Disoccupazione, le ricette di Ecodem Toscana

Il Pd chiama in causa il Movimento 5 Stelle. "Incentivi per l'acquisto di prodotti realizzati con materia derivata dalle raccolte differenziate post consumo"


CRISI ECONOMICA — Non è più tempo per slogan e battute: l'Istat rileva che i disoccupati in Italia sono arrivati a sfiorare i 3 milioni, in aumento, e altri 3 milioni sono i precari. La disoccupazione giovanile è salita ad inizio 2013 fino al 38,7%, dato mai registrato prima! La green economy e lo sviluppo sostenibile rappresentano al momento l'unica strada seria e realistica per elaborare un piano nazionale per l'occupazione e non può essere sprecata. Il Partito Democratico presenti al più presto un programma di governo che ponga al primo posto, insieme alla riforma del sistema politico, questo tema coniugandolo nei seguenti punti:

Politica industriale ecologica e Agenda digitale: lavorare per una riconversione ecologica dell'economia attraverso una riedizione di Industria 2015 (attualizzata a Industria 2020) con particolare attenzione al riuso, al riciclo e alla gestione sostenibile delle materie prime. Riprendere ed approvare il DDl "Incentivi per l'acquisto di prodotti realizzati con materia derivata dalle raccolte differenziate post consumo". Rendere operativa l'Agenda digitale italiana già istituita dal governo Monti, ma con margini di miglioramento.

Strategia energetica nazionale: riscrivere il documento redatto dall'esecutivo Monti, bloccando immediatamente l'iter delle pericolose concessioni petrolifere offshore - riavviato dal ministro Corrado Passera - al largo di aree di grande pregio ambientale come le Tremiti, le isole, in Adriatico e nel Canale di Sicilia. Rendere permanente bonus 55% per la riqualificazione energetica degli edifici e trovare il miglior compromesso possibile per lo sviluppo di tutte le energie rinnovabili.
Consumo di suolo, dissesto idrogeologico, rischio sismico, valorizzazione del territorio: la più grande opera di cui ha bisogno l'Italia, anche a causa dei cambiamenti climatici in corso, è la difesa del suo fragile territorio. Migliorare e approvare il ddl Catania contro il consumo di suolo e contemporaneamente rendere stabile le detrazioni del 50% per le ristrutturazioni edilizie, estendendole agli interventi di prevenzione antisismica. Approvare un piano straordinario contro il dissesto idrogeologico in Italia. Inoltre, la valorizzazione delle nostre eccellenze ambientali: dalla realtà delle aree protette alla filiera agroalimentare di qualità.
Acqua: rispettare gli esiti referendari; avviare cioè un percorso di ripubblicizzazione per la fine delle gestioni esistenti; investire in un Piano per l'acqua (considerati cambiamenti climatici, carenza idrica, alluvioni), che al contempo muova l'economia reale in direzione sostenibile, creando così nuovi posti di lavoro.
Su questi temi, il Movimento 5 Stelle non può rinunciare a dare risposte: deve dire chiaramente ai giovani e meno giovani che l’hanno votato se attuare queste trasformazioni, che potranno dare una reale risposta alla domanda di lavoro, è una sua priorità politica! Al Partito Democratico chiediamo come iscritti all'Associazione degli Ecologisti Democratici di non avere tentennamenti nel porre questi punti al primo posto nell’agenda del nuovo Governo che dovrà responsabilmente presentarsi alle Camere. Ma, anche il Pd non può continuare ad adottare le stesse logiche politiche di questi ultimi anni e di questa campagna elettorale. Altro che presidenze delle Camere a M5S e Pdl! Se gli Ecodem vogliono avere un ruolo nella società civile, nei prossimi mesi, abbiano il coraggio e la spregiudicatezza di denunciare questo conformismo politico che ha “anchilosato” i democratici italiani. Discutendone quanto prima nel proprio congresso nazionale.

Redazione Nove da Firenze