A Firenze si sblocca la vicenda dell’orologio a cartellini della biglietteria di Santa Maria Novella. Dopo anni di fermo, il 3 giugno 2026 la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Firenze e la Provincia di Prato ha rilasciato a RFI l’autorizzazione al restauro, ai sensi dell’articolo 21 del Codice dei Beni Culturali.
La comunicazione ufficiale è arrivata il 19 giugno. Ora si attende solo la data di inizio lavori da parte di RFI.
L’apparecchio è un meccanismo degli anni ’30, realizzato da Remigio Solari su progetto dell’architetto Nello Baroni. È il gemello di quello esterno alla stazione, ancora funzionante.
Approfondimenti
Entrambi sono considerati tra i primi esempi di orologio pubblico digitale: al posto delle lancette, ore e minuti scorrono su cartellini mobili. Una tecnologia che rese famosa la Ditta Solari di Udine nel mondo e che anticipò i tabelloni di aeroporti e stazioni. Proprio alla Solari, il 3 dicembre 2025, è stato dedicato un francobollo della serie “Eccellenze del Made in Italy” per i 300 anni dell’azienda.
Da anni l’orologio della biglietteria era fermo. Il sistema, azionato da impulsi polarizzati, era diventato obsoleto e i tentativi di riparazione non avevano avuto esito.
L’apparecchio però non può essere rimosso perché fa parte dell’impianto originale della stazione, monumento nazionale tutelato.
A segnalare pubblicamente il problema, già dal 2012, è stato Riccardo Sacchettini, che ha tenuto viva l’attenzione con documentazione e istanze.
Sul tema è intervenuta più volte anche Sinistra Progetto Comune. Dmitrij Palagi ricorda le interrogazioni del 2022 e quella del 2024 a cui l’assessore Andrea Giorgio rispose il 2 ottobre spiegando che il Comune non aveva interlocuzioni specifiche e che la riattivazione sembrava passare da una sostituzione completa dei meccanismi.
Da lì la mozione 726/2024, fatta propria dalla Commissione Consiliare 6 e approvata all’unanimità dal Consiglio comunale il 7 gennaio 2025 con 31 voti favorevoli. L’impegno era sollecitare RFI a garantire sia la riproduzione dell’orologio nella sua collocazione originale sia la conservazione dell’apparecchio storico.
RFI aveva poi comunicato al Difensore civico regionale che l’orologio non era riparabile per usura della componentistica e per l’inaccessibilità del locale di manutenzione.
Il 5 febbraio 2026 Palagi ha depositato una nuova mozione per chiedere costi, tempi e il coinvolgimento di Università e associazioni artigiane.
Intanto Sacchettini ha interessato l’Ispettorato per la Funzione Pubblica, che il 15 aprile ha chiesto chiarimenti alla Soprintendenza. Il 27 aprile c’è stato un sopralluogo con le funzionarie della Soprintendenza e RFI, il 27 maggio RFI ha trasmesso il progetto e il 3 giugno è arrivata l’autorizzazione.
Sacchettini ringrazia il consigliere Palagi, il Consiglio Comunale, il Difensore Civico della Toscana, l’Ispettorato della Funzione Pubblica, il Ministero della Cultura e la Presidenza della Repubblica per l’attenzione al caso. Sottolinea il valore storico dell’orologio: elegante nella grafica, con ore e minuti sulla stessa linea e le cartelle con numeri neri su fondo bianco, configurazione rimasta immutata nel tempo e diversa da quella dell’orologio esterno, modificata negli anni Settanta.
Il restauro sarà probabilmente affidato a tecnici specializzati convenzionati con Solari. L’apparecchio potrebbe essere temporaneamente rimosso per la revisione in laboratorio. L’auspicio, nel rispetto dei vincoli storico-artistici, è che torni a funzionare nella collocazione originaria e con le caratteristiche cromatiche storiche.
Palagi chiede ora a Sindaca e Giunta di monitorare l’avanzamento e di farsi parte attiva perché RFI dia seguito al progetto approvato.
Per entrambi, il ritorno in funzione dell’orologio non è solo il recupero di un manufatto storico, ma un biglietto da visita per Firenze: migliaia di viaggiatori potrebbero tornare ad ammirare un capolavoro della tecnologia italiana nel luogo per cui fu progettato quasi un secolo fa.