UNESCO, restituito al pubblico il baluardo del Parco della Val d’Orcia

Finalmente restaurata la Rocca di Tentennano. Domenica 9 ottobre, la presentazione dell’intervento di riqualificazione a Castiglione d’Orcia finanziato dalla Fondazione Monte dei Paschi di Siena e promosso dalla Fondazione Musei Senesi


TRADIZIONI —
Si è finalmente concluso il complesso intervento di riqualificazione funzionale e di recupero della Rocca di Tentennano, l’imponente fortezza poco lontano da Castiglione d'Orcia che, sin dalla sua costruzione voluta dai Conti Tignosi nel secolo XIII come presidio sulla sottostante via Francigena, ebbe un’importante funzione strategica per il controllo del territorio meridionale dell’antico stato senese.

L’intervento, reso possibile grazie al contributo della Fondazione Monte dei Paschi di Siena, e coordinato dalla Fondazione Musei Senesi, a cui la Rocca, assieme alla Sala d’Arte San Giovanni, afferisce, ha interessato alcuni elementi interni alla Rocca, inseriti nel corso del precedente restauro eseguito tra il 1975 e il 1988. Particolare attenzione è stata infatti prestata alle strutture metalliche dei percorsi e dei serramenti, che dovevano essere adeguate sia da un punto di vista funzionale, sia da un punto di vista estetico, attenuandone l’impatto sulla fortezza, una delle più note e spettacolari della Val d'Orcia, che spicca maestosa in mezzo alle colline riconosciute dall’UNESCO come patrimonio dell’umanità.

Nella prospettiva di rendere la Rocca un polo espositivo fruibile, l’intervento di manutenzione straordinaria ha riguardato prevalentemente gli spazi del cortile e i due livelli interni del mastio: è stata infatti rimossa la scala esterna di accesso al sito, ora sostituita da un nuovo elemento riposizionato nel luogo originario, sempre con impiego di strutture in metallo color ossido “tipo corten” lievemente distaccate dalle strutture murarie e con minimi punti di contatto a garanzia della massima reversibilità, ma con ridisegno minimale degli elementi, in particolare dei parapetti. La nuova soluzione per la scala di accesso e la riduzione delle passerelle finora eccessivamente sporgenti consentirà di utilizzare gli spalti come parte del camminamento d’ingresso, come probabilmente doveva avvenire storicamente, riducendo notevolmente l’impatto delle nuove sovrastrutture, che anche nel cortile andranno a sostituire le parti in calcestruzzo con materiali naturali e meno invasivi.

Il restauro ha inoltre consentito la sostituzione dei precedenti infissi e il ripristino dei camminamenti sospesi interni, ma anche l'installazione di un nuovo sistema di illuminazione interna, in sostituzione dei precedenti e ormai obsoleti tralicci, ed esterna, allo scopo di esaltare ancora di più e al meglio le caratteristiche di un monumento simbolo delle Terre di Siena.L'importanza storica della Rocca di Tentennano, dove soggiornò anche santa Caterina da Siena, è straordinaria per le vicende della storia senese. La presentazione dei restauri e la visita agli spazi restaurati si terranno domenica 9 ottobre alle ore 16.00 a ingresso libero. In occasione del Festival Contemporaneamente Barocco, al termine della cerimonia, alle 17.30, i partecipanti potranno assistere al concerto Dans la chambre du roi. Musica a lume di notte per Luigi XIV a cura di Michele Pasotti (chitarra barocca, liuto barocco, tiorba) nella vicina Chiesa di San Simeone a Rocca d’Orcia.

Recentemente Castiglione d’Orcia, suggestivo borgo raccolto attorno all’antica fortezza nel suo assetto urbanistico medievale, ha visto anche il recupero di un altro prezioso gioiello del suo territorio: la Maestà in trono dipinta da Lorenzo di Pietro detto il Vecchietta, che sarebbe nato, secondo la leggenda, proprio a Castiglione, conservata nella Sala d’Arte San Giovanni, che si trova nell'antica sede dell’omonima confraternita. La collezione, che si inserisce nel circuito dei Musei Senesi, conserva, come un piccolo prezioso scrigno, i dipinti eseguiti per Castiglione e Rocca d’Orcia da alcuni dei maggiori esponenti della scuola senese dei secoli XIV e XV, fra i quali Simone Martini e Giovanni di Paolo, e numerosi arredi liturgici.

Redazione Nove da Firenze