Lunedì la celebrazione del Giorno del Ricordo nel Consiglio comunale

Cerimonia per le vittime delle foibe la mattina a Trespiano. La seduta convocata alle 14,15 nel Salone dei Duecento. Bussolin (Lega): “Anpi assente anche se invitata”. Le precisazioni del presidente Milani. Il Consiglio regionale in seduta solenne a Laterina Pergine Valdarno. Viaggio sul confine orientale, dall’11 al 15 febbraio con 50 studenti delle scuole superiori


Lunedì 10 febbraio alle ore 10,15 il presidente del Consiglio comunale Luca Milani sarà al Cimitero di Trespiano per presiedere una cerimonia con deposizione di una corona di alloro al monumento in memoria delle vittime delle foibe, dell'esodo giuliano-dalmata, delle vicende del confine orientale, nell'ambito delle celebrazioni del Giorno del Ricordo.

Il Consiglio comunale è convocato, nel Salone dei Duecento (con inizio alle 14,15). A partire dalle 16, la celebrazione del Giorno del Ricordo dei Martiri delle Foibe e dell'esodo giuliano-dalmata, cui seguirà il dibattito in aula. Dopo i saluti del presidente del Consiglio Comunale di Firenze Luca Milani sono stati invitati ad intervenire Claudio Bronzin, esule di Pola, testimone oculare, 70 anni fa, della più grande strage avvenuta sul territorio della Repubblica Italiana in tempo di pace e don Severino Dianich. Classe 1935, unico testimone vivente della strage di Vergarolla, l’eccidio del 18 agosto 1946 in cui persero la vita oltre cento persone e che spinse quasi tutti gli italiani, oltre il novanta per cento dell’intera popolazione cittadina, ad andare via, Claudio Bronzin da ormai qualche anno racconta la vicenda che lo ha coinvolto e che gli ha segnato la vita. A seguire la testimonianza di don Severino Dianich, teologo di fama internazionale. Fiumano di nascita, esule nel novembre 1948 a soli 14 anni, per la situazione venutasi a creare a Fiume in seguito all’invasione degli iugoslavi di Tito, fu costretto a rifugiarsi in Italia. Mentre la famiglia ha dovuto trascorrere un lungo periodo di cinque anni in vari campi profughi, Severino già nel settembre 1949, per interessamento di don Cvecich presso l’Arcivescovo di Pisa mons. Ugo Camozzo (già vescovo di Fiume), iniziò i suoi studi liceali nel Seminario Arcivescovile di Pisa e poi dal 1953 al 1960 proseguì gli studi presso la Pontificia Università Gregoriana di Roma. Essendo stato ordinato sacerdote nel 1958, ha ricoperto a Pisa negli anni 1961-66 gli incarichi di cappellano presso la parrocchia di S. Stefano, assistente della FUCI (Federazione degli Universitari Cattolici Italiani), vicerettore del Pensionato Universitario G. Toniolo. Nel 1966 è stato nominato parroco nell’antica Pieve di Caprona (Pisa), dove ha svolto il suo servizio pastorale fino al 1992; nel frattempo aveva iniziato e approfondito con grande successo le sue ricerche teologiche specialmente nel campo dell’ecclesiologia e ultimamente anche in quello dei rapporti tra teologia e arte. Infatti ben presto è stato chiamato a insegnare nelle Facoltà Teologiche della Pontificia Università Gregoriana e di Palermo e, infine, per molti anni ha ricoperto l’incarico di docente di ecclesiologia e cristologia nello Studio Teologico Fiorentino, diventato Facoltà di Teologia dell’Italia Centrale. Attualmente è vicario episcopale per la pastorale della cultura e dell’università nella Diocesi e nell’università di Pisa, nonché direttore spirituale nel seminario arcivescovile di Pisa. Ha pubblicato circa 170 lavori tra cui molti libri, alcuni dei quali tradotti anche in altre lingue. Seguirà dibattito in aula.

“In vista del Giorno del Ricordo – dichiara il Capogruppo della Lega a Palazzo Vecchio Federico Bussolin – abbiamo chiesto in Conferenza dei Capigruppo di invitare quale ospite l’ANPI, in quanto riteniamo fondamentale la testimonianza e la ferma condanna di tutta la città di Firenze. Oltre alla presenza di Severino Dianich e Claudio Bronzin, illustri ospiti che condivideranno in Consiglio Comunale la loro testimonianza, spicca il rifiuto a partecipare da parte dell’ANPI, per il “poco preavviso” (due settimane). Abbiamo il dovere di condannare trasversalmente gli orrori del passato. Trovo diseducativo – prosegue Bussolin – questo atteggiamento da parte di ANPI che rifiuta di partecipare ad una solennità civile nazionale. Il poco preavviso è una beffa, altro che scusa: il giorno del ricordo è il 10 di Febbraio, non lo determina il Consiglio comunale di Firenze, dobbiamo pensare che non ne tengano di conto evidentemente. Se così fosse è necessario – conclude Bussolin – rivedere i contributi alle associazioni che negano le stragi fatte dai comunisti nel dopoguerra”.

"L'associazione Nazionale Partigiani d'Italia sezione Provinciale di Firenze, da me contattata, non si è rifiutata di intervenire alla commemorazione per la giornata del Ricordo che il Consiglio comunale di Firenze, doverosamente organizza anche quest'anno come ogni anno, ma è impossibilitata a partecipare a causa di precedenti impegni. Il riferimento al poco preavviso -interviene il Presidente del Consiglio comunale Luca Milani- è semmai da rivolgere ai consiglieri che quando interessati ad un tema dovrebbero inviare all'ufficio di Presidenza con maggior anticipo le richieste di intervento di relatori esterni, altrimenti è di fatto impossibile trovarne le disponibilità. Mi duole constatare che la commemorazione della giornata del ricordo sia usata per alimentare polemiche e conflittualità ed è l'esatto contrario di ciò che dovremmo fare, come classe politica e classe dirigente cittadina, ed è l'esatto contrario dello spirito della legge 92 del 30 marzo 2004 Istituzione del «Giorno del ricordo» in memoria delle vittime delle foibe, dell’esodo giuliano-dalmata, delle vicende del confine orientale e concessione di un riconoscimento ai congiunti degli infoibati".

Il comitato 'Dalla parte di Abele' promuove, in occasione del "Giorno del Ricordo" della tragedia delle Foibe con i suoi martiri e l'esodo delle popolazioni Giuliano-Dalmate, una cerimonia presso Largo Martiri delle Foibe, di fronte alla fermata della tramvia Strozzi-Fallaci, alle ore 11.30, con la deposizione di una corona di fiori presso la lapide toponomastica riportante la scritta "Largo Martiri delle Foibe" e lettura dell'invocazione per le vittime delle Foibe da parte di Marco Cordone (fondatore del Comitato Dalla Parte di Abele e Consigliere Nazionale Anci).

Alla cerimonia, sarà presente anche una delegazione degli esuli, guidata da Miriam Andreatini, delegata provinciale di Firenze dell'Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia.

50 ragazzi di scuole superiori, 24 professori che li accompagnano, due pullman. Con loro la Regione, rappresentata dalla vice presidente della giunta Monica Barni, tutti gli Istituti storici per la Resistenza toscani, alcuni amministratori locali. La Toscana si prepara, nella settimana del Giorno del Ricordo, a partire di nuovo verso quel confine difficile che è stata la frontiera oggi con la Slovenia e ieri con l’ex Yugoslavia. Un viaggio che inizia molti mesi prima, nella Summer school agostana che aiuta i professori ad approfondire la complessità del tema per poi farne oggetto di lezione e riflessione in classe con gli studenti, e che per questa edizione è proseguito, presenti sempre tutti gli insegnanti, con una visita ad ottobre al quartiere giuliano dalmata di Roma e all’archivio e museo storico di Fiume ospitato nella città. Il viaggio studio “Storia di un confine difficile. L’alto Adriatico nel Novecento” è organizzato dalla Regione Toscana assieme all’Istituto storico toscano della Resistenza e dell’età contemporanea, l’Istituto storico grossetano della Resistenza e dell’età contemporanea e il Ministero dell’istruzione e dell’università. Ragazze e ragazze, professori e rappresentanti istituzionali partiranno l’11 febbraio, per tornare a a Firenze la sera del 15 febbraio. Visiteranno il Sacrario di Redipuglia, per una riflessione sulla retorica della prima guerra mondiale. Visiteranno Trieste: in particolare il lager nazi-fascista della Risiera di San Sabba che è oggi monumento nazionale, la Narodni Dom e il Magazzino 18, che conserva gli oggetti di vita quotidiana e mai recuperati di tanti esuli italiani fuggiti dopo che Istria e Dalmazia furono assegnati alla Yugoslavia. Visiteranno il campo di concentramento di Gonars, in provincia di Udine, per i prigionieri slavi, la foiba di Basovizza sull’altipiano carsico triestino e Fiume e Pisino in Croazia. Si fermeranno al ritorno, in Toscana, anche a Laterina in provincia di Arezzo, dove sorse nel dopoguerra un campo profughi per gli esuli italiani, e a Renicci di Anghiari, dove il regime fascista aveva invece realizzato un campo di prigionia per slavi. Le scuole che partecipano al viaggio arrivano da tutte e dieci le province toscane, con almeno due studenti (in genere di quarta o quinta) e un professore per ciascuna: dalla provincia di Arezzo il liceo Giovanni da San Giovanni di San Giovanni Valdarno, da Firenze l’Itis Galilei, l’Iis Sassetti-Peruzzi, il liceo scientifico Rodolico e l’Ipsar Saffi, l’Iis Chino Chini di Borgo San Lorenzo, il liceo scientifico “Il Pontormo” e l’Itg Brunelleschi di Empoli, l’Isis Galileo Galilei di Scandicci e l’Iiss Calamandrei di Sesto Fiorentino, da Grosseto il Polo liceale Aldi e l’Iis Leopoldo II di Lorena, da Livorno l’Itis Galileo Galilei e l’Isis Raffaello Foresi di Porto Ferraio, da Lucca l’Isi Sandro Pertini e l’Iis Carrara-Nottolini-Busdraghi, da Massa Carrara l’Iis Barsanti, da Pisa l’Iis Da Vinci Fascetti e l’Iis Santoni, da Pistoia l’Itis Marchi Forti di Monsummano Terme, da Prato l’Iteps Dagomari e l’Its Buzzi, da Siena l’Istituto tecnico agrario Ricasoli e il liceo scientifico Galileo Galilei.

Prima della partenza, lunedì 10 febbraio, giorno del Ricordo, il Consiglio regionale toscano si riunirà in forma solenne nel Teatro comunale di Laterina Pergine Valdarno, alle 11.30 della mattina. La scelta del luogo non è casuale, visto che il territorio ospitò nel dopoguerra ospitò un campo profughi di esuli giuliano dalmati. La seduta solenne sarà aperta dall’intervento del presidente dell’Assemblea toscana; quindi l’intervento del presidente della Regione e infine quello del giornalista Roberto Menia che, da parlamentare, è stato il promotore e primo firmatario della legge che ha istituito il 10 febbraio come Giorno del Ricordo, dedicato ai Martiri delle Foibe e all'esodo dalle loro terre di istriani, fiumani e dalmati. La giornata continuerà con la visita al ‘cippo’ commemorativo e al campo di Laterina, dal 1948 al 1963 Centro di raccolta profughi dell’esodo giuliano-dalmata e precedentemente campo di concentramento militare e di prigionia (dal 1941 al 1947).

Il Comune di Rufina commemora tutte le vittime delle Foibe e dell’esodo dalle loro terre dei profughi istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra. È infatti fissato per il 10 gennaio il Giorno del Ricordo è proprio in quella serata nella Biblioteca G. Montagni di Rufina si parlerà di questa tragica fase storica per non dimenticare. L’appuntamento è per lunedì 10 febbraio nella saletta Barbugli alle 21, dopo i saluti del Sindaco Vito Maida saranno presentati immagini e racconti di guerra a cura del Dottor Mauro Pinzani

Redazione Nove da Firenze