Trasporti in Mugello, la denuncia dei pendolari: Faentina in ritardo

La stragrande maggioranza dei pendolari sceglie il mezzo privato per raggiungere la città


Non il solito elenco di inefficienze a cui i pendolari della linea ferroviaria Faentina sono sottoposti ma un documento con cui il Comitato Pendolari del Mugello richiama l’attenzione delle istituzioni e delle forze politiche sulla situazione dei trasporti nel Mugello.

 "L’ultimo censimento assegna ai comuni del Mugello oltre 64.000 abitanti, per quanto non aggiornati i dati sul pendolarismo ci dicono che la mobilità verso Firenze è forte e che la stragrande maggioranza dei pendolari sceglie il mezzo privato per raggiungere la città con punte che superano sempre il 50% e che nel caso di Vaglia e Vicchio arrivano al 74%. Gli effetti sono quelli che si possono registrare ogni giorno sulle due vetuste arterie che collegano il Mugello e l’Alto Mugello con il capoluogo, la via Faentina e la via Bolognese sono ogni giorno prese d’assolto da migliaia di autovetture che inevitabilmente finiscono per incolonnarsi alle Cure o in Piazza della Libertà. E quando come nelle scorse settimane si verifica un blocco sulla strada (l’acquedotto di via Bolognese) a risentirne è il traffico dell’intera città.
Ma perché ogni giorno oltre 10.000 mugellani scelgono il mezzo privato per fare poco più di trenta chilometri?
Una distanza che in ogni città che rispetti sarebbe considerata nell’ambito dell’area metropolitana. Chiedetelo a chi li usa i mezzi pubblici e la risposta vi sarà chiara.
La linea ferroviaria Faentina è un infrastruttura vecchia e fragile. Da quando, nel 1999, è stata riaperta nessun intervento di potenziamento e di riqualificazione ha contribuito a renderla più funzionale e attrattiva. Se si esclude l’adozione del Memoriario da allora nessuna corsa in più, nessun treno in più, nessun servizio in più. I mugellani sono da venti anni relegati ai binari 17 e 18 praticamente fuori dalla stazione di Santa Maria Novella con il rischio ogni giorno di perdere la coincidenza per il tempo che occorre per attraversare l’intera stazione. La Faentina è l’unica linea ferroviaria toscana che in estate si è fermata per i binari liquefatti ( versione diffusa da Trenitalia) ma è anche quella che si ferma per 5 centimetri di neve ( come da contratto di servizio alla voce “piano neve“), ma ci fermiamo anche per i binari sporchi, gli animali vaganti, i passaggi a livello guasti. Da anni sottoponiamo alla Regione Toscana il problema del sovraffollamento delle corse più usate dagli studenti (in particolare quelle delle 13.40 e 14.40 da Firenze verso il Mugello) dove da quando sono riprese le lezioni ogni giorno si viaggia in piedi. Da anni segnaliamo che l’ultima corsa alle 20.40 penalizza l’enorme quantità di lavoratori (commercio, ristorazione etc…) che non hanno così un treno per tornare a casa. Da anni contestiamo a Trenitalia perfino la quantificazione dei ritardi che ai pendolari appaiono sempre più consistenti di quanto il gestore dichiara (dati che poi la Regione utilizza per i trionfali report diffusi)"
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A fronte di tutto questo "il Comitato si è dovuto battere in questi anni per la difesa del servizio invece che per il suo potenziamento, perché anche il poco che abbiamo è soggetto ad attacchi. Ci siamo battuti, insieme alle istituzioni locali, contro la soppressione dei binari, contro la chiusura delle biglietterie, contro la soppressione delle corse nei mesi estivi. Ma ora chiediamo alla Regione Toscana e alla Città Metropolitana di porre l’attenzione su questo territorio e sui servizi di trasporto pubblico.
Non si può non pensare all’evoluzione di questa ferrovia in una linea metropolitana, con più corse e treni nuovi. Firenze sta per dotarsi di una nuova linea di tranvia completando un sistema che collegherà la stazione con aree cruciali della città come l’area ospedaliera di Careggi e la sua Università, l’aeroporto, il tribunale, il Polo Universitario di Novoli. Dal Mugello si può essere in poco più di un ora in zone strategiche dal punto di vista dei servizi, dello studio e del lavoro".

Ma se i mugellani volessero abbandonare l’auto e prendere il treno?
"Abbiamo bisogno di un nuovo servizio di trasporto efficiente, cadenzato e puntuale che potrebbe ridare vita anche alle piccole stazioni abbandonate lungo la Faentina. Chi dice che per questo servizio non c’è utenza mente sapendo di mentire o non è capace di analizzare lo sviluppo di un moderno servizio di trasporto.
Un segnale nella direzione dello sviluppo della Faentina poteva essere dato dall’utilizzo dei fondi che il Mugello aspetta da oltre 20 anni per i danni subiti dall’attraversamento dell’Alta Velocità, i famosi 31 milioni di euro che l’allora vice ministro Riccardo Nencini, due anni fa, dichiarò trionfalmente di aver ritrovato. Purtroppo quei soldi hanno preso un altra strada ( è proprio il caso di dire), perché con l’avvallo della Regione Toscana e dei sindaci del Mugello sono finiti in Val di Sieve e in infrastrutture stradali.
A parole Trenitalia e il suo nuovo amministratore delegato, Giovanni Battisti, dicono di voler mettere al centro proprio i pendolari (6 miliardi di euro!). Mettiamoli alla prova.
Ora tocca alla politica dare un segnale di attenzione verso questo territorio. Secondo gli accordi tra Regione Toscana e Trenitalia e in base al contratto di servizio sulla Faentina non è prevista l’immissione di treni nuovi e di nuove corse per almeno i prossimi sei anni.
Possiamo aspettare tanto? Il Mugello può permettersi di essere collegato al capoluogo con autobus che scendono dalla montagna e da una ferrovia dell’800? Noi pensiamo di no. Per questo chiediamo al consiglieri regionali e della Città Metropolitana, ai partiti, alle istituzioni locali di farsi carico del problema. Aspettiamo fiduciosi".

Redazione Nove da Firenze