Toscana: visite alle Oasi di Burano, di Orbetello, Orti Bottagone

Padule di Fucecchio: domenica il censimento degli uccelli acquatici


AMBIENTE — Zone umide in festa domenica 2 febbraio, Giornata Mondiale per le Zone Umide (World wetlands day) per ricordare l’urgenza di difendere laghi, lagune e corsi d’acqua e il loro ruolo importante che svolgono nel mondo per le specie migratorie e per le numerose attività economiche che sostengono quali la pesca, il turismo e l’agricoltura, focus delle celebrazioni di quest’anno. Circa 2/3 delle zone umide d’Europa sono scomparse negli ultimi 50 anni e quelle che restano sono sotto pressione per l’inquinamento e i cambiamenti climatici. Un’altra minaccia riguarda le specie migratorie che le popolano e che per fortuna da domani potranno essere ammirate senza rischi. Una fortunata coincidenza, infatti, quella che vede chiudere ufficialmente il 31 gennaio la stagione venatoria quest’anno con un timido segnale positivo con l’anniversario delle Zone Umide, domenica. Per il WWF sarà un’ottima occasione dopo mesi di attività venatoria per osservare in tutta tranquillità anatre, folaghe, aironi e i piccoli limicoli e molte altre specie che affollano durante l’inverno le zone umide del nostro paese e fulcro di importanti rotte migratorie tra Europa, Africa e Asia come molte Oasi WWF che saranno aperte per questa occasione.

CACCIA: PRESIDIO WWF PER DIFENDERE LA BIODIVERSITA’ E ALLINEARCI ALL’EUROPA
Dopo anni di lavoro portati avanti dagli avvocati del Panda, dall’Ufficio legale dell’Associazione e dai volontari che svolgono l’attività di vigilanza ambientale il numero dei ricorsi contro i calendari venatori e le deroghe sull'uccisione di uccelli di piccola taglia sono in diminuzione. «Raccogliamo i frutti delle battaglie che portiamo avanti da moltissimo tempo per il rispetto delle norme da parte delle Regioni italiane», commenta Patrizia Fantilli, responsabile dell'Ufficio legale del WWF Italia. «È stato grazie ai ricorsi e ai successivi pesanti interventi dell'Unione Europea», spiega, «che l'adozione di deroghe e il prolungamento ingiustificato dei calendari venatori hanno subito una frenata». Ma è ancora necessario vigilare sul rispetto della Direttive e su una corretta applicazione della legge N. 157 del 1992, la legge sulla caccia e purtroppo l'unica legge nazionale per la tutela della fauna selvatica in Italia. Eclatante è il caso della Liguria, dove nel 2013 sono stati presentati dal WWF ben quattro ricorsi (di cui tre vinti) contro il calendario venatorio regionale. In pratica, vinto un ricorso, la Regione deliberava un nuovo calendario venatorio, ancora illegittimo, per cui serviva un altro ricorso. Intanto il numero dei cacciatori diminuisce. In dieci anni, tra il 2002 e il 2012, le licenze di Porto di fucile a uso caccia sono scese del 21%, da 885 mila a poco meno di 700 mila, secondo la Polizia di Stato. Ma la caccia continua a fare vittime anche tra gli esseri umani: tra settembre e l'inizio di dicembre 2013 ci sono stati quattro morti e 16 feriti tra la gente comune, in base ai dati diffusi dall'Associazione Vittime della Caccia. «Accade anche per un grave difetto della legge italiana: è ancora in vigore l'articolo 842 del Codice civile, risalente al 1942, che consente ai cacciatori di entrare e sparare nei terreni privati, senza dover chiedere alcun permesso», spiega Fantilli. Su questo il WWF ha presentato ricorso alla Corte Europea dei Diritti Umani di Strasburgo ed è in attesa della sentenza. Il dato delle licenze è fuorviante, ricorda il WWF, infatti sono migliaia i fucili che vengono detenuti senza rinnovare la licenza annuale e che possono essere utilizzati. Insomma il passaggio dalla caccia legale a quella illegale in molti casi può essere più sottile di quanto si pensi. E’ sul fronte del bracconaggio che c’è molto ancora da fare. E’ un fenomeno diffuso, non solo legato alle armi da fuoco e ancora troppo sommerso. Il tasso di illegalità e criminalità ambientale, in Italia, è così elevato che ogni 43 minuti si verifica un illecito, secondo i calcoli del Ministero dell'Ambiente. Allo stesso tempo il nostro Paese è tra i più ricchi di biodiversità in Europa. Ecco perché il WWF, oltre ad attivare centinaia di azioni legali, opera con un network di oltre 300 volontari, le Guardie venatorie, che intervengono dove le forze dell'ordine non riescono ad arrivare. Dal Nord al Sud, le Guardie svolgono un lavoro prezioso e rischioso in particolare contro il bracconaggio. A Bareggio, provincia di Milano, hanno recentemente fermato tre bracconieri che uccidevano qualsiasi volatile sorvolasse quelle campagne, con l'utilizzo di richiami acustici vietati mentre al CRAS di Valpredina nella bergamasca sono decine i rapaci protetti arrivati feriti da armi da fuoco solo durante questa stagione. E in Toscana sono in prima linea contro le uccisioni dei lupi, specie in Maremma, dove si è arrivati all'ostentazione pubblica degli animali uccisi. «Dagli anni 70 non assistevamo a un accanimento tanto grave», ha dichiarato Dante Caserta, presidente del WWF Italia. «La ritorsione contro la fauna selvatica con atti di bracconaggio è un salto nel passato buio dell’Italia».

Domenica 2 febbraio si celebra la "Giornata mondiale delle zone umide", nella data che ricorda la firma, quarantatre anni fa, della storica Convenzione di Ramsar a tutela delle zone umide di importanza internazionale; fra queste, dal 2013, è inserito finalmente anche il Padule di Fucecchio con altre sei aree toscane. Si tratta di un riconoscimento importante, ma anche di un impegno assunto dinanzi alla collettività internazionale ad implementare le azioni di conservazione degli habitat e delle specie animali e vegetali che ne fanno parte, incoraggiando le attività di ricerca e formazione tecnica, incrementando la superficie delle aree protette e la sorveglianza. Ed è proprio in occasione di questa importante giornata che il Centro di Ricerca, Documentazione e Promozione del Padule di Fucecchio rende noti i risultati del censimento degli uccelli acquatici svernanti che si è tenuto nella palude a metà gennaio ed ha confermato, con più di diecimila esemplari censiti, il grande valore naturalistico dell'area. Il censimento rientra in un progetto internazionale di monitoraggio delle popolazioni di uccelli acquatici promosso a livello di grande regione biogeografica (Paleartico Occidentale) da Wetlands International e svolto in Italia sotto l’egida dell’ISPRA - Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale. Nel Padule di Fucecchio il censimento viene organizzato dal Centro Ornitologico Toscano con il supporto locale del Centro di Ricerca e ha coinvolto quest’anno 10 rilevatori abilitati dall’ISPRA e 20 collaboratori che, visti i notevoli livelli idrici, hanno coperto tutta l’area umida a piedi o in barca (canoa del Centro e barchini guidati da esperti padulini). Nel corso del censimento sono state rilevate 31 specie diverse per un numero complessivo di 10388 uccelli; particolarmente numerose le Alzavole (5163 esemplari) ed i Germani reali (1164), ma si sono registrati buoni numeri anche per le Folaghe (697), le Pavoncelle (295) e gli Aironi guardabuoi (693). Anche quest’anno le concentrazioni maggiori sono state registrate all’interno della riserva naturale pistoiese, dove sono stati censiti 3643 esemplari; particolarmente "affollate" anche l'Oasi di Protezione della Paduletta di Ramone e del Pratone (1156 esemplari) e la zona di rispetto venatorio istituita dall'ATC nel Marconi (2202 esemplari). I dati del censimento degli uccelli acquatici svernanti, svolto in Padule con la stessa metodologia negli ultimi trent'anni, costituiscono una chiara indicazione sull'efficacia delle attività di gestione della Riserva Naturale e un forte incoraggiamento a proseguire negli interventi di miglioramento degli habitat nell’area protetta. Il Centro di Ricerca e il Centro Ornitologico Toscano ringraziano le Province di Pistoia e Firenze, il Circondario Empolese Valdelsa, il Consorzio di Bonifica del Padule di Fucecchio, l’Azienda Agricola Castelmartini, l’ATC 16 di Pistoia, tutti i rilevatori ed i collaboratori che hanno contribuito alla buona riuscita del censimento.

Redazione Nove da Firenze