Appelli al voto e la lettera aperta al ministro Prestigiacomo

Il Wwf scrive al ministro dell'ambiente. Il Pd lancia l'appello a recarsi alle urne domenica e lunedì prossimi e il Pdl invita ad un'astensionismo consapevole'


REFERENDUM 12 E 13 GIUGNO — Lettera aperta del WWF al ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo:

“Il ministro dell’Ambiente si pronunci sui temi referendari di acqua e nucleare e sull’importanza del voto per i referendum del 12 e 13 giugno”. E’, in sintesi, l’obiettivo della lettera che il WWF Italia oggi ha inviato al ministro Stefania Prestigiacomo, a firma del presidente nazionale, Stefano Leoni, e del presidente onorario Fulco Pratesi ,che nella missiva si dicono “stupiti per il suo perdurante silenzio in questa campagna referendaria”. Di qui l’appello in vista della consultazione referendaria: “Si può ancora fare qualcosa: nel momento in cui il popolo italiano viene chiamato a partecipare, dare un segnale di sensibilità e invitare, comunque la si pensi, ad andare a votare, come c’insegna anche il Presidente della Repubblica. Sappiamo che rispetto ai quesiti referendari lei si trova su posizioni diverse dalle nostre. Tuttavia, la invitiamo a non prendere la nostra come una richiesta strumentale. Riteniamo, infatti, che chiarire come sia importante confrontarsi ed andare a votare sia un gesto necessario per difendere lo stesso ruolo ministero dell’ambiente e la politica ambientale più in generale”. Sull’energia nucleare Leoni e Pratesi ricordano inoltre alla Prestigiacomo che è stata proprio lei “a segnalare ai ministri suoi colleghi come, dopo l’incidente alla centrale nucleare di Fukushima, sarebbe stata una scelta suicida schierarsi a favore del nucleare. E riteniamo che le sue parole non siano state dettate solo da valutazioni contingenti, ma da una sincera sensibilità”. In particolare sulla crisi nucleare in Giappone i due presidenti del WWF sottolineano che anche se “non tocca direttamente il nostro Paese, porterà un gravissimo inquinamento radioattivo, persistente per decenni nelle acque dolci superficiali e di falda e a mutazioni genetiche nelle specie marine”. Di qui un invito alla riflessione sulle scelte in materia energetica da parte di altri Paesi europei: “Se il Giappone è lontano, la scelta fatta dalla Germania (proprio la “locomotiva d’Europa”) di dire addio al nucleare entro l’anno 2022, portando nel contempo la quota di energia da fonti rinnovabili dal 17% al 35%, e in questi giorni anche dalla Svizzera, dovrebbe indurre anche l’Italia, dove centrali nucleari attive non ci sono (grazie al referendum del 1987), a chiarire cosa si intenda per Sviluppo sostenibile”.
Sull’importanza di un’economia e di un’energia davvero sostenibili scende in campo Un settore in cui proprio in queste ore anche Papa Benedetto XVI, affermando che “lo sfruttamento di energie pulite in grado di salvaguardare il patrimonio del creato ed essere senza pericolo per l'uomo, devono costituire priorità politiche ed economiche''. Il WWF esprime vivo apprezzamento per l’alto messaggio del Pontefice.
Il WWF Italia inoltre ricorda che attualmente i cittadini italiani pagano in bolletta circa 1 miliardo di euro l’anno per lo smantellamento delle vecchie centrali nucleari dismesse in seguito al precedente referendum del 1987 (v. scheda). “Sui referendum sull’acqua sarebbe interessante conoscere la sua posizione, viste le rilevanti competenze che il Codice dell’ambiente assegna al suo Ministero nella gestione ecologica del servizio idrico integrato, nell’efficienza del sistema di distribuzione dell’acqua per evitare sprechi e per garantire la qualità di questa risorsa”.
Si allega

Scheda su costi nucleare:

REFERENDUM: WWF, “IL NUCLEARE E’ UN BUCO NERO: 1 MILIARDO L’ANNO IN BOLLETTA PER PAGARE ANCORA LE VECCHIE CENTRALI. IL FOTOVOLTAICO UNICA INDUSTRIA ITALIANA IN SVILUPPO”
Tra gli effetti a lungo termine del nucleare non c’è solo la radioattività: sulle spalle degli italiani pesano tuttora i costi del nucleare dismesso nel 1987, a dimostrazione che è una tecnologia che, una volta avviata, diventa un vero e proprio buco nero economico. Attualmente infatti paghiamo in bolletta circa 1 miliardo di euro l’anno per i vecchi impianti nucleari, chiusi dopo il referendum del 1987, per un totale finora di 23 miliardi di euro complessivi per zero kWh prodotti. E’ la stima del WWF Italia, a partire dai dati dell’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas (AEEG). Alla voce “oneri generali” della bolletta – spiega l’associazione – troviamo i costi del nucleare in due capitoli di spesa da 500 milioni di euro ciascuna: ‘Mct’, che sta per Misure di compensazione territoriale per lo smantellamento delle centrali nucleari, e ‘A2’, smantellamento delle centrali nucleari e chiusura del ciclo del combustibile. Del tutto diversa la realtà del fotovoltaico: negli ultimi 3 anni sono stati prodotti ben 5 GW (Giga Watt) - l’equivalente di una grossa centrale nucleare- e nel settore lavorano ben 20 mila addetti. Insomma, in controtendenza con la crisi economica in atto, un vero e proprio boom. Ma l’elemento più rilevante è che i costi dei pannelli sono certi: una volta che l’impianto si paga, produce energia per 20 anni senza ulteriori esborsi. Anzi, il prezzo del Fotovoltaico, già dimezzato in pochi anni, raggiungerà la grid parity (coincidenza del costo del kWh fotovoltaico con il costo del kWh prodotto da fonti convenzionali) entro circa 5 anni. “I cittadini italiani decideranno se aprire un nuovo buco nero, che succhierà enormi risorse e provocherà enormi rischi, o andare verso il sole, in tutti sensi”, conclude Mariagrazia Midulla, responsabile Clima ed Energia del WWF Italia.



Andrea Manciulli, segretario Pd Toscana:

“ referendum del 12 e 13 giugno sono una nuova occasione per un nuovo importante risultato.

Non vogliamo il nucleare, non vogliamo le scorie in provincia di Grosseto, non vogliamo una centrale a Montalto di Castro, alle porte della Toscana. Non vogliamo un Governo che cerca di truccare la partita sulla pelle del futuro.

L'esito del voto della ormai prossima consultazione elettorale chiarirà in modo definitivo l'intenzione degli italiani di voltare pagina. L'Italia è pronta a curare i suoi mali, a dare vita ad una nuova stagione di governo.

Quattro quesiti che meritano la nostra risposta. Quattro risposte che si misurano con provvedimenti legislativi che non hanno alcuna possibilità di affermarsi con il voto popolare. Come potrebbero? Come potrebbe essere condivisa la decisione di piazzare nel nostro paese un sistema di centrali nucleari che oltre ad essere molto costose finiscono per essere drammaticamente pericolose, mentre invece abbiamo tutte le risorse per puntare sulle energie rinnovabili? Come potrebbe essere condivisa la legge per cui le illegalità del Presidente del Consiglio finiscano protette dal fatto che il "reo" è costretto dalle fatiche del governare? Poi c'è la questione dell'acqua. Ci sono opinioni diverse, esperienze importanti, come quelle in corso, qui da noi in Toscana, ci sono proposte e progetti che meritano approfondimenti e la nostra attenzione. La Toscana può giocare un ruolo con la propria specificità, con il suo modello avanzato di gestione pubblica dell'acqua.

Ora è ancora una volta il Presidente Napolitano a dare luce alla strada da intraprendere. "Il dovere di rispondere all'invito, il diritto di esprimere la propria opinione, di manifestare la scelta": questo è il richiamo, questo l'impegno a cui non ci sottrarremo.

C'è un motivo forte dentro i quesiti referendari che va persino oltre le tante ragioni dei Si. Ricordo, anche, che è grazie agli Istituti di garanzia costituzionale che è stato sventato il tentativo di sottrarre il quesito sul nucleare dalla consultazione referendaria. Temono il raggiungimento del quorum. Si teme la valanga di Si che travolgeranno il privilegio del legittimo impedimento e questo brucia e credo che faremo tutto il possibile, e forse anche qualcosa di più, perché bruci davvero.

Fu un referendum a liberarci dalla monarchia e a sancire la nascita della nostra Repubblica. Con i referendum si conquistarono il divorzio e la libertà dall'aborto clandestino e dalle pratiche delle mammane. Vengono alla mente momenti significativi di grandi conquiste di civiltà e di democrazia per il nostro Paese. Ecco, tocca di nuovo a noi. Il 14 giugno vogliamo che sia una nuova giornata di gioia per noi, per il nostro paese e per un futuro che ora guardiamo negli occhi. Siamo noi il futuro di una Italia che sta facendosi nuova e allegra.

Non perdiamo un voto. Il quorum è possibile. Nessuno dimentichi il suo dovere: andiamo e diciamo di andare a votare”.


Il Pd di San Gimignano:

“Mancano ormai pochi giorni al referendum: domenica 12 e lunedì 13 giugno si voterà su acqua pubblica, nucleare e legittimo impedimento. In vista del voto il Partito democratico di San Gimignano organizza, all’interno del calendario di iniziative in tutta la provincia a sostegno del referendum, un incontro dal titolo “Nucleare, scorie e radioattività. Perché votare si dopo Fukushima”. L’appuntamento è per domani, venerdì 10 giugno, alle ore 21, al Circolo Pd Belvedere in Piazza Martiri della Libertà. All’incontro parteciperanno Rosanna Pugnalini, della direzione regionale del Pd, Niccolò Guicciardini, segretario del Pd di San Gimignano, e Paolo Da Vela, dottorato in astrofisica all’Università degli Studi di Siena”.

“Ora che la Consulta ha riconsegnato nelle mani dei cittadini il diritto a decidere sul nucleare in Italia e quindi sul futuro di ognuno di noi – dicono gli organizzatori della serata – è fondamentale andare a votare per esercitare il diritto-dovere di ognuno di partecipare ai momenti di democrazia diretta rappresentati dai referendum ed è importante farlo nella maniera più informata e consapevole possibile. Ecco perché abbiamo ritenuto importante organizzare un incontro su una questione importante come il nucleare, soprattutto dopo gli eventi di Fukushima che ci devono far riflettere sugli enormi rischi che questo tipo di centrali possono avere sul territorio e sull’umanità. Siamo fiduciosi che l’obiettivo del quorum possa essere raggiunto – concludono gli organizzatori dell’iniziativa – visto che nei quattro quesiti sono in gioco diritti fondamentali come la salute e la giustizia”.


E anche l'appello dei consiglieri comunali e provinciali di Prato:

“Mancano pochi giorni al voto, e in queste ore si ripetono innumerevoli appelli che invitano le cittadine ed i cittadini a recarsi alle urne per i referendum di sabato 12 e domenica 13 giugno ed esprimere la propria opinione in merito a questioni fondamentali e che riguardano il futuro di ogni persona.
Anche noi vogliamo fare la nostra parte ed impegnarci affinché si realizzi prima di tutto la più ampia partecipazione popolare e poi perché vincano i Si nella consultazione referendaria per cancellare il piano nucleare del governo, perché c’è bisogno di una politica energetica nuova ed efficiente, rinnovabile e che ci faccia risparmiare, la privatizzazione forzata dell’acqua perché l'acqua è una risorsa pubblica che va governata con una programmazione pubblica, con regole di controllo pubblico, con sistemi di tariffe che aiutino le fasce sociali più deboli e che evitino lo spreco dell'acqua e perché la legge sia uguale per tutti, perché la legge del governo è ad personam dato che si pretende di avere regole diverse da quelle che riguardano tutti i cittadini, diciamo si perché la legge è uguale per tutti.
Come rappresentanti eletti del Partito democratico ci impegneremo per invitare fino all’ultimo ad andare a votare in modo da raggiungere il quorum e rendere possibile che il diritto ad un futuro migliore possa realizzarsi”.

Massimo Carlesi, capogruppo Pd Comune di Prato
Emiliano Citarella, capogruppo Pd Provincia di Prato
Matteo Biffoni, consigliere comunale Pd
Luca Roti, consigliere provinciale Pd
Cristina Sanzò, consigliere comunale Pd
Giulia Anichini, consigliere provinciale Pd
Nicola Oliva, consigliere comunale Pd
Simone Barni, consigliere provinciale Pd
Tatiana Bettarini, consigliere comunale Pd
Monia Faltoni, consigliere provinciale Pd
Maria Grazia Ciambellotti, consigliere comunale Pd
Fabio Rossi, consigliere provinciale Pd
Enrico Giardi, consigliere comunale Pd
Emanuele Pacini, consigliere provinciale Pd
Gianni Bianchi, consigliere comunale Pd
Roberto Marchi, consigliere provinciale Pd
Ilaria Santi, consigliere comunale Pd
Maria Genise, consigliere provinciale Pd
Lia Vanni, consigliere comunale Pd
Simone Gelsumini , consigliere provinciale Pd
Maurizio Calussi, consigliere comunale Pd
Gilda Fronzoni, consigliere provinciale Pd
Andrea Colzi, consigliere comunale Pd
Simone Mangani, consigliere comunale Pd
Roberto Mennini, consigliere comunale Pd
Luca Vannucci, consigliere comunale Pd



Migliori (Pdl) appello all’astensionismo consapevole:

«Caro elettore del centrodestra, sul referendum di domenica prossima ti invito ad un’astensione consapevole». E’ in sostanza questo il messaggio che il Vicecoordinatore Vicario del Pdl in Toscana on. Riccardo Migliori rivolge all’elettorato di centrodestra in vista della tornata referendaria del prossimo fine settimana.
Al grido di “Al referendum non votare è un diritto” di dalemiana memoria – era il 1993 e l’Italia si esprimeva sull’art. 18 dello statuto dei lavoratori, Migliori passa in rassegna i motivi per i quali auspica il mancato raggiungimento del quorum del 50%. Il primo è generale: «Non andrò a votare – afferma – perché non voglio un’Italia meno europea, meno moderna, meno libera, meno produttiva, meno razionale, meno competitiva, meno prospera». Poi, punto per punto a partire dall’acqua. Bene pubblico, certo è vero. Sì ma la gestione? «Anche a Cuba – ricorda Migliori – vigono sistemi pubblico-privati di gestione. Vogliamo mandare a casa 40mila dipendenti delle aziende idriche? Vogliamo che nessuno sia più in grado di investire per 2 miliardi l’anno nella ristrutturazione della rete idrica che oggi perde il 35% dell’acqua e che va totalmente depurata? Oppure vogliamo che lo Stato sia costretto a maggiori prelievi fiscali per poi gestire con la partitocrazia (come fa con la sanità) i “Comitati popolari di gestione”?»
Al capitolo nucleare, Migliori ricorda che «la nostra bolletta energetica è la più costosa d’Europa e le nostre risorse, i nostri lavoratori, il nostro Pil subiscono drammaticamente il nostro deficit energetico». La via, secondo Migliori, è quella di un nucleare che paradossalmente abbiamo alle porte visto che «non si sono chiuse né la centrale slovena a dieci chilometri da Gorizia né le otto francesi disposte sul confine alpino».
Infine, il legittimo impedimento: «Io – spiega Migliori – sono convinto davvero che la legge debba essere uguale per tutti. Se in un eventuale processo che ti riguarda sei impedito, perché in ospedale o vittima di un incidente, di partecipare ad una udienza, allora non vediamo perché, non in modo reiterato e di fronte a un reale impegno di stato, le cariche di governo della Repubblica siano invece obbligate a parteciparvi».
Infine, il corollario politico: «Chi ha voluto il referendum, chi andrà a votare e per ottenere quali diritti politici? Il referendum è considerato un tentativo di dare una spallata al Governo Berlusconi. Ma Di Pietro non sa niente né di acqua, né di energia, né tantomeno di giustizia. Con Di Pietro ci sono l’ex liberalizzatore Bersani e il Pd. Ci sono Emergency, Santoro, l’Anpi, la Fiom-Cgil, la giunta regionale toscana, l’Arci, Alex Zanotelli ed i preti rossi. Voterà, ovviamente, anche il Presidente della Camera On. Gianfranco Fini, anche se il suo partito ha espresso 16 posizioni diverse (4 ogni 4 referendum)».

Redazione Nove da Firenze