La bellezza risiede nella capacità di evolversi senza smarrire la propria anima, trasformando il peso del passato nel volano del futuro. A Greve in Chianti, ieri mattina abbiamo assistito a una dimostrazione che ridefinisce i confini del lusso enologico: l’inaugurazione della nuova Cantina del Cabreo. Non si tratta semplicemente di un nuovo centro produttivo, ma del compimento di un’ambiziosa visione della famiglia Folonari che fonde terra, architettura e innovazione in un linguaggio colto e contemporaneo.
L’intervento guidato dall’architetto fiorentino Carlo Ludovico Poccianti è un esempio di recupero identitario. Ciò che era un edificio agricolo degli anni ’70 è stato trasfigurato in un "tempio" del vino dove ogni materiale racconta una storia.
La continuità materica tra il suolo e la struttura è garantita dal cotto dell’Impruneta fatto a mano (Cotto Manetti) e dalla pietra toscana, ma è nei dettagli più tecnici che emerge la sensibilità del designer. Le pareti sono state trattate con un particolare cocciopesto, un intonaco di antica tradizione romana dalle eccellenti proprietà idrofughe e traspiranti, scelto per controllare l'umidità interna e donare un calore artigianale agli spazi. A suggellare questa unione tra arte e vino, l'inaugurazione ha visto il debutto di un'opera esclusiva di Betty Soldi, "alchimista della parola", che ha interpretato graficamente i valori della famiglia Folonari.
“La nuova Cantina del Cabreo è la sintesi perfetta tra identità aziendale, visione imprenditoriale e futuro. È un’esperienza immersiva radicata nella tradizione toscana ma nel contempo profondamente innovativa.” ha spiegato il Presidente Giovanni Folonari.
Dietro l'estetica solenne si cela un investimento di 7 milioni di euro. La tecnologia non è qui fine a se stessa, ma è al servizio del singolo acino: un selezionatore ottico analizza infatti ogni chicco d'uva per garantire una qualità assoluta.
Colpisce la capacità di nobilitare l'acciaio dei tini attraverso il design. Le vasche di vinificazione sono impreziosite da fasce bronzate appositamente disegnate per risaltare le proporzioni architettoniche e conferire all'ambiente una preziosità artigianale che contrasta con la precisione industriale. La cantina vanta una capacità di 4.500 ettolitri tra tini d’acciaio inox e oltre 300 legni (tonneau, barrique e botti stagionate), con vasche sovrapposte che permettono la gestione separata dei singoli cru di vigneto, rispettando la complessità pedologica di Zano e Panzano in Chianti.
Le Tenute del Cabreo non producono solo vino; curano un ecosistema che ha valso all'azienda il titolo di Vinitaly Territory Ambassador 2026. Il progetto enoturistico, avviato nel 2017, offre un’esperienza che coinvolge tutti i sensi.
Dormire nei due Relais di charme, Borgo del Cabreo e Pietra del Cabreo (entrambi con 11 camere e piscine panoramiche affacciate sul borgo medievale di Montefioralle), significa abitare il paesaggio. L’esperienza culmina al Ristorante Cabreo, dove lo chef Alessio Sedran reinterpreta la cucina tradizionale toscana, creando dialoghi gastronomici con le etichette iconiche della tenuta in un ambiente dove la materia naturale rimane protagonista.
La nuova cantina è lo scrigno per i due pilastri che tra il 2025 e il 2026 hanno celebrato il loro quarantennale.
- Cabreo Il Borgo Toscana IGT: Un blend di Sangiovese, Cabernet Sauvignon e Merlot. Dopo 24 mesi in piccoli legni tostati, esprime una sinergia aromatica straordinaria: note di marasca, cocco, cioccolato e infusi di erbe aromatiche.
- La Pietra Chardonnay Toscana IGT: Il primo Supertuscan bianco dell'azienda (nato nel 1983). Fermentato e maturato in legno, regala un bouquet vellutato di glicine, gelsi bianchi e pietra focaia.
La gamma è completata dall'eleganza del Black Toscana IGT (Pinot Nero) e dalla potenza del Cabreo Mytho Toscana IGT, massima espressione del Sangiovese ottenuta tramite un complesso processo di surmaturazione degli acini.
Il futuro del Cabreo ha radici profonde, custodite in una "bottiglieria" realizzata interamente in ferro. Questo spazio, concepito come una vera biblioteca del vino, accoglie le annate storiche e ospita il dipinto dell'artista Paquito Forster, un'antica rappresentazione grafica dei terreni aziendali che funge da connessione simbolica con la storia del territorio.
Questa eredità passa ora nelle mani di Davide Profeti, nominato nuovo Amministratore Delegato lunedì 4 maggio 2026. Profeti, succedendo a Bruno Alvisini, porta con sé un'esperienza ventennale nel Chianti Classico per guidare l'azienda verso nuovi traguardi internazionali.
“È per me un onore entrare a far parte di un’azienda fondata su valori solidi. Intendo lavorare per favorire un ulteriore processo di crescita, orientato all’innovazione e alla valorizzazione del patrimonio aziendale.” ha dichiarato il nuovo Amministratore Delegato Davide Profeti.
La nuova Cantina del Cabreo non è solo una struttura d'eccellenza architettonica; è un atto d'amore verso la Toscana. Il legame indissolubile tra la famiglia e Greve in Chianti è stato suggellato dal conferimento della cittadinanza onoraria ad Ambrogio Folonari, riconoscimento al suo contributo strategico per la rinascita dell'enologia regionale.
Tra pareti in cocciopesto, lame di luce "sacra" che tagliano la tinaia e il silenzio operoso della bottaia, il Cabreo ci ricorda che l'innovazione più grande è quella capace di proteggere il tempo, trasformando un sorso di vino in una testimonianza eterna di bellezza.