Novità straordinarie nei musei toscani questo mese

​Tra porcellane quasi introvabili, tombe sismiche e accesso senza barriere. E domenica 4 sono gratuiti

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
02 Ottobre 2026 13:45
Novità straordinarie nei musei toscani questo mese

Quante volte crediamo di conoscere già ogni angolo della Toscana, dimenticando che il suo patrimonio culturale custodisce ancora meraviglie nascoste ed esperienze capaci di sorprenderci? A ottobre, la regione si trasforma in un vero cantiere d'arte e cultura, complici i consueti appuntamenti ad ingresso gratuito della #domenicalmuseo e le iniziative diffuse della Settimana della Geodiversità — che quest'anno invita a esplorare la storia del pianeta tra itinerari sul campo a Livorno e la nuova sala dei minerali della Toscana a Calci.

Questo mese offre l'occasione perfetta per uscire dai percorsi turistici tradizionali e svelare dettagli poco noti, capolavori di estrema rarità ed esperienze d'inclusione che stanno rivoluzionando il modo di vivere i musei toscani. 

Immaginate un segreto di porcellana capace di sfidare oltre quattro secoli di storia: al Museo di San Marco a Firenze è oggi possibile ammirare una nuova esposizione di due rarissimi vasi della fine del Cinquecento, giunti in dono da una collezionista privata. Si tratta di straordinari esemplari di Porcellana Medici, la primissima manifattura europea ideata da Francesco I nel vicino Casino di San Marco, rimasta attiva soltanto tra il 1575 e il 1587. In tutto il pianeta ne sopravvivono appena settanta pezzi. I due manufatti — un boccale con raffinati decori floreali d’ispirazione orientale e un vaso ovoidale con anse a serpentina — recano sul fondo il celebre marchio con la cupola del Brunelleschi dipinta in azzurro, e si inseriscono perfettamente nel percorso espositivo accanto alle maioliche rinascimentali della collezione permanente.

Poter osservare da vicino oggetti così fragili, preziosi e storicamente unici rappresenta un'opportunità eccezionale. L'allestimento permette di cogliere l'impatto delle audaci sperimentazioni alchemiche e artistiche promosse dalla corte medicea, mettendole direttamente in connessione con la memoria storica custodita all'interno del museo.

Un tragico cataclisma dell'antichità che si trasforma in una straordinaria lezione d'architettura: nell'Area archeologica di Comeana (Tumulo di Montefortini), la struttura dei monumenti conserva la memoria visibile di un evento drammatico. Il sito si distingue per un'imponente tomba a tholos con vestibolo rettangolare e cella circolare di oltre sette metri di diametro, protetta da una collinetta artificiale che raggiunge tuttora i 12 metri d'altezza. Accanto ad essa sorge una seconda tomba a camera rettangolare, eretta a seguito del crollo parziale della copertura della prima, provocato quasi certamente da un violento sisma alla fine del VII sec. a.C.

Un evento naturale devastante avvenuto nell'antichità ci restituisce oggi una testimonianza architettonica doppia di enorme fascino. I ricchissimi corredi funebri rinvenuti nelle celle non si limitano a testimoniare il rango e il prestigio della famiglia aristocratica committente, ma ne attestano anche la sorprendente capacità di intrecciare fitte relazioni internazionali già in epoca arcaica.

Settant’anni dopo la prima storica inaugurazione post-bellica del 1956, il Museo della Collegiata di Sant’Andrea ad Empoli riapre le sue porte al pubblico completamente rinnovato nell'accessibilità. Grazie ai fondi PNRR del Ministero della Cultura, al fondamentale contributo della Fondazione CR Firenze e alle risorse del Comune, le barriere architettoniche sono state abbattute attraverso un nuovo ingresso affacciato su Piazza Farinata degli Uberti e l'installazione di un ascensore al piano nobile.

I nuovi spazi ricavati nel corridoio di San Giovanni (risalente al 1464) ricongiungono la chiesa, il battistero — che custodisce capolavori come il Vir Dolorum di Masolino e il fonte battesimale di Rossellino — e il Palazzo della Propositura. Il rinnovato percorso si articola in oltre 90 opere distribuite su 7 sale, capaci di ripercorrere cinque secoli d'arte tra pale d'altare del piviere e preziose donazioni private, risaldando il legame profondo con la città nata attorno alla pieve nel 1119.

A testimonianza dell'alto valore civile e culturale dell'opera per l'intera comunità, il Proposto don Guido Engels ha dichiarato: "Se Firenze è la città dell'arte per eccellenza, Empoli è la città della pace, come attesta la sua storia e il carattere dei suoi abitanti."

L'abbattimento delle barriere fisiche e cognitive si trasforma qui in uno strumento concreto per riappropriarsi dell'identità cittadina. Permettere a chiunque di fruire agevolmente della memoria storica locale dimostra come l'accessibilità sia la chiave fondamentale per rendere il patrimonio artistico un bene davvero vivo e condiviso.

Può l'arte tridimensionale superare ogni barriera linguistica e cognitiva? Al Cassero per la scultura italiana dell'Ottocento e del Novecento di Montevarchi prende il via la sesta edizione di Vorreiandarealmuseo. La grande novità di quest'anno è un articolato e rigoroso progetto incentrato sulla Comunicazione Aumentativa e Alternativa. L'istituzione sta integrando la trasposizione in simboli della storia sociale del museo, la progettazione dell'etichettatura degli ambienti, la creazione di mappe orientative e tabelle comunicative per il personale di sala, oltre all'adattamento dei testi secondo i criteri dell'Easy-to-read, per garantire pieno supporto ai visitatori con bisogni comunicativi complessi.

L'esperienza della scultura si conferma così un laboratorio d'avanguardia per l'inclusione sociale. Mostrare che le forme d'arte plastica possono essere decodificate e comprese attraverso linguaggi simbolici alternativi trasforma il museo in uno spazio aperto, accogliente e accessibile ad ogni tipologia di pubblico.

Un legame spirituale e culturale lungo otto secoli unisce due centri fondamentali della terra aretina. In occasione della giornata ad ingresso gratuito del 4 ottobre 2026, la Basilica di San Francesco ad Arezzo offre l'esposizione straordinaria del Cuscino di San Francesco, preziosa reliquia giunta da Cortona. Si tratta del cuscino su cui il Santo adagiò il capo nel momento della morte (il Transito), avvenuta il 3 ottobre 1226 alla Porziuncola. Collocata nei pressi dell'Altare Maggiore, la reliquia è al centro di una solenne celebrazione presieduta dal Vescovo Mons.

Andrea Migliavacca, con il Sindaco di Arezzo impegnato a offrire l'olio per la lampada votiva a nome della comunità. Per i visitatori c'è anche un'ottima opportunità pratica: presentando il biglietto di uno dei quattro musei statali aretini (Basilica di San Francesco, Casa Vasari, Museo d’Arte Medievale e Moderna o Museo Archeologico "Gaio Cilnio Mecenate"), si ha diritto al biglietto ridotto per la mostra "L'immagine di Francesco dal Medioevo al Novecento" alla GAMC di Arezzo, e viceversa.

Questa preziosa occasione dimostra come l'arte sacra e la devozione storica toscana sappiano creare sinergie dinamiche e circuiti di visita integrati tra città diverse, trasformando la memoria spirituale in un'occasione di scoperta culturale diffusa.

Non più semplici luoghi di conservazione, ma spazi attivi orientati al benessere psicofisico e all'integrazione sociale: la Galleria dell'Accademia di Firenze e i Musei del Bargello dedicano il mese di ottobre a percorsi educativi innovativi. Tra le proposte spiccano la visita tattile "Esplorare la forma immersa nel marmo. L’Atlante di Michelangelo", pensata per persone cieche e ipovedenti attraverso metodologie di object-based learning e slow-seeing, e il laboratorio "Ma come ti vesti?", ospitato nella splendida cornice di Palazzo Davanzati e realizzato in stretta collaborazione con l'USL Toscana Centro per le giovani utenti del presidio Disturbi Alimentari.

L'iniziativa evidenzia una maturazione profonda dell'istituzione museale. Aprendosi a progetti di sensibilizzazione sulla percezione corporea e sull'accessibilità sensoriale, il museo dimostra di poter impattare in modo diretto ed efficace sulla salute, sull'autostima e sulla qualità della vita sociale delle persone.

Il patrimonio culturale della Toscana dimostra di essere una realtà viva, dinamica e in costante evoluzione, capace di rinnovarsi sia nella tutela delle sue gemme più rare sia nell'apertura a ogni forma di accessibilità. 

Foto gallery
In evidenza