Rubrica — Europe Direct

Infoday gratuito per un anno scolastico all'estero

L’incontro si svolgerà mercoledì 6 novembre alle 16:00 al Conventino (via Giano della Bella 20). Tirocini ed esperienze di lavoro anche per studenti disabili e con bisogni speciali


Firenze, 5 novembre 2019- WEP, organizzazione internazionale che promuove scambi culturali e linguistici nel mondo, presenterà a Firenze i Programmi Scolastici dedicati agli studenti di scuola superiore che desiderano trascorrere un trimestre, un semestre o un anno scolastico all’estero. L’incontro si svolgerà mercoledì 6 novembre a partire dalle 16:00 presso ARTEX al primo piano del Conventino sala 7 in via Giano della Bella 20. La giornata, gratuita, si rivolge a tutti gli studenti interessati a trascorrere parte della loro carriera scolastica all’estero, imparando in modo approfondito la lingua del posto, tipicamente l’inglese, ed entrando in contatto con una diversa realtà studentesca. Attraverso l’High School Program, infatti, gli studenti saranno inseriti in una scuola superiore locale e ospitati da una famiglia del posto per tutto il periodo di soggiorno per permettere un’immersione integrale nella cultura e nello stile di vita del paese. Nel corso dell’incontro saranno fornite tutte le informazioni necessarie di carattere tecnico e burocratico per scegliere durata, destinazione e partenza. La destinazione maggiormente scelta sono gli Stati Uniti, ma è possibile scegliere mete dislocate in tutti e cinque i continenti come Australia, Nuova Zelanda, Canada, Regno Unito, Irlanda, oppure, fuori dall’area anglofona, Spagna, Francia, Belgio, Paesi Bassi, Germania, Argentina, Brasile, Messico, Giappone, Cina, Thailandia e Sudafrica. 

Esperienze di lavoro all’estero? Anche i giovani con bisogni speciali o disabilità possono usufruire delle opportunità dell’Erasmus+ grazie a Incluvet, progetto finanziato dall’Unione Europea di cui è capofila l’agenzia formativa FormAzione Co&So Network di Firenze attiva nell’inserimento lavorativo di persone svantaggiate. Austria, Francia, Polonia, Regno Unito e Spagna hanno aderito all’iniziativa e i primi risultati ottenuti nell’arco di due anni saranno presentati il prossimo 15 novembre durante una conferenza a Campobasso.

“Gli studenti con difficoltà o con disabilità hanno bisogno di avere un piano di studi personalizzato e progettato appositamente per loro, questo vale anche per le esperienze di tirocinio - spiega Patrizia Giorio, presidente di FormAzione CO&SO - Le aziende, d’altra parte, hanno la necessità di essere formate per aiutare gli studenti con bisogni speciali durante lo stage. Per questo c’è bisogno di formare gli insegnanti, il personale dell’istruzione e della formazione professionale, ma soprattutto i potenziali tutor aziendali che lavoreranno con i ragazzi in modo da rendere l’esperienza di tirocinio o di alternanza scuola-lavoro maggiormente utile e mirata per essere inseriti nel mondo del lavoro più facilmente, anche in un contesto Europeo”.

Incluvetha sviluppato un modello condiviso tra i paesi europei coinvolti, attraverso una serie di strumenti: dalle linee guida per i docenti per aiutare i giovani con difficoltà nelle esperienze di apprendimento basate sul lavoro al vademecum per i mentori aziendali; dalle normative inerenti la salute e la sicurezza degli studenti sul luogo di lavoro alla definizione di un progetto formativo personalizzato. Tra gli strumenti più utili elaborati da Incluvet ci sono anche un vademecum per la mobilità degli studenti con disabilità e una serie di indicazioni per i ragazzi e le famiglie sull’importanza di una preparazione di qualità prima del viaggio, sul tutoraggio, sul riconoscimento dei risultati di apprendimento.

Come afferma Massimo Aloe presidente di Reattiva (Organizzazione non-profit, con sede a Campobasso e Firenze che opera nei settori della progettazione europea, mobilità internazionale, formazione, orientamento, inserimento e re-inserimento nel mercato del lavoro): “I programmi europei di mobilità non sono ancora completamente adattati alle esigenze degli studenti con bisogni speciali e molto spesso le persone che accompagnano all’estero questo target di studenti non sanno come aiutarli prima, durante e dopo l'esperienza di mobilità”.

Redazione Nove da Firenze