Vino, i rossi toscani dominano l'export made in Italy

Consorzi emergenti trainano il vigneto verso un nuovo exploit sui mercati mondiali, con un fatturato export complessivo in crescita del 46% negli ultimi 5 anni. Un 2013 in crescita, per la Cooperativa dei Vignaioli del Morellino di Scansano


ENOGASTRONOMIA — FIRENZE - Grandi rossi e consorzi emergenti trainano il vigneto Toscana verso un nuovo exploit sui mercati mondiali, con un fatturato export complessivo in crescita del 46% negli ultimi 5 anni e un valore del commercio estero che nel 2013, secondo le proiezioni di Toscana Promozione, l'agenzia di promozione economica della Regione, è destinato a superare i 743mln di euro (+6%).

In primo piano il dominio dei vini rossi Dop che puntano oltre quota 503 milioni di euro, segnando un fatturato export più che doppio su veneti e piemontesi, rispettivamente secondi e terzi nella speciale classifica per regione dei rossi di qualità più venduti all'estero nel 2013. Complice il successo in Asia, dove i rossi hanno segnato un +17,8% (Cina, +37,5%; Hong Kong, 27,5% e Giappone, +9,9%) e i buoni risultati sui mercati di sbocco (Stati Uniti, Germania e Canada). "I viticoltori negli ultimi anni hanno avuto la possibilità di scegliere se mantenere le posizioni conquistate o mettersi di nuovo in gioco e alzare ancora di più il già alto gradimento internazionale", ha detto l'assessore all'agricoltura Gianni Salvadori. "Il risultato è che oggi quasi il 95% della produzione del nostro vino è Dop o Igp, quando la media nazionale è al 75% mentre il nostro prodotto da tavola è di cinque volte inferiore alla media italiana (5% contro 25%). Un risultato – ha concluso l'assessore – frutto di un gioco di squadra in cui accanto alle eno-icone stanno giocando da titolari anche le aree emergenti e di un ‘restyling' di oltre un terzo dei nostri vitigni". E proprio i consorzi, anche quelli emergenti (Carmignano, Bolgheri, Elba, Val di Cornia, Montecucco, Morellino di Scansano, Cortona, Chianti, Chianti Colli senesi, Chianti Colli Fiorentini, Chianti Rufina, Valdarno di Sopra, Terratico di Bibbona) saranno per la prima volta nella storia dell'enologia regionale i protagonisti della quarta edizione di Buy Wine (Firenze, 15-17 febbraio 2014), il workshop internazionale tra 258 produttori e 296 buyer stranieri per una previsione di oltre 6mila incontri B2B (business to business). In prima fila, le Anteprime del vigneto Toscana che rappresenta il 13% del Pil agricolo della regione con quasi 60mila ettari vitati e oltre 2mln di ettolitri prodotti ogni anno.
Un modello produttivo che per tre quarti è dedicato ai rossi, con ben 26mila aziende interessate alla coltivazione della vite. A fare la parte del leone sono le province di Siena e Firenze, con il 59% degli ettari vitati, ma in evoluzione sono tutte le province toscane, a partire da Grosseto (8,7mila), Arezzo (6,4mila ettari), Pisa (3,1mila) e Livorno (2,7mila). In attesa dei dati definitivi i soli vini Dop (rossi e bianchi), da gennaio a settembre 2013, hanno rappresentato il 70,6% dell'export regionale toscano. Tra le aree di mercato, è testa a testa tra Europa (167.0 milioni di euro) e America (163,0 milioni). Concluse le contrattazioni di Buy Wine - che vedrà presenti buyer di 33 Paesi provenienti da mercati di sbocco o emergenti, come Brasile (20), Cina (18), Corea del Sud (18), Giappone (16), e Vietnam (10) - Anteprime di Toscana si estenderà all'intero territorio regionale e alle anteprime dei consorzi Vino Nobile di Montepulciano, Vernaccia di San Gimignano, Chianti Classico e Brunello di Montalcino.

I toscani premiano la vendita diretta: nuovo exploit per Botteghe, mercati e punti vendita. Venditadiretta dal produttore al consumatore e “filiere” garantite in controtendenza in Toscana dove nel 2013 le aperture di Botteghe a marchio “Campagna Amica” sono aumentate del 42% mentre i mercati esclusivi degli agricoltori contraddistinti dai gazebo gialli del 14%. A spingere i toscani tra le braccia della vendita senza intermediazioni (ed intermediari) è il rapporto qualità-prezzo, la garanzia della provenienza e il legame con il territorio. Ad evidenziare un trend positivo, e soprattutto costante da un paio di anni a questa parte, è un sondaggio di Coldiretti (info su www.toscana.coldiretti.it) secondo cui più di 8 toscani su 10 (82%) cercano di riempire il carrello della spesa con prodotti italiani al 100% e di questi, ben il 52%, più della metà quindi, è disposto a pagare anche qualcosa di più. I toscani, e fortunatamente non solo loro, vogliono mangiare “sicuro”, senza imbrogli, e, se possibile, conoscere il produttore, altro elemento di garanzia. Ed è esattamente in questa direzione che ha deciso di andare il fiorentino Filippo Chiocchini e la sua azienda agricola “Podere Poggio al Sole” che dopo il punto vendita aziendale sulle colline che guardano Fiesole e Firenze, inaugura, sabato 1 febbraio, alle 16,30, in Via Santa Reparata, 7R, a due passi dal mercato di San Lorenzo, nel centro storico di Firenze, un punto vendita “urbano”. Il farmer’s shop. All’inaugurazione sono attesi i vertici regionali e provinciali di Coldiretti. Un piccolo spazio accogliente, ordinato che profuma di toscanità e di lavanda dove residenti ma anche e soprattutto turisti potranno trovare e portare a casa un pezzo di quel Made in Tuscany agroalimentare da primato mondiale. In vendita, insieme ai prodotti aziendali, vino Chianti e Igt e biodinamico, olio extravergine ed olii essenziali, marmellate, pasta artigianale, porchetta medioevale di Cinta Senese, formaggi, salse, ragù e molto altro. L’azienda “Podere Poggio al Sole” è una delle 850 aziende agricole toscane che hanno aderito al progetto di Campagna Amica promosso da Coldiretti per una filiera agricola tutta italiana (+60% nel 2013) e che si impegnano quotidianamente per assicurare al consumatore prodotti di qualità, sicuri, tracciati, sostenibili e “vincolati” all’identità del territorio in cui sono prodotti.

Per conoscere tutti gli appuntamenti con i mercati, Botteghe e punti vendita di Campagna Amica visita il sito www.campagnamica.it

#AmoDaVinci, a San Valentino in palio due bottiglie di Da Vinci Brunello di Montalcino
A vincerle sarà la frase migliore postata sui social network entro il 10 febbraio. In giuria anche il giornalista e critico enogastronomico Leonardo Romanelli


L’amore vince sempre… Ma se grazie a questo sentimento foste voi a vincere? Cosa? Come?
Cantine Leonardo da Vinci lancia un concorso sui social network. In palio due bottiglie di 2007 Da Vinci Brunello di Montalcino. Ad aggiudicarsele chi, lasciandosi ispirare dall’etichetta di questa bottiglia, scriverà la migliore frase d’amore postandola con hashtag #AmoDaVinci. Non siete pratici dei social network? Niente paura, partecipare è molto semplice: basta avere un profilo su Facebook o Twitter, cercare “Cantine Leonardo da Vinci”, cliccare “Mi piace” o “Segui” e postare la frase inserendo all’inizio del post #AmoDaVinci. C’è tempo fino alle ore 23.59 di lunedì 10 febbraio. Il giorno successivo una giuria composta dalla dirigenza aziendale e arricchita dalla presenza del giornalista e critico enogastronomico Leonardo Romanelli sceglierà la migliore. Il vincitore verrà comunicato sulle pagine social di Cantine Leonardo da Vinci e l’autore contattato privatamente così che possa fornire i dati a cui spedire le due bottiglie di 2007 Da Vinci Brunello di Montalcino. Non resta che lasciarsi ispirare e postare: la sera di San Valentino potreste essere i fortunati a brindare con la vostra dolce metà degustando il vino vincitore dell’importante concorso International Wine Challenge nella categoria “Brunello”. In bocca al lupo e vinca la frase migliore ispirata alla nostra etichetta.
Ricordate… #AmoDaVinci!

Continuano i risultati positivi della Cantina Cooperativa dei Vignaioli del Morellino di Scansano. Si è svolta martedì l’assemblea ordinaria per l’approvazione del bilancio chiuso al 31 agosto 2013. Oltre ai soci della cantina, che hanno approvato all’unanimità il bilancio, erano presenti anche i rappresentati delle istituzioni locali (in particolare il Presidente della Provincia di Grosseto Leonardo Marras e il Sindaco di Scansano Sabrina Cavezzini), esponenti delle associazioni di categoria e il presidente del Consorzio Tutela Vino Morellino di Scansano Docg, Giuseppe Mantellassi. Malgrado la congiuntura negativa che caratterizza il nostro paese, la Cantina prosegue il suo percorso di crescita e consolidamento lungo la strada della qualità, cosciente del ruolo che questa attività ha su tutto il territorio di Scansano e dintorni, a partire dalle famiglie dei circa 150 soci che ne fanno parte, come ha avuto modo di ribadire il Presidente della Cantina, Benedetto Grechi. Cresce in particolare il canale HORECA che ha visto un incremento di oltre il 46%, dopo gli investimenti fatti in questi ultimi tre anni per sviluppare una rete di vendita capillare che porti il Morellino di Scansano Docg e gli altri vini della cantina nei migliori ristoranti e wine bar d’Italia. Il trend positivo riguarda anche l’export con una crescita pari al 36% rispetto allo scorso esercizio e un fatturato più che triplicato rispetto ai due esercizi precedenti. La crescita in questi due canali ha un’importanza strategica essendo infatti il risultato di una strategia di valorizzazione e di qualità del Morellino di Scansano Docg. Al tempo stesso, la Cantina continua comunque a crescere anche nella GDO (+14,2% di fatturato) grazie anche allo sviluppo di una strategia di partnership con alcune importanti catene che ha portato alla creazione di etichette personalizzate ma sempre a marchio Vignaioli del Morellino di Scansano anche dal fatto che, soddisfacendo la richiesta di alcuni importanti clienti, si sono studiate e proposte nuove etichette personalizzate. Questi risultati hanno permesso di raggiungere una liquidazione media a quintale, per il Morellino di Scansano Docg pari a 141,17 euro contro i 128,37 dell’esercizio precedente. Un risultato significativo. A tal proposito Benedetto Grechi ha anzi dichiarato che «se la cooperativa è in grado di raggiugerne questi risultati e permettersi queste liquidazioni è perché non abbiamo intenzione di appiattirci, ma di puntare sempre al miglioramento. Uno sforzo comune che coinvolge ognuno dei soci nel percorso verso la qualità». Questi risultati in termini di vendite e fatturato vanno letti anche alla luce degli ottimi riconoscimenti nazionali e internazionali che hanno avuto i vini quest’anno: la medaglia d’oro al Roggiano 2012 al Concorso Internazionale di Vienna, le 3 stelle Veronelli e i 2 bicchieri Gambero Rosso al Roggiano Riserva 2010, i 4 grappoli della guida A.I.S. al Sicomoro 2009 e il premio Vino Quotidiano che Slow Food ha assegnato al Capoccia 2012. Infine, il Roggiano Biologico è stato premiato dalla guida di Legambiente come miglior rosso biologico d’annata a livello nazionale.

Redazione Nove da Firenze