Rifiuti, cambia il punto di vista: dalla paura degli scarti allo spreco degli imballaggi

Nell'agenda del ministero la riduzione del packaging che infiocchetta il prodotto, incidendo sul prezzo e sui volumi


Il Ministro dell'Ambiente Sergio Costa, già comandante della Regione Campania dei Carabinieri Forestali inserito da Luigi Di Maio nella squadra di governo, interviene ad Omnibus su La7 per fare il punto sul tema dello smaltimento dei rifiuti in Italia.

Il ministro attira l'attenzione sul confezionamento dei prodotti di consumo in distribuzione, quegli imballaggi o packaging che spesso risentono della necessità di comunicare immagini e contenere informazioni, a volte incidendo sul prezzo finale del prodotto. Si possono ridurre? Secondo Sergio Costa è questo un punto fondamentale per il futuro del Paese ed il ministero intende avviare una forte sensibilizzazione in tal senso, anche potenziando l'educazione ambientale fin dalle scuole. Una offerta didattica che il gestore fiorentino Alia già svolge sul territorio.

La Toscana ha recentemente affrontato il tema dei rifiuti con malcelato timore a seguito della sospensione dei piani di sviluppo per l'incenerimento e della preannunciata dismissione delle discariche. Sono al vaglio soluzioni istituzionali sulle quali tentano di inserirsi i comitati di ambientalisti e le associazioni che da anni professano il credo dei Rifiuti Zero.
Dopo anni di dibattito, in condizioni di estrema difficoltà economica, molti comuni si sono attivati per progettare una raccolta differenziata, ed alcune località regionali spiccano nelle classifiche di Legambiente come Comuni Ricicloni
Intervenire sul compostaggio è fondamentale, ma attivarsi per differenziare il superfluo rischia di incidere sugli sforzi profusi. Per intervenire a monte occorre ridurre il volume dei rifiuti che ogni famiglia produce quotidianamente. 

La grande distribuzione propone spesso sugli scaffali prodotti incartati in vari materiali, un esempio classico sono le uova inserite in contenitori di plastica ed avvolte da fascette di cartone, ma anche lo yogurt, sempre plastica e cartone, ed ancora la pasta, pensiamo al riso impacchettato sottovuoto e confezionato in cartoni, la carne o il pesce avvolti in pellicole e vaschette multimateriale in alcuni casi con carta assorbente per uso alimentare.
Quanto incidono gli imballaggi nella capienza del sacchetto dei rifiuti domestici? Pensiamoci.

Piccoli negozi hanno tentato di invertire il trend con distributori di pasta, cereali, bevande, detersivi, ma scardinare l'uso e la consuetudine del confezionamento dovuto al boom economico non è facile. 
Chi continua a rifornirsi nei mercati rionali riscontra probabilmente una sensibile differenza nella differenziazione dei rifiuti e forse fa anche meno visite ai cassonetti stradali.
Il modo migliore per rendersi conto dell'incidenza delle singole confezioni sul volume dei rifiuti prodotti è quello di effettuare una corretta differenziazione tra le mura di casa. Un primo passo verso la consapevolezza.

Antonio Lenoci