Firenze elettrica, dalle biciclette ai taxi: contro un muro di smog

Firenze elettrica, dalle biciclette ai taxi: contro un muro di smog

Se la vivibilità si misurasse a parole il capoluogo toscano sarebbe a Ferrara, in Emilia Romagna


Il paradosso che accompagna la vocazione elettrica di Firenze prosegue dagli anni '90, da quando cioè l'Amministrazione guidata da Mario Primicerio, che ancora oggi i fiorentini possono incrociare in strada a bordo del suo scooter elettrico, ha installato le prime colonnine per la ricarica self service.
Nel 2017 Firenze è una metropoli ostaggio del traffico costretta ad operare i blocchi dei mezzi inquinanti e che ogni giorno registra alti livelli di stress da parte degli utenti, ma anche degli addetti al servizio come i dipendenti di Ataf che sono diventati all'occorrenza: mediatori sociali, consulenti psicologici e persino dei sacchi da boxe.

Quanto sta accadendo attorno alle nuove licenze dei taxi elettrici rischia di passare in sordina, eppure si tratta di un esempio significativo nel panorama della mobilità alternativa che passa per il bike sharing ed arriva all'auto privata ricaricabile. Il tutto in una città che vede i pedoni in apprensione a causa di intersezioni semaforiche che non consentono attraversamenti a passo d'uomo, ciclisti delusi da una programmazione di piste ed attraversamenti ciclabili decisi sulla carta ma carenti se non addirittura pericolosi alla prova dei fatti ed automobilisti inviperiti per gli stalli di sosta dedicati alla ricarica del mezzo elettrico costantemente occupati da mezzi a motore o da altri mezzi elettrici destinati al car sharing che nessuno ha premura di spostare una volta caricati.
Nonostante questo fioccano premi a Palazzo Vecchio, un Comune Green, Very Green. Un pino silvestre, mentre il fiorentino medio in attesa del taxi e fermo alla palina intelligente dell'Ataf, forse sogna un Suv.

A sfogarsi oggi sono i nuovi tassisti della generazione elettrica. I 70 nuovi autisti che hanno partecipato al Bando per l'assegnazione delle nuove licenze saranno operativi da metà febbraio: ma già hanno le mani tra i capelli.

"Siamo diventati super esperti di allacciamenti elettrici visto che oltre a doverci trovare un garage abbiamo dovuto allestire all'interno un impianto in grado di ricaricare il mezzo. Questo perché delle 9 colonnine a ricarica veloce promesse ce ne sono solo 4 in programmazione, di cui 2 già programmate, di cui 1 sola funzionante perché quella di piazza francia ha incontrato problemi di vincolo paesaggistico". Il vincolo... per una colonnina elettrica? Green but not evergreen.

Quando si dice l'incentivo. "Il Comune ha fatto tanti proclami, molta gentilezza ma di nero su bianco non abbiamo nulla ad iniziare dai nuovi posteggi auto e dagli stalli riservati. Abbiamo il mutuo sulla licenza e le rate della macchina da pagare e siamo con una attività zoppa - racconta uno dei futuri tassisti - auspico che siano recuperate inoltre le corsie preferenziali che sono sparite. I soldi ci sono per inserire 10 colonnine Fast, non capiamo come mai prevedere uno stillicidio. Già da due o tre mesi paghiamo un garage.. ci piace l'idea non ci piace il sistema attuato sino ad oggi".

A raccogliere lo sfogo la consigliera, ex candidata sindaco del Movimento 5 Stelle ed oggi leader di Alternativa Libera Miriam Amato che non ha mai mollato l'assessore Stefano Giorgetti tanto da aver presentato con il delegato alla Mobilità una bozza di logo da applicare agli stalli riservati alla ricarica.

"Il Comune ha perso di vista passaggi essenziali, pensiamo solo alla burocrazia che ha imposto ai tassisti una garanzia ulteriore da parte delle banche. Ricordiamoci che 11 su 70 hanno poi rinunciato ed a pochi giorni dall'operatività potrebbe ripresentarsi questo problema" spiega Amato.
Ma si è capito le colonnine quante sono? "Sono quasi tutte lente quelle attualmente predisposte in città. Prima avevano 4 bocchette ciascuna, ora ne hanno solo due. Sono aumentate in numero ma le postazioni effettive sono la metà. Non vanno bene per il servizio taxi, servono le fast. All'Europa ne abbiamo chieste 4, altre 5 le abbiamo chieste alla Regione Toscana ma siamo al 6° posto in graduatoria. In questo momento ne abbiamo solo una e devono iniziare a lavorare a fronte di un onere di 175 mila euro di licenza più l'acquisto dell'auto, più il garage. Prenderemo 2 milioni di euro da queste licenze. Riusciamo a garantire almeno l'infrastruttura?".

La consigliera Amato è tra le più agguerrite sull'inquinamento tanto da aver presentato a cadenza regolare atti mirati a rivedere la disposizione delle centraline di rilevamento ad oggi "imboscate" in aree verdi come il Giardino di Boboli “Il Partito Democratico ha paura a spostare la centralina presente nei giardini di Boboli e non vuole misurare il Pm10 nell’Oltrarno e a Peretola-Quaracchi” la denuncia di Amato lo scorso dicembre a margine del blocco del traffico per chiedere alla Regione e ad Arpat la reale rappresentatività della centralina a Boboli e il suo possibile spostamento. Proposta bocciata.
“Ho chiesto che da Boboli la centralina fosse spostata nel quartiere dell’Oltrarno, in piazza del Carmine, Tasso o Santo Spirito o anche nella zona di Brozzi-Peretola-Quaracchi, visto che nella Piana non esistono centraline perché dismesse nel 2010" ricorda Amato.
"Sono necessari progetti per incentivare l’acquisto di veicoli elettrici, la sostituzione di caldaie obsolete, l’uso della bicicletta per recarsi al lavoro e nei luoghi di studio, ma anche incentivi per la rottamazione di veicoli diesel e l’utilizzo del trasporto pubblico" tutte proposte presentate con alcuni ordini del giorno, collegati all'approvazione del Piano di Azione Comunale.

La sosta selvaggia. "Sono state fatte solo 150 multe nel 2015, siamo arrivati a più di 1000 nel 2016 con 80 rimozioni forzate. La problematica deve essere affrontata. Di notte abbiamo un solo mezzo per le rimozioni. Le auto già circolanti in car sharing si sommano inoltre alle auto private non elettriche nell'uso indisciplinato degli stalli" spiega Amato.

A portare il caso Firenze all'attenzione nazionale ci ha pensato il deputato Samuele Segoni: "Serve una visione a lungo periodo, la questione dei garage necessari e non previsti dal Comune di Firenze è un allarme e se l'idea è di aumentare il parco circolante è impensabile tra qualche anno la ricarica in strada. Serviranno punti di ricarica privati magari a carattere fotovoltaico con accumulo diurno e caricamento notturno. Impianti di generazione di energia ecosostenibile potrebbero sorgere a livello condominiale. Servono poi incentivi veri anche per la conversione dei mezzi tradizionali con le vetture elettriche andando a sfruttare le potenzialità di un mercato che registra colpevolmente ancora una fase di start up.. per questo il prodotto finito è ancora costoso".

Il Ministero non si è espresso sulla colorazione degli stalli: "Siamo al palo. Dobbiamo aggiornare il Codice della Strada con delle specifiche. Seguendo direttive che già Anas avrebbe lo Stato potrebbe normare almeno la segnaletica orizzontale così da non avere il classico caos italiano".

Antonio Lenoci