Accelerare il ritmo del cambiamento

Relazione introduttiva al Workshop “Intelligenza Strategica” di sabato 19 marzo a Palazzo Medici Riccardi.


INNOVAZIONE —
di Paolo Manzelli, direttore dell'LRE dell'Università di Firenze

Il 150° compleanno della Unita di Italia ha messo in luce la potenzialita' di una nuova fase di sviluppo che permetta di ritrovare la coesione sociale e l'integrità del Paese. Per fare in modo che tale volonta' popolare possa essere indirizzata al futuro, dotandosi di una strategia lungimirante, abbiamo indetto questo Workshop. Viviamo in un mondo complesso ed instabile, dove e' sempre piu' incerto decidere il da farsi per superare la crisi strutturale contemporanea che assume una caratterizzazione “Eco-Economica”. Pertanto e' necessario favorire lo sviluppo di modalita' di "Intelligenza Strategica" che corrispondano a nuovi modi di pensare all'emergenza del tipo di sviluppo della societa della conoscenza. E' necessario impegnarsi a fondo per risolvere le problematiche del presente per costruire, con spirito di condivisione di conoscenze, un futuro che conduca a un cambiamento delle dinamiche di sviluppo, cosi da superare l'attuale difficolta' di crescita nella transizione tra societa industriale e societa della condivisione dei saperi.

L'“Intelligenza strategica“ corrisponde alla complessita' del cambiamento contemporaneo, che e' basato sullo sviluppo scientifico e tecnologico, ma che necessita di intellegibilità e di antica sapienza, e che non puo' essere limitato da una razionalita' di tipo mercantil-competitivo, poiche' lo sviluppo della societa della conoscenza implica la capacità strategica di stabilire nuovi nessi e rapporti collaborativi tra molteplici partner, come pure necessita di capacità strategiche per superare contraddizioni, conflitti, o relazioni problematiche tra i partner dello sviluppo.

In passato l'"Intelligenza strategica" e' stata utilizzata per vincere ogni tipo di concorrenza, mercantile, o di ricerca della innovazione: un tale compito nella storia umana ha perseguito differenti modalita' di pensiero. La saggezza dell'antico Mediterraneo propone una logica: "in mare non c'e vento favorevole a chi non sa dove andare", mentre dal mondo militare possiamo ricordare come siano state perseguite modalita' che rispondono a differenti esigenze: nel mondo occidentale si e' spesso ritenuto che "la miglior tattica di difesa fosse l'attacco" , mentre il mondo orientale ha considerato che l'arte della guerra consistesse nel "vincere l'avversario senza combatterlo", anticipandone le mosse, ovvero annientando le strategie del nemico con una migliore saggezza.

Come indica il logo del WorkShop su "Intelligenza Strategica",queste antiche strategie possono essere ancora utili, se revisionate, per favorire innovazione e creativita', da chi ancora si trova intrappolato in una scatola di idee e concetti vetusti, che si traduce nella crisi strutturale contemporanea. E' certo che uscire dalla scatola delle proprie concezioni comporta il rischio di cadere nel vuoto, ovvero in una catena di errori, incomprensioni e paure.

Per rendere il rischio del cambiamento accettabile e superare la crisi strutturale e' necessario individuare le opportunita' di sviluppo della nuova economia, capaci di dare un futuro di lavoro alle giovani generazioni. Nel dibattito che ha preceduto in rete questo WS-IS abbiamo messo in luce quali sono i fattori principali dello sviluppo contemporaneo che proponiamo oggi di discutere per gestire alternative credibili di sviluppo:

1) la globalizzazione dei mercati modifica lo spazio tempo della struttura economica, cosi che per rispondere all' innovazione tecnologica l'impresa necessita di networking tra ricerca ed impresa;
2) la smaterializzazione dei prodotti e dei processi produttivi, corrisponde allo sviluppo di una produzione innovativa, come le produzioni "nano e bio-tecnologiche", o lo sviluppo commerciale dei nuovi prodotti a carattere smaterializzante, basato su comunicazione e commercializzazione in Interactive Tech. of Communication, che anticipano la crescita di processi di produzione a basso impatto ambientale.


"Globalizzazione e Smaterializzazione" possono essere concepite come il vento favorevole da seguire, al fine di produrre valore e vantaggi competitivi, capaci di rinnovare l'economia della vecchia societa' industriale. E' utile sottolineare che la globalizzazione tramite l'ITC mette in circolazione sistemi interattivi di commercio e di marketing, accessibili in qualunque punto del pianeta, mentre la smaterializzazione della produzione funge da moltiplicatore della crescita del valore basato sull'intelligenza, essendo focalizzata sull'innovazione trans-disciplinare e multi-attoriale sempre piu' correlata alla crescita della ricerca scientifica e tecnologica.

Con queste idee strategiche, durante la recente Tuscany Nano-Week, abbiamo lanciato l’idea di realizzare la T-NANO-FACTORY, per la promozione, produzione e commercializzazione delle nanotech diffuse sulla base di Network-Digitali.

Prendendo le recenti iniziative come spunto di una discussione piu ampia, potremo trattare la sostenibilita' del cambiamento in termini di sviluppo della energie alternative, della green economy e altre fertili indicazioni prospettiche, che comportano l'innovazione degli assetti produttivi. Dobbiamo essere coscienti che la crisi strutturale contemporanea determina l'impossibilità di pensare ad un futuro che possa ancora fondarsi su una proiezione lineare del passato, propria della società industriale, non più consona alle necessita di condivisione dello sviluppo Eco-Economico della società della conoscenza ad elevato contenuto di innovazione scientifica e tecnologica.

In conclusione di questa mia introduzione al Work-Shop sull'“Intelligenza Strategica” con la vostra partecipazione attiva vorremmo condividere una "Visione Strategica" delle opportunita' emergenti dallo sviluppo della societa della conoscenza, convinti che gli esiti del cambiamento dipendono dai modelli culturali e scientifici innovativi che saremo capaci di utilizzare, in modo da anticipare i cambiamenti che intervengono nel sistema globale e condurli a riposizionare l'Economia regionale, favorendo la realizzazione di network tra ricerca ed impresa nel quadro dell' evoluzione dei sistemi tecnologici.

Redazione Nove da Firenze