Acqua pubblica, al TAR della Toscana le ragioni dei movimenti

Al centro della prima udienza le Delibere ex-ATO2 e la remunerazione del capitale

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
07 marzo 2013 14:18
Acqua pubblica, al TAR della Toscana le ragioni dei movimenti

Si è tenuta mercoledì 6 marzo presso il TAR della Toscana l'udienza di discussione per il ricorso, presentato dal Forum Toscano dei Movimenti per l'Acqua e da alcuni utenti del servizio idrico, contro Acque S.p.a e le delibere 12, 13 e 14 dell'ex-ATO2 del dicembre 2011, con cui l’ATO si autorizzava il gestore a richiedere la remunerazione del capitale investito, nella palese inosservanza dell'esito referendario del giugno 2011. Nel merito, l'udienza ha riguardato la richiesta di rinvio della discussione, avanzata dall'AIT (ex-ATO2) e da Acque S.p.a, nell'evidente attesa dello scadere del tempo utile per il completamento dei lavori da parte dell'Autorità, previsto per la fine di maggio, e l'approvazione definitiva delle tariffe per l'ex-ATO2.

(NOTA: nell'ultimo documento dell'Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas di risposta al parere del Consiglio di Stato, si parla di 120 giorni dalla pubblicazione del 31 Gennaio, anziché il 31 marzo come detto nel documento del 28-12). L'impostazione tecnica dell'impianto difensivo messa in atto dall'avvocato della controparte, ha ancora una volta fatto passare il percorso di rimodulazione del modello tariffario, come una conseguenza derivata da un ipotizzato vuoto normativo da riempire, del tutto inesistente, come già esplicitamente affermato dalla Corte Costituzionale in fase di esame della proposta referendaria, anziché come il frutto della volontà politica ben precisa di sopperire al vuoto economico cui i gestori sarebbero andati incontro una volta eliminata la componente di profitto. Quello che da sempre il Movimento sostiene è che i lavori dell'Autorità, recepiti dalla nuova Autorità Idrica Toscana che sostituisce i 6 Ato territoriali regionali, sono funzionali al mantenimento delle garanzie economiche e finanziarie delle società di gestione, in solido con gli indirizzi politici di governo, nonostante che la volontà chiara dei cittadini derivata dall'esito dei due referendum vada in direzione della sottrazione dei servizi locali dal mercato.

L'eliminazione della componente di profitto non è una questione tecnica da riproporre in altre forme come previsto dal nuovo impianto tariffario, là dove si parla di oneri finanziari e tributi. Come anche ribadito dal parere del Consiglio di Stato, il referendum ha un effetto propagatorio su tutto il complesso normativo che tratta la gestione della risorsa idrica nei termini di mercato (efficienza, competitività..). Dunque la 'tecnologia' delle voci da inserire in tariffa trasforma l’acqua in una merce, al pari di altri Beni Comuni necessari alla vita e quali condizioni per l'eliminazione degli ostacoli materiali e sociali che impediscono il pieno sviluppo della persona e la sua partecipazione effettiva alla vita sociale, come sancito dall'Art.3 della Costituzione. Tra qualche giorno si saprà se il Tribunale avrà deciso di accogliere la richiesta di rinvio o procedere invece alla discussione collegiale del ricorso che porterà ad una sentenza entro poche settimane.

Notizie correlate
In evidenza