Mosca delle olive: un'APP sullo smartphone del servizio fitosanitario regionale

L'assessore Remaschi: “Vanno tutelati prodotti toscani DOP ed IGP”. Vigneti: la giunta regionale mette in vendita gli ultimi 54 ettari di diritti di reimpianto. Salvato vigneto storico in provincia di Siena. Allarme nel Chianti: produzione in calo del 10%


FIRENZE– Mosca delle olive? Cinipide del castagno? Niente paura, ora c'è un'APP che vi aiuterà con i consigli degli esperti del Servizio Fitosanitario della Regione Toscana. L'applicazione, che è già disponibile per android, lo sarà presto anche per i dispositivi IOS , si chiama AGROAMBIENTE.info ed è scaricabile gratuitamente da Playstore. Per trovarla basterà digitare Regione Toscana. Grazie alla nuova App si aprirà una finestra sul mondo di Agroambiente.info, il portale del Servizio Fitosanitario regionale, e gli operatori agricoli e quelli del verde, ma anche tutti i cittadini interessati, potranno conoscere in tempo reale per tutta la superfice regionale quali sono le zone sottoposte a vincoli derivanti da decreti nazionali di lotta obbligatoria e le condizioni di salute delle piante in relazione alle avversità monitorate. Per cominciare si è iniziato dalle avversità che interessano maggiormente l'utenza regionale: la mosca delle olive, il cancro colorato del platano, il cinipide del castagno. C'è anche la temuta Xylella fastidiosa, la patologia riguardante l'olivo, assente in Toscana, che viene sottoposta ad attento monitoraggio per prevenire la sua diffusione.

Saranno un po' più di 54 ettari i diritti di impianto e reimpianto vigneti che la Regione Toscana mette a disposizione dei viticoltori toscani in questo ultimo scorcio di 2015. I diritti avranno un costo di 1500 euro ad ettaro e saranno disponibili per tutti quei viticoltori che erano già inseriti nelle graduatorie delle province e della città metropolitana di Firenze ed erano rimasti insoddisfatti rispetto a precedenti assegnazioni per mancanza di superfice. In totale sono quasi 171 ettari i diritti di impianto e reimpianto appartenenti alla riserva regionale che sono steti messi sul mercato nei mesi scorsi dalla Regione. Ora una nuova delibera della giunta regionale autorizza l'immissione sul mercato di questi 54 ettari in modo da azzerare la riserva regionale in prossimità dell'entrata in vigore del nuovo sistema delle autorizzazioni, che sostituirà il regime dei diritti. Alla delibera di giunta seguirà a breve un decreto dirigenziale che darà seguito alla decisione del governo regionale.

Grazie ai diritti di impianto e reimpianto della riserva regionale è stato "salvato" un vigneto storico in provincia di Siena. Si tratta di un vigneto di 5 ettari situato nel comune di Castellina in Chianti, in una zona che fa parte del nucleo più antico del territorio del Chianti Classico. L'azienda, complessivamente, si estende su una quarantina di ettari, metà dei quali occupati da bosco, e i restanti suddivisi fra vigneti e oliveti, con al centro il casolare e la cantina. Il vigneto che sarebbe stato dismesso e che invece resterà così come è per almeno altri 10 anni è realizzato con "viti maritate" ed è localizzato in una zona a vincolo paesaggistico e caratterizzata dai tipici terrazzamenti. Al proprietario, che manterrà intatto questo vigneto storico, sono stati concessi in cambio diritti della riserva regionale di impianto per un appezzamento equivalente.

Un grido d’allarme dalla Toscana, per il rosso più conosciuto sia in Italia che all’estero. L’export pesa oltre il 70%, l’altra parte se la giocano in casa, per il 20% le grandi catene di distribuzione organizzata e per il 10% il canale HORECA. Il Presidente del Consorzio Vino Chianti, Giovanni Busi, lancia un grido d’allarme considerando le quantità di vino, ad oggi in magazzino, e la nuova vendemmia 2015 che risulta ottima in tutta la zona del Chianti ma con quantitativi inferiori a quella dello scorso anno. Busi dichiara:” Il Consorzio si trova con tre problemi: il primo, è quello della vendemmia ottima ma di scarsa quantità, il secondo, i magazzini sono sotto del 10% circa rispetto al trend normale e, il terzo, che il Consiglio di Amministrazione del Consorzio ha ristabilito, per la vendemmia 2015, l’immissione al consumo al 1 Marzo 2016. Questo ultimo aspetto significa che avremo di fronte un anno con 14 mesi e quindi un uscita del prodotto, maggiore del 18%. Il Consorzio sta aspettando con ansia i risultati delle denunce di produzione al fine di prendere immediatamente tutte le precauzioni per non far rimanere il mercato senza prodotto”. Prosegue Busi: “Di questo aspetto siamo molto felici, perché lavorare con carenza di prodotto permette di venderlo senza problemi e con buoni prezzi, ma dall’altra parte, ci deve essere una attenta riflessione sui flussi dell’imbottigliato che arriva sul mercato”. Anche Ivangiorgio Tarzariol, Presidente Assoenologi Toscana afferma una diminuzione del 15% rispetto all’annata 2014. Conclude: “In questi anni il Consorzio si è adoperato molto per portare le aziende sul mercato, sia per promuovere il prodotto che per trovare nuovi mercati, e oggi che i risultati stanno arrivando, non ci si può permettere di non far arrivare il Chianti su queste nuove piazze. Ad esempio, il ritorno ad Hong Kong all’International Wine and Spirits Fair ha sollevato commenti più che positivi da parte di trade e stampa: il Chianti infatti era presente con circa 50 aziende, occupando uno spazio importante di 200 mq e portando un immagine di un gran vino, sia in termini quantitativi che qualitativi”. Fonti confermate anche da Nomisma. Secondo Denis Pantini, Responsabile Wine Monitor, l’Osservatorio del Vino di Nomisma, tra il 1995 e il 2014 il numero di mercati mondiali dove si esportano vini rossi della Toscana è passato da 91 a 140; un “allargamento” del mercato che ha altresì comportato una crescita dei volumi esportati del 28%, passando da 74,1 a 94,8 milioni di litri. Le denunce di produzione si chiuderanno il 15 Dicembre, quindi dal 16 Dicembre il CdA del Consorzio Vino Chianti dovrà subito iniziare ad operare per trovare tutti gli strumenti idonei per far lavorare le aziende con i loro programmi di vendita. Certamente il prodotto non è in esubero quindi il Consorzio sollecita tutti gli attori della filiera di non affrettarsi a fare contratti con prezzi aggressivi, perché questo significherebbe un ulteriore aumento delle vendite cosa che accentuerebbe ancora di più il problema.

REMASCHI: OLIO, VANNO TUTELATI PRODOTTI TOSCANI DOP E IGP

Redazione Nove da Firenze