in Puglia, l’auspicio è che si tratti di un caso isolato e circoscritto e soprattutto che non vada ad interessare le piante di pregio di interesse agricolo, in particolare l’olivo e la vite. Abbiamo piena fiducia nel lavoro del Servizio fitosanitario regionale della Toscana che sta facendo monitoraggi regolari e costanti sul territorio toscano, e nell’ultimo di questi ha infatti scoperta la presenza del batterio. Quindi evitiamo psicosi e timori per il momento non giustificati visto che tra le piante trovate infette, abbiamo ginestre, mandorli, rosmarino, e altre piante; ma non olivi. Siamo fiduciosi di un esito positivo della vicenda anche in virtù del fatto che le numerose analisi compiute non hanno assolutamente evidenziato infezioni a carico di olivi sul nostro territorio".

Redazione Nove da Firenze