Chianti Classico Collection, alla Stazione Leopolda di Firenze

Anteprima del Vino Nobile: la prima parte si chiude col record di presenze. Circa tremila operatori in due giorni e domani sono attesi i buyers del Buy Wine


VINO — Firenze – Eccellenza, si sa, chiama eccellenza. Per questo il Prosciutto di San Daniele sarà presente all’edizione 2014 della Chianti Classico Collection, la manifestazione organizzata il 18 e il 19 febbraio a Firenze dal Consorzio Vino Chianti Classico, e dedicata all'anteprima delle etichette del Gallo Nero.
All’interno dell’area coordinata da AICIG, l’Associazione Italiana Consorzi Indicazioni Geografiche, il San Daniele sarà abbinamento ideale per tutte le etichette presenti all’attesissima due giorni, che si terrà presso gli spazi della Stazione Leopolda.

I visitatori della Chianti Classico Collection potranno gustare il celeberrimo prosciutto in entrambe le giornate. Martedì 18, dalle 10:00 alle 18:00, e mercoledì 19, dalle 10:00 alle 16:00, via libera non solo a degustazioni di San Daniele (da sempre irresistibile in abbinamento con i migliori vini italiani), ma anche a piccoli momenti educational: sarà infatti possibile scoprirne i segreti, le modalità di produzione e come affettarlo e conservarlo nel modo migliore.
Prosegue così, dopo l’edizione 2013 della kermesse, la collaborazione fra il Consorzio del Prosciutto di San Daniele e Consorzio Vino Chianti Classico, da sempre accomunati dalla passione per l’eccellenza nella tutela di due veri e propri miti dell’enogastronomia italiana.

Vino Nobile Mentre tutto è pronto per la giornata clou, quella di giovedì con la stampa e l’assegnazione delle stelle al 2013, nelle prime giornate si sono ricordati il valore e l’impegno del Consorzio del Vino Nobile a quasi 50 anni dalla sua fondazione.
Si sono chiuse con il segno più le prime due giornate di Anteprima del Vino Nobile, il grande evento per il territorio di Montepulciano giunto con il 2014 alla sua ventesima edizione. Con circa tremila presenze registrate in Fortezza per visitare le 41 aziende partecipanti alla manifestazione, quello dell’Anteprima si conferma un evento di grande richiamo per il territorio intero e naturalmente per la presentazione delle nuove annate in commercio.

Successo registrato anche per le attività collaterali, tra le quali la vera novità per il pubblico degli appassionati con gli Happy Hour dedicati al Rosso di Montepulciano: cinque enoteche del paese, compresa quella consortile, sabato e domenica hanno infatti offerto un aperitivo particolare a tutti gli enoturisti presenti a Montepulciano che hanno potuto scoprire la Doc del territorio in abbinamento a prodotti locali. Successo di partecipazione anche per il concorso “Le Belle Vetrine” che ha visto votare oltre cinquecento persone nella prima giornata di Anteprima.
Tra le iniziative anche quella de “La bacheca del Vino Nobile”, una bacheca che all’interno della Fortezza dove ogni visitatore ha potuto attaccare un post it continuando la frase “Il Nobile è…”. Oltre seicento pensieri che saranno raccolti dal Consorzio per capire quelle che sono le sensazioni che evocano i vini di Montepulciano.

Il Consorzio del Vino Nobile. La kermesse è stata anche l’occasione per riflettere sul ruolo del Consorzio dei produttori. Nella prima giornata infatti è stato insignito di una targa il Cav. Antonino Raspanti, tra i primi fondatori dell’associazione dei produttori di Vino Nobile che dal 1965, all’inizio partendo con nove aziende (oggi sono 78 gli associati), tra le quali Fanetti e Contucci, ha operato per questa realtà che oggi, dopo quasi cinquanta anni di attività, rappresenta non solo le aziende produttrici, ma tutto il territorio esportandone insieme al vino anche valori ed emozioni. “Questa targa serve a suggellare il ruolo e l’impegno che persone come il Cav. Raspanti hanno avuto da quell’anno – spiega il Presidente del Consorzio, Andrea Natalini – dimostrando fin da allora una grande lungimiranza nel capire che facendo squadra si poteva far crescere questa realtà”.

Martedì 18 febbraio intanto arriveranno a Montepulciano, per visitare le aziende e degustare le ultime annate in commercio, circa 100 buyers stranieri provenienti dai principali Paesi di riferimento, gli stessi che già hanno partecipato al Buy Wine, l’evento promosso da Toscana Promozione nella Fortezza da Basso a Firenze. Giovedì 20 febbraio sarà invece la volta della stampa internazionale e nazionale con l’assegnazione delle stelle alla vendemmia 2013.

Nella campagna toscana, è ancora possibile scoprire perle nascoste tra i tanti celebri nomi dell’enologia,
realtà che puntano sulla semplice ma non scontata qualità. Tra queste spicca la Fattoria di Montemaggio
che si trova nel Comune di Radda in Chianti, nel cuore del Chianti Classico, sulla strada romana fra
Siena e Firenze dove si ergeva una torre del XIV secolo. Montemaggio figura su una mappa dei ”Capitani di parte Guelfa” risalente al 1560, conservata nella Podesteria di Radda. Il toponimo deriva da Monte
Maggiore riferito alla posizione elevata della località: intorno ai 600 metri sul livello del mare.
La speciale posizione data dall’altitudine unita al microclima, fanno sì che Montemaggio possa offrire una vasta gamma di prodotti, partendo da un grande e accurato lavoro in vigna, oltre che da quello in cantina, da cui hanno origine: Chianti Classico, Riserva, Igt (Merlot), Igt (Merlot e Sangiovese), Rosé di Sangiovese, Chardonnay, Grappa, Grappa Riserva e infine l’Olio Extra Vergine di oliva. Montemaggio è guidata in primis da donne: Valeria Zavadnikova, giovane proprietaria di origine russa ma con background internazionale, la cui passione per il vino è stata col tempo arricchita di competenze specifiche per poi trasformarsi in un vero e proprio lavoro, in particolare dal 2008, anno in cui lei e la sua famiglia hanno acquistato Montemaggio. Oltre a Ilaria Anichini, Agronomo e Direttore dell’Azienda.
Non è un caso se la nuova immagine di Montemaggio è rappresentata dal femminile. L’idea è di Andrey Remnev, noto e quotato pittore russo che ha realizzato un quadro che rappresenta una giovane donna etrusca con un cesto di uva, da cui Marina Zimoglyad, la moglie designer, ha preso ispirazione per la
realizzazione grafica del logo e dell’etichetta. Intorno a queste due figure ruotano vari personaggi fondamentali per l’azienda, sia in vigna, che in cantina. In primis l’enologo: Andrea Paoletti, che dal 1996 segue Montemaggio come consulente
enologico.
La fattoria, che è membro del Consorzio del Chianti
Classico, si estende su una superficie di 70 ettari ed è costituita da vigneti, oliveti e boschi. I vigneti occupano una superficie di circa 9 ettari, si trovano quasi tutti al centro del podere e sono esposti principalmente a Sud-Ovest su terreni di diverse origini ma prevalentemente ricchi di Galestro, Alberese e Arenarie. È per questo, principalmente, che i vini di Montemaggio sono caratterizzati da eleganza e finezza aromatica.
La maggior parte dei vigneti, caratterizzati da un’elevata densità per ettaro sono di Sangiovese, oltre a piccole porzioni di Merlot, Pugnitello, Chardonnay, Malvasia Nera e Ciliegiolo non ancora tutti in produzione.
Montemaggio si trova in una zona vocata alla produzione del vino e perciò la coltivazione viene eseguita nel massimo rispetto della natura, con il minimo uso di prodotti chimici. E’ una fattoria che segue i dettami
dell’agricoltura biologica (con certificazione dal 2009), da cui hanno origine vini che sono al 100% un
prodotto unico artigianale, così che sia possibile assaporare il gusto naturale del vino. La filosofia di Montemaggio è semplice: dar vita a prodotti di alta qualità, strettamente legati al territorio. “Siamo
contenti di essere una piccola Fattoria e di rimanere tale – sottolinea Valeria Zavadnikova, la giovane proprietaria - in modo da essere in grado di controllare ogni nostra pianta e quindi ogni nostra bottiglia, così da garantire ai nostri clienti un prodotto davvero unico e speciale”.
I vini Montemaggio sono irrevocabilmente legati ai terreni in cui sono coltivati “al loro terroir” ed hanno
assorbito il sapore selvatico dei boschi che circondano la fattoria. A questo si unisce un accurato lavoro in vigna e poi in cantina.
Innanzitutto è importante sottolineare che per ogni varietà di uve sono piantati diversi cloni e portainnesti, in modo da selezionare i migliori. Tutti i sesti d’impianto dei vigneti sono impostati sull’alta densità (in
alcune zone fino a 6250 piante per ettaro). Poi, tramite la potatura viene regolata la carica di gemme, successivamente con la pulitura verde, con il diradamento dei grappoli ed infine, a seguito di un’accurata selezione delle uve in vigna e cantina. Per contro, l’uva prodotta è in piccola quantità (anche 35-45
quintali per ettaro, fino a 60-70 Ql/Ha).
La forma di allevamento scelta è il cordone speronato e nei nuovi vigneti sono in fase di sperimentazione
altre forme tra le quali l’alberello, così da anticipare la maturazione e il guyot. Tutto ciò, unito
all’esposizione Sud, Sud-Ovest, alla pendenza, al microclima, alla natura del terreno e al faticoso e
accurato lavoro svolto, garantiscono un risultato di alta qualità.
Non meno importante la fase della vendemmia: ogni grappolo viene accuratamente selezionato nei
vigneti e la selezione prosegue sul tavolo di cernita prima di entrare in cantina. L’uva è completamente vendemmiata a mano e solo quando gli acini sono perfettamente maturi.
Per quanto riguarda la cantina, il principale intento è quello di limitare al massimo l’utilizzo delle Barrique,
in modo tale da dare l’opportunità di far assaporare il vino e di non far prevalere il gusto del legno. In
particolare, ad esempio, per il Sangiovese sono utilizzate prevalentemente botti grandi o tonneaux , al fine
di non snaturare il sapore del vino con sentori di vaniglia o tannini troppo invadenti.
Utilizzando botti e a causa dell’elevata altitudine, i vini Montemaggio, una volta imbottigliati richiedono un lungo affinamento in bottiglia prima di poter uscire sul mercato, talvolta con tempi diversi rispetto ad altre
aziende.
A proposito della produzione, si può dire che Montemaggio produce in un anno circa 25.000 bottiglie. In particolare: Chianti Classico 13.000, Riserva 10.000, Igt Torre 2000, Igt Rosé di Sangiovese 2000, Igt
Chardonnay 600. Infine due parole sull'export, mercato in cui Montemaggio investe molte delle sue forze, non è un caso che ben il 90% della produzione viene esportata. I mercati principali in cui, questa piccola ma super attiva azienda del Chianti, ha maggior successo sono: Cina, Russia, Stati Uniti, Hong Kong, Ucraina, Svizzera,
Belgio, Lussemburgo, Austria.
Una chicca che evidenzia l’amore vero della proprietà per la terra e i suoi frutti in senso lato, è il meraviglioso orto, progettato in modo da conciliare le esigenze colturali con lo schema compositivo proprio di un giardino di cui vengono riproposti e rivisitati i principali elementi costitutivi. L'orto è infatti suddiviso in aiuole rialzate disposte in modo simmetrico in cui stagionalmente viene pianificato uno schema di piantumazione che associa alle tipiche specie da orto familiare, colture da fiore e alberi da frutto; all'effetto ornamentale e all'aspetto produttivo si somma l'applicazione dei principi del consociativismo agrario, fondamento dell’agricoltura biologica. Notevole lo studio estetico: la recinzione è schermata da alberi da frutto allevati a spalliera tra cui
prevalgono i susini, che in futuro verranno utilizzati nella produzione di un vino dolce da dessert

Il mondo del vino si conferma sempre più attivo sul digitale. Anche per le regioni a vocazione vitivinicola più blasonate un’efficace presenza online assume un’importanza strategica. Per questo Banfi ha voluto rinnovare la sua immagine on line in collaborazione con IM*MEDIA, grazie anche alla lunga expertise dell’agenzia nel settore vino.
Come primo passo IM*MEDIA ha realizzato il progetto per rinnovare completamente il sito dedicato all’ospitalità: castellobanfiilborgo.com. Lo storico castello di Poggio alle Mura, che domina le tenute di Banfi a Montalcino, oltre a una struttura ricettiva di altissimo livello, offre una serie di servizi legati al mondo dell’accoglienza: La Taverna, L’Enoteca, il Museo del Vetro, la possibilità organizzare matrimoni ed eventi.
E da oggi è online anche il nuovo sito castellobanfi.com, il sito istituzionale dell’azienda di Montalcino. I nuovi scatti, realizzati dal fotografo Lucio Gelsi, favoriscono un approccio più emozionale e coinvolgente rispetto al passato.
Per i due siti è stata definita un’impostazione molto simile, al fine di far percepire che il mondo di riferimento è lo stesso. I rimandi fra i due siti sono molteplici e il mondo della produzione si intreccia a quello dell’ospitalità con l’obiettivo di offrire tutta la suggestione dei luoghi meravigliosi in cui nascono i vini Banfi, sia per gli utenti in Italia che all’estero.
L’utilizzo di grandi immagini e la navigazione con scroll verticale coniugano la ricchezza dei contenuti con la fruibilità, garantendo di raggiungere il contenuto ricercato in pochi clic, senza rinunciare ad affascinare l’utente. L’integrazione con i canali social e una sezione Mondo Banfi garantiscono una visione complessiva sull’azienda, anche da un punto di vista digitale.
Immagine, quindi, ma anche strumenti utili a “far trovare” l’azienda in modo semplice: come ad esempio la possibilità di prenotare una camera a Castello Banfi – Il Borgo, una cena a La Taverna, una degustazione in Enoteca o una visita guidata alla cantina. Sul sito dedicato ai vini, oltre a delle schede prodotto complete ma snelle, la sezione Trova i Nostri Vini consente di individuare i distributori in ogni parte del mondo e il Sommelier Corner, che si arricchirà nel tempo, dove addetti ai lavori e appassionati troveranno tanti materiali utili per eventuali approfondimenti.
Dopo tanti anni di esperienza nel mondo del vino, è fonte di soddisfazione per IM*MEDIA la realizzazione del progetto web per un Marchio così prestigioso e affermato, un Cliente che ha una gestione in parte internazionale, con cui è nato un rapporto di vera partnership. Un risultato che è sempre fonte di gratificazione e soddisfazione, oltre che di nuove idee e spunti per progetti futuri.

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Redazione Nove da Firenze