Capitale della Cultura ha battuto Siena e Pisa, a Matera Magi cover e parabole

Grande la delusione in Toscana dopo il verdetto. Non tutta Italia ha capito però, come mai abbiano vinto i Sassi


Matera riceve un premio di 1,5 milioni di euro per la realizzazione del progetto presentato, ma l'impatto economico che l'evento avrà sul territorio, secondo gli analisti, è valutabile attorno ai 30 milioni. 

Delusione in Toscana. Il presidente Enrico Rossi ha detto: “Il lavoro che abbiamo fatto insieme resta. In una Toscana dove, per dirla con Malaparte, non ci si inginocchia ma si sta in piedi con le gambe piegate, Siena non si è inginocchiata e non ha perso un bel nulla. Perché capitale lo è già di suo e non da ora. Questo riconoscimento ci avrebbe fatto piacere, ma andremo avanti e realizzeremo ugualmente il programma che ci siamo dati. La Regione crede nel valore dei progetti presentati nel Bid Book e conferma i 40 milioni di euro stanziati per la loro realizzazione. Ritengo inoltre che la natura sperimentale espressa dalla Candidatura di Siena a Capitale Europea della Cultura 2019 possa rappresentare un valido esempio per la Toscana e per tutte le altre città della nostra regione” mentre Pier Luigi Sacco, Direttore di Candidatura Siena 2019: “Nella cultura non ci sono vincitori e perdenti. Tutti vincono. Ciò che spinge adesso più che mai è lo spirito del progetto We are Leonardo, presentato all’interno del Bid Book, ovvero imparare attraverso i nostri errori”. Però quando qualcuno perde significa che c'è chi ha fatto di meglio, e visto che se la giocavano sulle "proposte" qualcuno forse non ha osato, non ha proposto o non ci ha creduto.

Matera offre una scenografia naturale ampiamente sfruttata nel mondo del Cinema, da Pasolini a Mel Gibson passando per Vittorio Gassman e Nino Manfredi, e la visione panoramica è densa di fascino e suggestione. Si tratta di una terra splendida, ricca di enormi potenzialità e di prodotti apprezzati in tutto il mondo, povera di strade e di collegamenti, in perenne bilico tra delizia e disperazione.
Ma alla prova dei fatti come appare Matera? Chi ha battuto Siena e Pisa?

Le guide che accompagnano le numerose comitive oscillano tra la definizione “Città della Vergogna” e “Città della Cultura”.
Il tour più caratteristico, quello che piace tanto agli stranieri perché prevede il binomio “Sassi e Degustazione” parte da Giovanni Pascoli che ha insegnato a Matera e da Carlo Levi ospitato nel Museo Nazionale, si osserva lo stile barocco fortemente influenzato dall’architettura leccese e pugliese in generale, per poi affrontare la discesa nei Sassi non prima di aver dato uno sguardo alla gigantografia di Pier Paolo Pasolini che spunta a ricordare il Vangelo secondo Matteo.

Panni stesi e parabole. Le guide si accorgono subito dello sguardo perplesso dei turisti stranieri abituati ai recuperi edilizi ed ai risanamenti conservativi e mettono le mani avanti giocando subito la carta De Gasperi ed il risanamento degli anni ’50 che cancellava la “Vergogna nazionale”, ma subito dopo si lasciano scappare “Negli anni ’80 in quelle che oggi sono chiese rupestri c’erano drogati e siringhe ed i ragazzi staccavano gli affreschi dalle pareti durante i giorni in cui marinavano la scuola”. "Why?" chiedono. "Perché non c'era la consapevolezza di cosa avessero sotto casa". 
 Poi si arriva ai giorni nostri ed ai tanti Bed and Breakfast nati all’interno delle strutture dismesse e poi le strutture ricettive di lusso dove “Una stanza arriva a costare 650 euro a notte” la stessa occupata dal Presidente Giorgio Napolitano
Specchio dell’Italia alla Toto Cutugno, tra le rovine c’è di tutto, il rudere crollato ed il resort stellato.

Le comitive si muovono lungo la strada principale che “realizzata da Benito Mussolini permette di attraversare l’intera area panoramica dei Sassi e che oggi i materani usano, nonostante i divieti, per fare prima e non far raffreddare la pasta”. I postumi del ventennio.

Il tour è breve, fa tappa in una cantina per i vini a 16 gradi stabili ricavata in un ex monastero in cui troneggiano croci e damigiane in vetro, per poi spostarsi all’interno di una classica abitazione locale: l’ingresso costa 2 euro per vedere due stanzoni con le pareti ricoperte di attrezzi d’epoca ed antichi arredi, all'uscita in vendita vecchi attrezzi ed antiquariato? No, pupazzetti colorati. Contemporary Store.
In strada banchini che vendono tufo lavorato “artigianalmente”, e si arriva alla degustazione dove il proprietario che ha disposto sul tavolo i tarallini avverte “Facciamo presto, perché altrimenti le guide si arrabbiano. Chi compra vada verso la cassa, gli altri possono uscire”. Accoglienza ad impatto Zero.
Inizio gennaio è tempo di Presepe Vivente però e così le comitive vengono accompagnate fuori dai Sassi e radunate nella piazza centrale dove una moderna costruzione che ospita un grande magazzino si affaccia sull'antica Basilica. Qui i turisti assistono al corteo storico per poi condensarsi nuovamente in un percorso transennato che, previo acquisto del biglietto, ripete l’intera discesa fino al centro dei Sassi. I bambini "Mamma ma ci siamo già passati". Re-play Tour.

Ma quanti sono? “Arriviamo al migliaio di turisti ogni mezzora” risponde un volontario. Lungo i tornanti i figuranti infreddoliti mostrano sporadiche riproduzioni di banchetti romani e di passaggi storici ricavati dalle Sacre Scritture, e così centurioni e membri del sinedrio sono alternati a venditori di cover per cellulari, collanine, e bastoni telescopici per i selfie.
Percorso obbligato lungo la mussoliniana via e conclusione nuovamente in piazza Pascoli dopo aver attraversato una scalinata larga un metro in cui l’amministrazione ha sistemato i cassonetti con chirurgica precisione. Si può fare di più nel 2019.

Cosa deve fare una città per essere culturalmente rappresentativa? Cosa deve fare per “sviluppare il turismo” senza rischiare semplicemente di “sfruttare il territorio”? Il Parlamento Europeo spiega subito ai delusi: “Una città della Cultura non viene investita di tale ruolo unicamente per ciò che ha fatto ma soprattutto per il programma di eventi culturali particolari che propone di organizzare nel corso dell'anno di candidatura. Per questo motivo, la città è invitata a sfruttare le sue particolarità e a dar dimostrazione di una grande creatività che dovrà fornire al programma il carattere di eccezionalità

Siena è la Città del Palio e agli animalisti basta questo per scartarla, le contrade sono da sempre sinonimo di grande partecipazione cittadina, fin troppa addirittura. Pisa ha la Torre pendente e la piazza dei Miracoli, ma ha avuto a che fare con lo spostamento delle bancarelle di souvenir. Ogni città italiana dalla più grande alla più piccola sfrutta il territorio in una maniera che può apparire “disdicevole” al viandante. Chi scrive è convinto che Firenze si sia lasciata molto andare, mentre invece registra l'invidia del mondo. Punti di vista.
 Forza Matera.

Le cinque città individuate nel 2013: Cagliari, Lecce, Matera, Perugia, Ravenna e Siena, ma all’inizio c’era anche Pisa.
Il Consiglio dei ministri dell'Ue ha formalizzato nel 2014 la scelta di Matera.
Androulla Vassiliou, Commissaria europea responsabile per la cultura ha detto: “Sono certa che Matera attirerà ancora più visitatori dall'Europa e da tutto il mondo spinti dal desiderio di scoprire la città e la sua storia e di apprezzare la varietà culturale che rappresenta uno dei punti di forza del nostro continente”.

L’Europa chiedeva “Un programma culturale con forte dimensione europea e l’incoraggiamento della partecipazione dei cittadini sul territorio della città, dell'area circostante e dell'intero paese, con un impatto durevole per lo sviluppo culturale e sociale della città nel lungo termine, incoraggiando la cooperazione tra operatori culturali di diversi paesi". La Giuria di 13 esperti culturali indipendenti, sei designati dallo Stato membro e sette dalle istituzioni europee ha scelto Matera che farà seguito a Firenze e Genova in questo ruolo di prestigio internazionale.

Dopo Umeå (Svezia) e Riga (Lettonia), ci saranno Mons (Belgio) e Plzen (Repubblica ceca) nel 2015, Breslavia (Polonia) e San Sebastián (Spagna) nel 2016, Aarhus (Danimarca) e Paphos (Cipro) nel 2017 e Valletta (Malta) e Leeuwarden (Paesi Bassi) nel 2018. Nel 2019 Plovdiv in Bulgaria e Matera in Italia.

Antonio Lenoci