Comunità di Sant'Egidio: dal Pranzo di Natale alla marcia per la pace del 1°

Ecco come partecipare al corteo l'1 gennaio 2011, ore 16.30, piazza Beccaria (prima di Borgo La Croce). Il pranzo a Santo Stefano in Ponte Vecchio con l’arcivescovo Betori. Insieme senza essere stranieri gli uni agli altri


Prima il ‘Rigiocattolo’ per fare esistere i bambini che non sono iscritti ad alcuna anagrafe (tre su quattro nell’Africa sub sahariana): via Martelli crocevia, l’11 e il 12 dicembre scorsi, di energie attente ad un segno condiviso, divertente e profondo per i piccoli “invisibili” il cui Natale non è registrato in alcun documento e che per tanti, invece, ora potrà diventare realtà. Speculare a questo sguardo, la costellazione di iniziative portate avanti per fermare la pena di morte nel mondo, con i segni visibili dell’illuminazione del David “in blu” in piazza della Signoria e di Palazzo Medici Riccardi, mentre l’assemblea generale dell’Onu ha approvato per la terza volta una risoluzione che chiede una moratoria universale della pena capitale, verso la sua completa abolizione, e in Italia si prendono misure perché nessuna azienda possa partecipare, nemmeno indirettamente, a quello che è stato definito “il male estremo”. Giovedì scorso le cene portate alle emergenze freddo di piazza del Carmine e Sorgane. Nel giorno di Natale, il 25 dicembre, il pranzo a Santo Stefano in Ponte Vecchio, presente l’arcivescovo Giuseppe Betori, con oltre 300 persone, gli amici di Sant’Egidio tutto l’anno: immigrati ed anziani, senza fissa dimora e nomadi, intorno alle tavole imbandite con il sostegno convinto della città che cerca vie comuni e solidali di uscita da ogni crisi. Mons. Betori ha salutato uno per uno tutti gli amici di Sant’Egidio (“in questo giorno siete tutti la mia famiglia”): erano circa 350 e a ciascuno è stato consegnato un regalo. Il Pranzo di Natale di Sant’Egidio nasce da una comprensione: se ci si mette all'altezza dei poveri si scopre, infatti, che Natale può diventare una maledizione, anziché una benedizione, per chi è solo. Per questo si sono aperte a Roma le porte della basilica di Santa Maria in Trastevere, come era accaduto con Gregorio Magno, come era successo nella basilica di San Pietro, e poi anche a Firenze, in collaborazione con l’Arcidiocesi, perché i poveri trovassero da mangiare e una famiglia. Il Pranzo di Natale, negli anni, è diventato come un altro modo di dire Comunità di Sant'Egidio. Ma è anche, ormai, un patrimonio di tutti che chiede di raggiungere altri. A tavola il menù preparato, cucinato e offerto da Guido Guidi: crostini toscani, formaggi misti e salumi, lasagne, vitello brasato con contorno di purè e ceci, zampone e lenticchie, frutta di stagione, panettone e pandoro con crema. E mentre ci si prepara ad altri momenti di festa insieme ai detenuti di Sollicciano e di Empoli, le giornate del periodo di Natale sono punteggiate di momenti condivisi alle stazioni, nelle case, nei quartieri, a Montedomini, con l’invito a tutta la città a partecipare il 1 gennaio 2011 al corteo per la pace, in occasione della Giornata Mondiale della Pace quando viene letto il messaggio del Papa Benedetto XVI, con uno sguardo carico di attesa per la Costa d’Avorio percorsa in questi giorni da tensioni che possono e devono essere dissipate a favore del bene comune, senza violenza. Questa volta l’appuntamento è alle 16.30, in piazza Beccaria, da dove il corteo per la pace si muoverà lungo Borgo La Croce, via Pietrapiana (dove si uniranno alla marcia anche i rappresentanti della comunità musulmana), quindi piazza Salvemini e Borgo Pinti per raggiungere l’istituto di San Silvestro, nei cui locali, al pian terreno, si svolgerà una festa con le comunità dei nuovi toscani, gli immigrati che cercano un futuro nella e con la Città del Fiore. Per informazioni e adesioni: tel. 055.234.27.12, mail: santegidio_firenze@hotmail.com, cell. 335.67.97.976

Redazione Nove da Firenze