Manor Solomon è nato a Kfar Saba? Parte la discriminazione

La sinistra della piana contesta il suo acquisto perché ha vestito in 48 occasioni la casacca della Nazionale di Israele

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
02 Gennaio 2026 20:34
Manor Solomon è nato a Kfar Saba? Parte la discriminazione

Nella sua carriera ha vestito le maglie di Shakhtar Donetsk, Leeds, Fulham e del Villarreal, collezionando 30 presenze tra Champions League ed Europa League e mettendo a segno 5 reti. Ma è nato in Israele. E allora l'assessore del Comune di Sesto Fiorentino Madau propone di boicottare l'arrivo del giocatore israeliano a Firenze.

«Le affermazioni dell’assessore Jacopo Madau sono gravi, incompatibili con il ruolo istituzionale che ricopre. Si sta parlando di un calciatore professionista, e va chiarito subito che qui non c’entra il calcio, non si discute di qualità tecniche o sportive: a questa persona viene di fatto attribuita un’unica “colpa”, quella di essere israeliano. Questo è un terreno pericolosissimo, che nulla ha a che fare con la pace, con il dialogo o con una critica legittima alle politiche di un governo -dichiara il consigliere regionale Casini (IV – Casa Riformista)- Se si accetta l’idea che una persona venga esclusa, delegittimata o dichiarata “non benvenuta” per la propria nazionalità o origine, allora si apre la strada a una spirale di discriminazione che richiama pagine nere della nostra storia. È un antisionismo che rischia di trasformarsi in odio identitario e che le istituzioni non possono in alcun modo avallare.

Il ripetersi di messaggi di questo tipo contribuisce ad alimentare un clima che normalizza l’intolleranza e rende sempre più sottile il confine tra critica politica e razzismo. È un rischio che come società democratica dobbiamo respingere con forza, soprattutto in un momento storico così delicato. Chi rappresenta le istituzioni ha il dovere di misurare le parole e di promuovere rispetto, non esclusione. Per questo ritengo che dichiarazioni di questo tenore siano politicamente e istituzionalmente inaccettabili. La ricerca di facile visibilità o consenso non può mai giustificare affermazioni che colpiscono i principi fondamentali di convivenza civile su cui si fonda la nostra Repubblica».

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“Preoccupa questa politica che manifesta antisemistimo con una semplicità disarmante, senza rendersi conto che quello che viene espresso non è un messaggio politico contro un Governo, ma un attacco ad una persona fatta di carne ed ossa. Ma chi parla così, chi chiede di bandire i farmaci prodotti in Israele, chi chiede di sospendere ogni rapporto con l’imprenditoria, la cultura e lo sport di Israele ha studiato il nazismo? Sa cosa sia stato? -dichiara il consigliere comunale del Gruppo Misto – Noi Moderati Luca Santarelli- In conclusione, se confermate, queste parole di critica territoriale nei confronti del nuovo acquisto della Fiorentina Manor Salomon, da parte dell’assessore alla cultura devono essere condannate ed auspico che il Sindaco di Sesto Fiorentino gli ritiri le deleghe”.

“Salutiamo con affetto Solomon come nuovo giocatore viola come abbiamo sempre fatto nei decenni con tutti i nuovi arrivati nella nostra squadra. Chi vuol mischiare la politica col calcio lo fa solo a scopo strumentali -dichiara Alberto Locchi (Capogruppo Forza Italia)- Tanti sono i giocatori di calcio che, nella nostra storia, non hanno avuto problemi ad esternare le loro ideologie ma la casacca viola, se indossata con orgoglio e se a fine partita è intrisa di sudore, deve piallare ogni ideologia. Questo è il calcio sennò è la fine!”.

“Essere cittadino israeliano non è una colpa. L’assessore Jacopo Madau, che ha espresso critiche territoriali, sul calciatore acquistato dalla Fiorentina Manor Solomon pensi ai problemi di Sesto Fiorentino. Sull’aeroporto possiamo pensarla diversamente ma non litighiamo sulla Fiorentina dove, in questo momento, serve solo unità per salvarsi. Che colpa potrà mai avere un ragazzo di 26 anni sul genocidio a Gaza? La guerra divide, lo sport, invece, unisce. E questo lo dovrebbe sapere anche l’assessore alla cultura di Sesto Fiorentino. Un benvenuto alla Fiorentina a Solomon ed a tutti coloro che arriveranno nel mercato di Gennaio” dichiarano il consigliere di Fratelli d’Italia Alessandro Draghi e il Capogruppo di Fratelli d’Italia a Sesto Fiorentino Stefano Mengato.

"Prendiamo le distanze da tutti gli attacchi alla persona e al professionista Solomon, al quale auguriamo di aiutare la sua nuova squadra, a maggior ragione quando provengono da personalità delle istituzioni e invitiamo la Giunta Funaro e la stessa sindaca Funaro, sindaca metropolitana, a fare lo stesso, dissociandosi e chiedendo le dimissioni di chi si fa scudo del suo ruolo istituzionale per interventi a briglia sciolta e colmi d'odio. A Firenze e dintorni – constatiamo con sgomento – sulla questione mediorientale sono letteralmente saltati gli argini e tutto sembra permesso: per ora sono parole, ma i violenti si nutrono di legittimazione istituzionale.

A pochi giorni da quando è stata smantellata, con un'eccellente operazione del Ministero degli Interni, la rete di Hamas in Italia, forte di appoggi anche trasversali e istituzionali, una rete che aveva base anche a Firenze, ci preoccupa il clima d'odio verso Israele e gli israeliani in città. Se non si può mettere un freno a tutta la stupidità che circola in rete, è compito delle Istituzioni dare il giusto esempio. Funaro, è tempo dei fatti e non delle parole" Così in una nota congiunta i gruppi di Centrodestra e civici a Palazzo Vecchio Fratelli d'Italia, Lista Schmidt, Lega, Forza Italia, Noi Moderati.

"Troviamo davvero aberrante - commenta Kishore Bombaci, presidente dell'Associazione Fiorentina Amici di Israele- che una carica pubblica così importante come un Assessore si lanci in dichiarazioni allibenti contro un giocatore appena sbarcato a Firenze accusandolo di sostenere le politiche asseritamente genocidiarie del Governo israeliano. Ci vorrebbe equilibrio e moderazione e la capacità di valorizzare lo sport come strumento di unione e invece l'assessore Madau ritiene di poter addossare a un giocatore di calcio presunte colpe politiche confondendo piani distinti.

Segno evidente - continua Bombaci - della pervasività malata della narrazione pro palestinese che non conosce i limiti della decenza e che evidentemente pensa di potersi riciclare in ambito diversi da quello politico strumentalizzando ideologicamente una vicenda solo e totalmente sportiva e spargendo falsità come quella del genocidio dei palestinesi. Circostanza smentita ormai ovunque e che solo qualcuno ancora propina del tutto indifferente alla verità storica e giuridica.

Noi, al contrario siamo molto contenti dell'arrivo a Firenze del giocatore, cui diamo il benvenuto, e auspichiamo che possa contribuire in modo decisivo alla salvezza della squadra viola. Firenze - conclude Kishore Bombaci - è una città aperta e tollerante e siamo sicuri che saprà prendere le distanza dalle parole dell'assessore sestese che non rispecchiano in alcun modo il sentire dei sestesi, dei fiorentini e dei tifosi della Fiorentina".

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