La scomparsa dello storico Carlo Ginzburg

Empoli gli dedicherà la seconda edizione del festival /contè.sto/

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
17 Giugno 2026 23:40
La scomparsa dello storico Carlo Ginzburg

E' di oggi la scomparsa a 87 anni di Carlo Ginzburg, importante storico e autore italiano. Vinse il Premio Pozzale-Luigi Russo nel 1987 con 'Miti emblemi spie. Morfologia e storia' (Einaudi, ripubblicato da Adelphi in una nuova edizione nel 2023), ex aequo con Michele Ciliberto.

"Con Carlo Ginzburg perdiamo uno dei più grandi intellettuali del nostro tempo, uno storico che ha saputo rivoluzionare il modo di guardare al passato e di raccontarlo. Attraverso i suoi studi, e in particolare con la lezione della microstoria, ha insegnato a generazioni di studiosi e lettori che anche le vicende apparentemente marginali possono illuminare i grandi processi della storia". Così l'assessora alla cultura della Regione Toscana, Cristina Manetti, appresa la notizia della scomparsa del grande storico.

"La sua figura - prosegue - è stata profondamente legata alla Toscana, alla Scuola Normale Superiore di Pisa e a quel patrimonio culturale rinascimentale che ha contribuito a interpretare con rigore, originalità e straordinaria capacità di lettura delle fonti. Proprio in questi giorni, il suo nome è tornato al centro del dibattito culturale grazie alle riflessioni che hanno accompagnato il nuovo allestimento delle opere di Botticelli agli Uffizi, dove il dialogo tra la Primavera e la Nascita di Venere richiama quel metodo di lettura delle immagini e dei simboli che Ginzburg ha contribuito a rendere fecondo e attuale.

Con la sua scomparsa il mondo della cultura perde una voce autorevole, libera e appassionata, capace di coniugare ricerca, senso critico e impegno civile. Resta un’eredità intellettuale immensa - conclude Manetti - che continuerà a parlare alle nuove generazioni e a guidare chiunque creda nel valore della conoscenza come strumento di libertà".

"Carlo Ginzburg è stato un maestro, di quelli che cambiano le regole del gioco - afferma l'assessore alla Cultura, Matteo Bensi -. Il fare Storia e leggere la Storia non è più stato lo stesso dopo Ginzburg. Nelle sue opere e nel suo insegnamento si trova un metodo che va alla ricerca delle tracce inattese, delle microstorie, degli errori e delle storie che si nascondono sotto la grande Storia. Raccogliere l'eredità di Carlo Ginzburg significa attraversare i confini disciplinari, lasciarsi sorprendere dalla molteplicità delle forme e delle connessioni tra epoche e figure storiche diverse. Per la città di Empoli sarà importante perché da essa e dalla sua presenza, con il Premio Pozzale-Luigi Russo, possa nascere un fecondo percorso di ricerca e studio".

"Carlo Ginzburg ha contribuito con le sue microstorie a indagare nella cultura popolare - affermano il sindaco di Empoli, Alessio Mantellassi - e proprio per questo la sua presenza all'interno della Giuria del Premio Pozzale, concorso nato dalla volontà di unire gli intellettuali con la classe operaia e contadina, era naturale. In vita unì il rigore storico con la passione letteraria, indagando tra punti in comune e discrasie, ma soprattutto arricchendo il patrimonio di conoscenze del nostro Paese. Per questo vogliamo dedicare simbolicamente alla memoria di Carlo Ginzburg la seconda edizione del festival di storia contemporanea /contè.sto/ che si terrà a settembre 2026. Ci sembra un omaggio doveroso alla memoria di quello che è stato uno dei più grandi storici viventi italiani".

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